
Il termostato è il componente fondamentale dello scaldabagno elettrico, incaricato di controllare e regolare la temperatura dell’acqua al suo interno, garantendo sicurezza ed efficienza durante l’uso. Il suo funzionamento si basa su una sonda, solitamente inserita all’interno di una canula posta accanto alla serpentina della resistenza, che dall’esterno giunge all’interno del serbatoio pieno d’acqua. In questo modo, pur non venendo a contatto diretto con il liquido, la sonda rileva la temperatura dell’acqua attraverso il calore condotto dal condotto stesso: quando la temperatura è inferiore al valore impostato, il termostato chiude il circuito elettrico, attivando la resistenza e permettendo il riscaldamento dell’acqua; al contrario, una volta raggiunta la temperatura desiderata, il circuito si apre automaticamente interrompendo il riscaldamento. In tal modo, il termostato svolge funzioni fondamentali: mantiene costante la temperatura dell’acqua evitando sbalzi termici, previene il surriscaldamento che potrebbe danneggiare l’impianto e rappresentare un pericolo, riduce gli sprechi energetici interrompendo il riscaldamento quando non necessario e protegge sia la resistenza sia l’intero scaldabagno. Inoltre, molti modelli sono dotati di un termostato di sicurezza, che interviene in caso di temperature anomale, interrompendo immediatamente l’alimentazione elettrica per prevenire danni all’impianto e rischi.
Prima di intervenire direttamente sul termostato è fondamentale adottare alcune precauzioni per garantire sicurezza personale ed evitare danni all’impianto. Il primo passo è scollegare completamente l’alimentazione elettrica, interrompendola dal quadro o staccando la spina. Successivamente, è consigliabile verificare lo stato dei collegamenti elettrici e dell’alimentazione generale, perché molte volte guasti apparenti al termostato derivano da problemi esterni come cavi allentati, fusibili bruciati o interruttori scattati. È inoltre utile controllare eventuali perdite o anomalie nel serbatoio, che potrebbero alterare il corretto funzionamento del termostato. Solo dopo aver escluso queste cause esterne si può procedere con l’ispezione o la sostituzione del termostato.
In presenza della spia rossa accesa, i segnali più comuni di malfunzionamento includono acqua che non raggiunge la temperatura impostata, riscaldamento irregolare con alternanza di momenti di caldo intenso e momenti di acqua fredda, oppure surriscaldamento improvviso che può far intervenire il termostato di sicurezza. Questi sintomi indicano che il termostato è attivo ma non regola correttamente la resistenza. Se invece la spia rossa rimane spenta e l’acqua non si riscalda affatto, il problema potrebbe essere un termostato completamente guasto, oppure un’interruzione nell’alimentazione elettrica o nei collegamenti. In questo caso, l’impianto non riceve il comando per attivare la resistenza, impedendo qualsiasi riscaldamento. Prima di intervenire direttamente sul termostato è sempre consigliabile verificare lo stato dei collegamenti e dell’alimentazione elettrica, perché guasti apparenti possono derivare da cause esterne. Solo dopo queste verifiche è opportuno eseguire test specifici sul termostato o procedere alla sua sostituzione.
Per controllare se il termostato è funzionante, occorrono un multimetro e un accendino. Con il tester impostato sulla scala 200 ohm, si posiziona un puntale sul morsetto di ingresso fase e l’altro sul morsetto di uscita comandata, cioè quello che viene aperto o chiuso dal termostato per attivare o interrompere il passaggio di tensione verso la resistenza. In condizioni normali deve essere presente continuità. Questa viene interrotta quando la sonda raggiunge la temperatura limite, effetto che nel test simuliamo riscaldandola con la fiamma di un accendino. Con l’aumento della temperatura, il contatto comandato si apre e, se il termostato è funzionante, sul display del tester il valore passa a I, che ci indica l'assenza di continuità. Al contrario se nonostante il riscaldamento viene mantenuta la continuità significa che non funziona, è il caso ad esempio di quando lo scaldabagno non stacca mai. Ricordiamo che la verifica va vatta sul morsetto di ingresso della fase. Questo è l’unico punto in cui il passaggio di tensione viene interrotto dal termostato. Il neutro, invece, rimane normalmente sempre in continuità e non deve essere utilizzato per questa verifica.

Per estrarre il termostato dallo scaldabagno è fondamentale iniziare sempre staccando l’alimentazione elettrica. Successivamente si svitano le viti che fissano il coperchio di protezione e lo si rimuove, esponendo il gruppo resistenza e il termostato. A questo punto è necessario staccare i fili di alimentazione collegati al termostato e, afferrando saldamente l’elemento, estrarlo completamente dal suo alloggio facendo fuoriuscire la sonda dal canale: un’operazione che può essere eseguita senza svuotare lo scaldabagno. Basta tirare con forza verso il basso. Questo procedimento permette di rimuovere il termostato senza danneggiare l’impianto, preparando l’alloggio per l’inserimento di un nuovo componente.
