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Quali sono le tipologie di aspirapolvere presenti sul mercato e la differenza di tecnologia che impiegano.
 
Guida aspirazione.
Quando si parla di aspirazione bisogna considerare che i prodotti presenti in commercio sono tanti ed ognuno di loro può avere caratteristiche specifiche diverse, differenziandosi l’uno dall’altro. Sostanzialmente ci sono delle caratteristiche generali che rendono più adatto un modello o un altro, a seconda delle esigenze dell’utilizzatore finale.
Pertanto la prima circostanza che bisogna affrontare, per effettuare un acquisto consapevole è quella di concentrarsi sulle proprie esigenze, al fine di individuare un “aspiratore” adatto allo scopo. A tal proposito possiamo raggruppare il mondo dell’aspirazione nelle seguenti categorie di aspirapolveri:
1) Aspirapolvere a traino;
2) Scopa elettrica tradizionale e ricaricabile;
3) Robot.

A loro volta all’interno di ogni categoria possiamo trovare delle varianti che la differenziano ulteriormente, dando origine a quelle che potremmo definire sottocategorie o varianti delle stesse, nello specifico per quanto riguarda l’aspirazione a traino abbiamo le seguenti:

1) aspirapolvere a traino con sacchetto;
2) aspirapolvere a traino con eco box;
3) aspirapolvere a traino con acqua.

L’aspirapolvere a traino  è un unico pezzo, che a seconda del modello può avere una forma  più o meno rotondeggiante e con dimensioni più o meno compatte, alla cui estremità si innesta il tubo telescopico, ad esso quello di prolunga e per terminare con la spazzola.

Nei modelli dotati di sacchetto, la polvere ed i materiali raccolti vengono trattenuti al suo interno. Nella maggior parte dei casi il sacchetto è di  carta, tuttavia, al momento dell’acquisto in alcuni modelli si può trovare il sacchetto di stoffa. Il sacchetto di carta una volta riempito va sostituito, invece quello di stoffa può essere riutilizzato per poche volte. Per questo motivo il costo di quello di stoffa e superiore a quello di carta.

Nell’eco box, il sacchetto è sostituito da un  contenitore “eco box”, in buona sostanza un componente che si ingloba nell’aspirapolvere completandone la linea. L’eco box si usa “all’infinito” in quanto una volta svuotato, si può reinserire nuovamente nel suo alloggio. È opportuno precisare, che non è essenziale lavarlo dopo averlo svuotato e prima di ogni utilizzo, ma saltuariamente è opportuno lavarlo per una questione di igiene ed in particolar modo se ci sono problemi di allergie in quanto diminuiscono le probabilità di dispersioni di acari nell’ambiente.

Nei modelli ad acqua tutto il materiale aspirato si raccoglie in un contenitore che ha la stessa forma e struttura dell’eco box, ma al suo interno deve essere versato un quantitativo d’acqua  in base a quanto riportato sul libretto d’istruzione. Nella fase di raccolta, il materiale si miscela con l’acqua evitando la dispersione di polveri ed acari nell’ ambiente. Pertanto è un prodotto molto consigliato per chi ha problemi di allergia.

Per  concludere è bene soffermarsi sugli accessori in dotazione, dicendo che in linea di massima i tre sistemi propongono gli stessi componenti, anche se nello specifico di ogni modello ci possono essere delle differenze da tenere in considerazione in fase di acquisto e di confronto.

Le scope elettriche si possono distinguere in:
1 ) modelli tradizionali con sacchetto;
2 ) modelli tradizionali con eco box;
3 ) modelli ricaricabili con eco box.

La scopa elettrica è un unico pezzo, che a differenza del traino si sviluppa in verticale, per questa ragione non è dotata di tubo telescopico, ma di quello di prolunga più gli accessori dove previsti. Il modello ricaricabile, solitamente non è dotato di accessori, risulta essere molto pratico da utilizzare in quanto diversamente dalla tradizionale, collegata alla rete elettrica tramite un cavo, lungo generalmente tra gli 8 ed i 10 metri,  ha una base di ricarica , pertanto ogni spostamento non comporta limitazione. Tuttavia  non essendo alimentata direttamente dalla rete elettrica la sua durata di aspirazione è limitata alla carica della batteria.

La più recente tipologia e tecnologia è quella degli aspirapolveri Robot.

Solitamente la sua forma è simile a quella di un disco, di dimensioni più o meno contenute. La sua particolarità è che una  volta programmato e dato l’avvio svolge il lavoro in totale autonomia. Non è dotato di accessori, ed i vari modelli si differenziano per la tecnologia utilizzata nel rilevare gli ostacoli. I modelli più economici sono dotati  di alcuni sensori che devono essere posizionati per delineare il perimetro entro il quale possono muoversi, evitando cosi di imbattersi in vuoti, ad esempio le scale.  I modelli con tecnologia più avanzata riescono a rilevare in totale autonomia, grazie a dei sensori interni tutti gli ostacoli evitandoli.

Infine sebbene una categoria minore è quella degli aspirabriciole, ovvero un apparecchio di dimensioni contenute, che non viene alimentato tramite filo ma con base di ricarica,  adatto per piccole cose  come aspirare briciole dai divani, pulire all’interno dei cassetti ed altro.

Nella valutazione delle prestazioni energetiche e delle performance di aspirazione, il legislatore ha provveduto alla stesura di una normativa, che stabilisce tramite una etichettatura energetica la dichiarazione dei dati tecnici al fine di individuarele prestazioni del prodotto:

energy label aspirapolvere uso generale;

energy label per pavimenti duri;

energy label per la pulizia dei tappeti.


Pubblicato: 12 maggio 2015

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