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Direttiva Energy Label televisore presente e sviluppi futuri.
 
Dopo molti anni nei quali il settore delle televisioni non è stato regolamentato da apposite etichette energetiche indicanti il loro consumo, come avviene invece già da una decina di anni per il grande elettrodomestico, con l’entrata in vigore del regolamento comunitario anche loro hanno l’obbligo di esporre l’energy label.

Tale obbligo decorre dal 30 novembre 2011 e prevede che tutti i televisori prodotti da tale data in poi ne siano provvisti, mentre per i televisori immessi sul mercato precedentemente, la possibilità di essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte. Ci si può quindi trovare nella situazione di fatto per la quale dei televisori sono provvisti di Energy label ed altri ancora no, ma è una circostanza transitoria che si andrà risolvendo nell’arco di poco tempo.

L’energy label è uno strumento di valutazione utilissimo per il consumatore, che finalmente può rendersi conto dell’effettivo consumo energetico di un televisore e soprattutto ha la possibilità di confrontare più tv e valutarne le migliori prestazioni potendo così effettuare una scelta consapevole. L’impatto che genera sulle nostre tasche riteniamo possa essere definito considerevole, l’acquisto di un televisore è sempre più proiettato ai grandi schermi, si parla di 42, 46, 50 pollici, televisori diventati abbastanza accessibili per il loro costo ma che se non valutati dal punto di vista del consumo energetico possono risultare energivori. In questo senso ci viene incontro l’energy label, e sorprendentemente a confronti effettuati tra diverse classi energetiche abbiamo constato una differenza di consumo di quasi il 50% tra un classe A ed un A++.

Addentrandoci nel dettaglio diciamo subito che la classe di appartenenza è dettata da una tabella (vedi sopra) che identifica dei parametri entro i quali si colloca l’efficienza del prodotto e si identifica la classe. Indice di efficienza energetica è il parametro valutativo, che è espressione del calcolo combinato di alcuni valori, quali il consumo di energia elettrica, indicato in kwh in modalità acceso considerato per 365 giorni e per una media di 4 ore al girono, tutto rapportato all’area dello schermo visibile.

Per quanto riguarda IIE, va fatta una precisazione sulla tabella, o meglio su quanto è indicato sulla stessa e su quello che possiamo trovare fisicamente nei negozi. La tabella, in lato, non è altro che la classificazione degli indici previsti fino al 2020, mentre nei negozi sui televisori deve essere esposta l’energy label, la sua descrizione nel dettaglio dei pittogrammi è alla pagina Energy label. Nel corso degli anni la vedremo cambiare nelle classi energetiche, attualmente e fino al 2014 la normativa prevede una scala che va dalla A alla G, con il passare del tempo ed il miglioramento delle prestazioni verranno scalate le classi meno efficienti a vantaggio di quelle più performanti, così con cadenza triennale vedremo cambiare l’energy label che indicherà la classe compresa tra la A+ e la F nel 2014, dalla A++ alla E nel 2017, fino ad arrivare al 2020 con l’intervallo che va dalla classe A+++ alla D. Sebbene la normativa prevede per il periodo attuale una Energy label con fascia compresa tra la A e la G, alcuni produttori stanno fornendo i loro televisori di quella prevista per il 2014 risaltando i risultati raggiunti con prestazioni in classe A+.

Ecco le differenti energy label con l'indicazioni delle fasce di classi in base al periodo:

energy label 2011 energy label 2014

energy label 2017 energy label 2020

L’energy label esposta su ogni televisore deve tassativamente rifarsi nella forma e nell’aspetto, quindi colori, caratteri e quant’altro stabilito nella direttiva. Il fornitore dal canto suo è obbligato a fornire una etichetta per ogni televisore, una scheda prodotto dettagliata, un fascicolo tecnico, in caso di pubblicità sul prodotto con un riferimento al consumo deve essere indicata la classe, il materiale promozionale tecnico, ad esempio i cataloghi di presentazione, devono indicare la classe energetica di ogni modello descritto.

 

 
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Il vecchio elettrodomestico obsoleto può essere rottamato con uno nuovo a basso impatto ambientale e con consumi ridotti. Dal 25 aprile sono infatti disponibili trecento milioni di euro suddivisi in più categorie.
 
 
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Il decreto legge n° 63/2013, che come data ultima per la conversione in legge vedeva il 4 agosto 2013, è stato convertito definitivamente in legge, dal senato, giorno 1 agosto 2013.
 
 
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Assistiamo da alcuni anni, aggiungerei per fortuna, ed in modo sempre più attivo ed interessato, al tema ambientale. Tutelare l’ambiente che ci circonda è prerogativa inderogabile al fine di garantire la salvaguardia del nostro mondo.
 
 
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Entrata in vigore nel 1992, l’etichetta energetica ha rivoluzionato positivamente il mercato degli elettrodomestici, spingendo le aziende a produrre prodotti di elevata efficienza energetica. Sono oramai lontani i tempi in cui si vedevano nei negozi prodotti come lavabiancheria, frigoriferi o congelatori di classe C, D addirittura E ed F.
 
 
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Il 12 aprile 2014 entra in vigore il decreto legge n° 49 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 marzo del 2014, a conclusione del procedimento di attuazione della direttiva europea sul RAEE.
 
 

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