Il termostato dello scaldabagno regola il riscaldamento dell’acqua aprendo e chiudendo il circuito della resistenza in base alla temperatura rilevata dalla sonda. Osservandolo da vicino, si nota la leva rossa, che indica lo stato del contatto: tutta a sinistra significa circuito aperto, mentre ruotandola verso destra si avverte un click che segnala l’attivazione. La temperatura può essere impostata su valori bassi, intermedi o fino a un massimo di 75 °C nella posizione più alta della leva. Durante il funzionamento, quando la sonda rileva che l’acqua ha raggiunto la temperatura desiderata, il termostato interrompe automaticamente il passaggio di corrente alla resistenza, aprendo il circuito e fermando il riscaldamento, fenomeno accompagnato dal tipico click che conferma l’intervento del componente. Nel video seguente viene spiegato nel dettaglio come avviene il passaggio di tensione dagli innesti sul termostato ai faston in uscita, come avviene la regolazione della temperatura e come, tramite una prova pratica, è possibile osservare il passaggio di continuità dalla sonda al termostato e da esso alla resistenza.

Per sostituire il termostato è fondamentale scegliere un modello compatibile con lo scaldabagno in uso. Per verificarne la compatibilità, è necessario controllare il tipo di termostato indicato dal produttore, confrontando forma, dimensioni e numero di innesti elettrici con quello originale, e assicurarsi che il range di temperatura massimo corrisponda a quello del componente da sostituire, di solito fino a 75 °C. È utile rimuovere il termostato guasto e confrontarlo visivamente con il nuovo, verificando lunghezza e diametro della sonda, posizione delle viti di fissaggio e disposizione degli innesti elettrici. Una volta selezionato il modello corretto, l’installazione procede inserendo la sonda nel canale fino in fondo e posizionando correttamente il corpo del termostato nel suo alloggio, assicurandosi che non ci siano ostacoli o giochi. Successivamente si ricollegano i fili di alimentazione agli innesti corrispondenti, fissandoli saldamente per evitare falsi contatti, e si richiude il coperchio di protezione con le viti originali, sempre con l’alimentazione elettrica staccata. Normalmente la posizione della temperatura, laddove regolabile, è già fissata; ma nel caso non lo sia o si voglia modificarla, ad esempio per un calore maggiore o più basso, è possibile regolarla prima di chiudere il coperchio, utilizzando la leva presente sul dispositivo. Su di essa non è indicato in modo preciso il valore in gradi, tuttavia la posizione massima corrisponde a 75 °C: questo consente di stabilire posizioni intermedie o più basse con temperature proporzionalmente inferiori al massimo. Durante la regolazione si può evitare di montare subito il coperchio, così da effettuare ulteriori regolazioni fino a trovare la posizione e la temperatura più gradita, e solo alla fine chiuderlo. Ricordiamo che una corretta impostazione riduce gli sprechi energetici e garantisce una maggiore durata sia della resistenza sia dell’intero scaldabagno. In definitiva, non è sempre necessario far raggiungere all’acqua i 75°C: in molti casi possono bastare anche 60°C, ma la scelta dipende dall’uso che se ne fa.
Nella maggior parte dei modelli, la leva di regolazione della temperatura si trova sul termostato e quindi non è accessibile una volta chiuso il coperchio dello scaldabagno. Per regolare la temperatura è sufficiente aprire il coperchio. Non è necessario smontare l’intero scaldabagno.
Il termostato normale regola la temperatura dell’acqua aprendo e chiudendo il circuito della resistenza in base alla sonda. Il termostato di sicurezza interviene solo in caso di temperatura anomala, interrompendo immediatamente l’alimentazione elettrica per prevenire surriscaldamenti e danni all’impianto. Solitamente interviene quando il termostato normale non funziona correttamente.
Sì, è possibile sostituirlo da soli, sempre con l’alimentazione elettrica staccata e rispettando le norme di sicurezza. È importante prestare attenzione nella scelta del modello compatibile e nella corretta connessione dei fili. Per chi non ha esperienza, si consiglia di scattare una foto prima di smontarlo, in modo da ricordare la posizione corretta dei collegamenti.
Sì, il click è il suono tipico dell’apertura o chiusura del contatto del termostato, che interrompe o ripristina il passaggio di tensione alla resistenza. È un comportamento normale e indica che il termostato sta regolando correttamente il riscaldamento.
Sì. Se il termostato non interrompe correttamente il circuito, la resistenza può surriscaldarsi, causando danni alla resistenza stessa, al serbatoio o ad altri componenti dello scaldabagno.
Nella maggior parte dei modelli, non è possibile sostituire la sonda separatamente, perché è integrata nel corpo del termostato. Pertanto, in caso di guasto della sonda, è necessario sostituire l’intero termostato.
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