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Prova tenuta impianto con azoto.

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Simbolo regione Piemonte Domanda inserita 16/04/2019 alle ore 17:57:39
Autore
zanzarame da Torino (TO)
Buongiorno.
 
Ho chiesto e ottenuto un preventivo per climatizzare le stanze della mia casa.
Leggendo quanto presente nei commenti precedenti, la soluzione, basata su macchine Daikin Stylish, mi sembra ben dimensionata ed economicamente interessante.
L'installatore è una persona che conosco da molto tempo, esperienza pluriennale, che lavora per privati e per aziende.
L'unica perplessità che ho è che ho scoperto che non fa le prove con l'azoto.
Solo il vuoto a fine montaggio (presumo per l'essicazione).
Secondo lei, non fare le prove di tenuta con l'azoto è:
- passabile (con il vuoto elimini l'umidità e testi contestualmente la tenuta);
- inaccettabile (la prova di tenuta con l'azoto è indispensabile)
- illegale: la legge prevede la prova di tenuta con l'azoto in pressione.
 
Nel terzo caso, quali sono gli estremi di legge che potrei citare, giusto per poter affermare quanto sopra senza passare semplicemente da pignolo?
 
Grazie 1000!
 
PS: ho fatto analoga richiesta in un commento di un articolo presente sul sito, però non l'ho visto pubblicato. Temo di aver fatto un errore. Mi scuso, nel caso, per l'eventuale ridondanza.
 
 
Fabrizio
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Simbolo Amministratore Risposta inserita 17/04/2019 alle ore 10:10:01
Amministratore
da Elettro-domestici.com (ED)

La regolamentazione per l'installazione di un condizionatore d'aria rispetto ad anni fa è molto cambiata ed impone dei requisiti fondamentali. In primo luogo il tecncio installatore deve essere certificato fgas, pertanto deve aver dovuto superare degli esami, nei quali sono previsti tuttigli obblighi di legge a cui attenersi per l'installazione e la certiifcazione dell'impianto. Difatti il tecncico dopo l'installazione deve rilasciare un "libretto di impianto", che dopo la registrazione rimarrà anche in mano al propretario dell'impianto. In buona sostanza il certificato lo rende responsabile di installazioni no eseguite a regola d'arte.

I tecnci certificati devono essere presenti nel registro nazionale. Per prima cosa ti consiglierei di controllare a questo indirizzo se il tecnico è abilitato, in questo modo ti potrà rilasciare tutta la documentazione necessaria ed essere responsabile dell'impianto.

La normativa che regolamenta l'installazione è la 2015/2067 nella quale è indicato come conoscenza necessaria quella della prova di resistenza  e tenuta dell'impianto, stiamo parlando di quella dell'azoto, tuttavia non specifica che sia necessaria in fase di installazione, ma solo di verifica dell'impianto dopo un lungo periodo di inutilizzo.

In buona sostanza, di norma in un impianto di prima installazione, con l'operazione di vuoto l'impianto va bene.

La prova con l'azoto certamente è una sicurezza in più e previene quella piccola percentuale di errore o difetto di installazione, della quale un tecnico certificato ne risponde. La prova con l'azoto non viene eseguita in quanto aumenta i costi di installazione. Direi che puoi sempre pretendere dal tuo installatore di farla eseguire valutando il relativo costo.

 
 
 

 

Simbolo Piemonte Risposta inserita 17/04/2019 alle ore 12:09:46
zanzarame
da Torino (TO)

Ciao.

Grazie infinite per la completa ed esauriente risposta.

Ho verificato, l'installatore risulta essere iscritto per 

2015/2067 Attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore fisse contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra (articolo 8, comma 1 del D.P.R. n. 146/2018) ai sensi del Regolamento di Esecuzione (UE) 2015/2067

Il certificato risulta essere valido fino al 2022 (dovremmo quindi essere in regola).

 

Per quanto riguarda il vuoto e/o la prova di tenuta con l'azoto, il dubbio che il primo possa far le veci anche del secondo era questo.

Ipotizziamo che ci sia una micro perdita. Se carico con l'azoto, la pressione (tenuta presente anche l'ora e quindi la temperatura esterna) tende a scendere. Però l'azoto esce e quindi con acqua saponata o sostanza adatta, si può rilevare la perdita.

Se faccio il vuoto e c'è l'analoga perdita, invece che uscire azoto, entra aria (=anche umidità, che mi pare sia deleteria per l'impianto).

E, soprattutto, come rilevo una perdita, se il... "mezzo di contrasto" (=aria) entra, invece di uscire?

Se la perdita fosse minima, difficilmente rilevabile, c'è qualche possibilità che l'aria entrata (con la relativa umidità) danneggi l'impianto?

Chiedo scusa in anticipo per le domande, probabilmente banali, dettate dalla mia scarsa conoscenza sul tema.

Grazie.

Fabrizio

 
 
 

 

Simbolo Amministratore Risposta inserita 17/04/2019 alle ore 14:59:24
Amministratore
da Elettro-domestici.com (ED)

La presenza di una eventuale perdita di gas la riscontreresti in quanto il condizionatore inizierebbe a perdere di efficienza, e comunque anche con l'utilizzo di una soluzione saponosa ti accorgi che c'è la perdita. Il gas viene spinto all'esterno del microforo e a contatto con la soluzione saponosa crea delle bolle di sapone.

La verifica viene eseguita in quanto anche una perdita microscopica, che magari porterebbe l'impianto a perdere di efficienza anche dopo un anno, viene rilevata sulla dimunuzione di pressione riscontrata sullo strumento, cosa che altrimenti nonti accorgeresti se non dopo che la perdita nel tempo diventa consistente e fà diminuire la resa.

Dalla piccola perdita che si verifica successivamente all'installazione difficilmente entra acqua a meno che non si tratti di una perdita importante che porta l'impianto a svuotarsi nel giro di poco tempo.

Il vuoto iniziale viene eseguito per eliminare l'aria ed evenualmente umidità che potrebbe essere nel circuito in quanto mai utilizzato e quindi non con gas all'interno, parlo dei tubi e dello split. Superata questa fase si deve verificare una perdita grossa.

Il controllo con azoto viene fatto per verificare se la cartellatura o la presenza di improbabili ma possibili microfori sono presenti nelle parti interne del circuito o sulla cartellatura.

 
 
 
 

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