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Deumidificazione cronica ed acuta

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Simbolo regione Lombardia Domanda inserita 16/11/2014 alle ore 17:59:50
Autore
romina sada da Milano (MI)

Buongiorno a tutt@, sto cercando di orientarmi nell'umido mondo della deumidificazione, ma che giungla! Il mio primo disorientamento è questo: ho letto -credo- tutti gli articoli a tema pubblicati sul portale, ma non ho trovato traccia della distinzione deumidificatori refrigeranti vs disseccanti (o disseccativi) che tanto pare invece essere importante nel Regno Unito (dove il tema "deumidificazione" è, per ovvi motivi, molto sentito). A naso mi pare qui si tratti di sola refrigerazione, mentre per il mio caso (ambienti piccoli e temperature prevalentemente fredde) i portali inglesi consigliano l'uso del dissecativo. 
Dal punto di vista pratico, invece ho innanzitutto un problema cronico, che "fiorisce" (trattandosi di muffa) in inverno, per stabilizzarsi e addirittura regredire un poco con l'apertura praticamente costante delle finestre dalla primavera in avanti. L'ambiente più colpito è il (piccolo e poco riscaldato) bagno, sulla cui piccola finestra ho installato un estrattore con effetti pressochè nulli. In misura minore il problema si ripropone intorno alle finestre della cucina e della stanza da letto, finestre lontane dai termosifoni e su cui la condensa dell'umidità è abbondante (durante la preparazione del pasto in cucina e di notte nella camera). L'areazione quotidiana degli ambienti possibile in inverno evidentemente non è sufficiente. La mia ipotesi è di utilizzare un deumidificatore da alternare nelle stanze colpite (soprattutto bagno e camera da letto), che hanno metrature, conformazioni e anche temperature medie differenti.
Da un mesetto, inoltre, ho anche un problema acuto ma grave: il guasto di una tubatura dell'appartamento al piano superiore (tubatura guasta) ha infiltrato pesantemente una porzione del soffitto, soprattutto in bagno. Il muratore ha detto che non ha senso intervenire finchè non si saranno "asciugati" i muri, che vuol dire attendere fino all'estate... con effetti che non oso immaginare sulla già abituale proliferazione della muffa. Ha senso tentare di accelerare tale essicazione con un deumidificatore più potente di quello che utilizzerei in condizioni normali per lo stesso piccolo ambiente (il bagno)?
Mi scuso per il messaggio prolisso, ma davvero non so da che parte cominciare...
Grazie, Romina.

 
 

 

Simbolo Amministratore Risposta inserita 18/11/2014 alle ore 12:05:22
Amministratore
da Elettro-domestici.com (ED)

Buongiorno Romina, il deumidificatore con tecnologia disseccante impiega dei materiali in grado di assorbire l’umidità, solitamente la zeolite. I deumidificatori refrigeranti, invece hanno all’interno un motore ed un gas refrigerante che sfruttando il cambiamento di stato e di temperatura del gas, per effetto di differenza termica fa condensare l’acqua che c’è nell’aria e la raccoglie. Tralasciando il principio di funzionamento, il primo è utilizzato molto nel Regno Unito in quanto funziona a temperature molto basse, cosa che invece tende, a diminuire la resa di uno a refrigerazione, anche se con la tecnologia che sbrina a gas caldo funzionano molto bene. Un deumidificatore disseccante ad esempio lo produce la Mitsubishi Electric il modello MJ-EZ6CX-S1-IT, che però consuma molto di più di uno a refrigerazione. Ora non conosco i modelli diffusi nel Regno Unito, ma sarei curioso di sapere quanto assorbono e quanto costa il kwh da quelle parti. Se impieghi un deumidificatore sovradimensionato rispetto all’ambiente lo asciughi.

 
 
 

 

Simbolo Lombardia Risposta inserita 19/11/2014 alle ore 00:30:19
romina sada
da Milano (MI)

Intanto la ringrazio per la pronta risposta e mi unisco al coro di complimenti che le hanno rivolto gli utenti che mi hanno preceduta.
Ho letto l'articolo sul deumidificatore Mitsubishi, e mi sembra che, nonostante i suoi vantaggi teorici, non abbiamo grandi certezze sulla sua efficienza (mi riferisco alle osservazioni di Davide da Rimini a proposito della resa 6 vs 16 litri con l'abbassamento della temperatura).
Tornando alla tecnologia a refrigerazione, mi pare di aver capito che per l'uso invernale che ne farei (temperature 18-20 °C) devo orientarmi su un modello dalla resa in m3 doppia rispetto alle reali dimensioni degli ambienti interessati (in pratica per la camera di circa 25 mq con soffitti di 3,70 m dovrei valutare un apparecchio che copra circa 90-100m3, è così?). Ma come combino questo parametro con la potenza in litri raccolti nelle 24 ore (visto che a parità di cubatura ci sono rendimenti così diversi)? Insomma, su che potenza mi devo tarare?
E -per concludere- ha senso alternare l'uso dello stesso apparecchio nelle due stanze interessate (bagno di notte e camera di giorno?)
Grazie ancora per l'attenzione che vorrà dedicarmi,
Romna

 
 
 

 

Simbolo Amministratore Risposta inserita 22/11/2014 alle ore 11:06:30
Amministratore
da Elettro-domestici.com (ED)

In realtà il settore non è ancora ben regolamentato, nel senso che vengono rilasciati dei dati a cura di ogni singolo produttore, dove in base a dei loro test si calcolano le prestazioni. Questo fa si che a parità di litri trattati nelle 24 ore, magari ci si trova con un trattamento di volume di aria differente o viceversa. Speriamo che una regolamentazione, che ne stabilisca parametri di valutazione precisi arrivi presto. La resa doppia rispetto all'ambiente è un parametro necessario in quanto con il diminuire della temperatura diminuisce la capacità di raccolta di acqua. La capacità di raccolta purtroppo viene indicata solo nella condizione in cui ci sono 30/32°C e l'80% di U.R. Per il tuo ambiente ritengo che sia valido un 16l/24h. L'uso alternato ha senso relativamente ai tempi che impiega a deumidificare l'ambiente in cui si trova ed il tempo che impiega ad inumidirsi nuovamente, pertanto se intendi fare rotazione orientati almeno su un 20l/24h.

 
 
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