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Lavasciuga cosa c’è da tenere in considerazione per quanto riguarda il sistema di asciugatura.

Come ogni anno l’arrivo della stagione invernale porta a considerare in modo più attento la possibilità di acquistare una lavasciuga, per risolvere in un colpo solo l’esigenza del lavaggio, ma soprattutto il fastidioso problema di non poter stendere i panni a causa di un clima non favorevole.

In questo articolo vogliamo portare l’attenzione sul tecnologia utilizzata durante il processo di asciugatura, che nella maggior parte dei casi avviene utilizzando l’acqua per consentire la condensazione. Esattamente, è proprio così, utilizza acqua per estrarre acqua.

A fine ciclo di lavaggio e con l’inizio dell’asciugatura, viene introdotta dell’aria calda forzata per vaporizzare ed estrarre così l’acqua dall’interno dei tessuti, quest’acqua però per poter essere espulsa tramite il tubo di scarico della lavasciuga, da vapore ha necessità di essere trasformata in acqua, ed è qui che rientra in funzione l’acqua , che viene immessa all’interno per condensare il vapore da espellere in forma liquida.

Fino a poco tempo fa non esistevano prodotti in grado di lavorare differentemente da come descritto, ma recentemente si sono sviluppate e concretizzate nuove tecnologie che hanno consentito la nascita di prodotti in grado di effettuare il processo di condensazione utilizzando aria fredda.

In buona sostanza un flusso di aria calda estrae l’acqua, sotto forma di vapore, dai tessuti ed un altro flusso di aria fredda, immesso e diretto nel punto in cui risiede il vapore lo trasforma in acqua, poi espulsa dal tubo di scarico.

Apparentemente nessuna differenza pratica per l’utilizzatore, ma in realtà c’è un dato molto importante da analizzare, ovvero il consumo di acqua impiegato per ogni ciclo di asciugatura.

Per andare sul pratico prendiamo a riferimento due lavasciuga, la prima a condensazione ad aria e la seconda ad acqua entrambe con una capacità di asciugatura di 4 kg.

Nel primo caso abbiamo un consumo totale di acqua di 110 litri, il consumo è dato dalla somma dell’acqua utilizzata per effettuare il ciclo di lavaggio più la fase di asciugatura, mentre nel secondo caso il consumo è di 57 litri di acqua, ovvero la sola acqua impiegata per il ciclo di lavaggio, come se fosse una normale lavabiancheria.

In buona sostanza il sistema di condensazione ad acqua impiega ben 53 litri d’acqua per ogni ciclo di asciugatura, quasi il doppio del dispendio di acqua.
 
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Commenti recenti
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Gianna da Siena giorno 27/11/2014
Avrei bisogno di una macchina che lava parecchio (4/5 lavatrici a settimana) e asciuga poco (al bisogno, massimo 1 asciugatura a settimana nelle stagioni intermedie quando gli stendini non bastano). Propendo per la lavasciuga, ma mi è sempre stato detto dal mio rivenditore di fiducia che sono macchine più sottoposte a guasti. Non mi importa un prezzo iniziale più alto in cambio di consumi più ridotti, sia di acqua che di corrente; abito in una casa piuttosto umida, fornita di deumidificatore proprio in prossimità della lavatrice, comunque portatile. Sarei quindi molto grata sia un giudizio su questa storia che le lavasciuga si guastano con più facilità dei due elettrodomestici separati, sia sull'opportunità di installarlo in una casa che soffre di umidità di risalita, non di condensa perché arieggio anche con temperature sotto lo zero, sia di eventuali problemi legati al minimo utilizzo della funzione di asciugatura. Infine, ovviamente, quale potrebbe essere il modello più adatto alle mie esigenze?
 
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Buongiorno Gianna, intanto non è vero che le lavasciuga sono più soggette a guasti rispetto ad una lavatrice ed asciugatrice separate, può capitare ma anche no. Per ottimizzare sui consumi sarebbe indicata la lavasciuga a pompa di calore della Aeg L99695HWD, tuttavia considerato la temperatura bassa zero gradi, non va bene si bloccherebbe, quindi direi di rimanere sulla lavasciuga con condensazione ad aria della Bosch WVH28421IT, o il modello WD14H540IT della Siemens, quest’ultima consuma di meno.
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Mario da Cava de' Tirreni giorno 05/03/2014
Potrei sapere quali sono i modelli a condensazione ad aria oggi?
 
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Buongiorno Mario, il modello attualmente in produzione è WVH28421IT, è una classe di efficienza energetica: B / A, 1400 giri, 7 kg di lavaggio e 4 in asciugatura.
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Davide da Faenza giorno 23/10/2012
Salve, quindi malgrado sia in classe B come asciugatura, il risparmio di acqua mitiga il maggior consumo di elettricità.
Giusto?
 
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La classe B in asciugatura non si riferisce al consumo, bensì alla quantità di umidità residua a fine lavaggio nei tessuti, che è determinata dalla velocità della centrifuga. In questo caso la valutazione è data considerandola esclusivamente come una lavatrice, nulla a che vedere con l’asciugatura.
In asciugatura il risparmio di acqua non influisce sul consumo energetico.

La lavasciuga in questione ha bisogno di un locale ben areato? Io dovrei sistemarla in un sottoscala con pochissimo ricambio di aria.
Grazie della gentile risposta.

Durante la fase di asciugatura si forma dell'aria umida, pertanto se il locale dispone di una buona ventilazione e ricambio d'aria è meglio.

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Anna da Napoli giorno 22/05/2012
Qual'è questa marca di lavasciuga con il sistema di condensazione ad aria?
 
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Ciao Anna, in effetti nell'articolo non ho indicato di quale modello si tratta, hai fatto bene a chiedere così per completezza dell'informazione si aggiunge. La lavasciuga in questione è prodotta e commercializzata da Bosch ed il modello esatto è WVH28420.

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Rimasta invariata fin dalla prima stesura, l’Energy Label della lavasciuga viene completamente modificata, resta in linea, ovviamente, con quella degli altri elettrodomestici, ma rispetto alla precedente e altra cosa.
 
 
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Come di nostra abitudine cerchiamo di andare oltre le apparenze, scendendo nel dettaglio, in questo caso per confrontare due lavasciuga, entrambe da 9 kg in classe A, che apparentemente dimostrano di essere uguali in termini di consumi energetici, ma addentrandoci nei dettagli tecnici scopriamo che non è così.
 
 
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Il sistema utilizzato dalla lavasciuga per produrre aria calda è basato sull’impiego di una resistenza elettrica, che una volta surriscaldatasi e con l’ausilio di un sistema di ventilazione immette il flusso di aria calda nel cestello, consentendo all’umidità dei tessuti di essere estratta.
 
 
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Avevamo già messo a confronto in un precedente articolo, ed evidenziato come a parità di classe energetica e capacità di carico, due lavasciuga in realtà possono avere un consumo differente.
 
 
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Come ogni anno l’arrivo della stagione invernale porta a considerare in modo più attento la possibilità di acquistare una lavasciuga, per risolvere in un colpo solo l’esigenza del lavaggio, ma soprattutto il fastidioso problema di non poter stendere i panni a causa di un clima non favorevole.
 
 
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Abbiamo già parlato in altri articoli della funzione della lavasciuga e quella dell’asciugatrice, due elettrodomestici indirizzati a risolvere il problema dell’asciugatura degli indumenti, ma che sebbene abbiano lo stesso fine, sono molto differenti.
 
 
 
 
 
 
 

 
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