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Sul climatizzatore troviamo indicata la pressione e la potenza sonora, vediamo qual è la differenza e come regolarci.
 
L’entrata in vigore della nuova energy label per l’etichettatura energetica dei climatizzatori, ha imposto il cambiamento di parecchi dei metodi, precedentemente utilizzati per valutarne i dati tecnici, ed anche l’obbligo di dichiarare altri dati tecnici precedentemente omessi.

Uno di questi obblighi è quello di indicare la potenza sonora sia della parte esterna, motore, che di quella interna, split. Diciamo che con la vecchia normativa il dato della rumorosità non veniva indicato sull’etichetta energetica, in quanto non obbligatorio, ma quasi sempre nei cataloghi, almeno delle migliori marche, i dati venivano riportati molto chiaramente, ed anzi per alcuni aziende un punto forte da mettere in evidenza, per l’assoluta silenziosità.

Quello che cambia in questo momento non è però soltanto la dichiarazione obbligatoria, ma anche l’unità di misura imposta. Comunemente veniva dichiarata la pressione sonora, mentre adesso si è passati alla potenza sonora. La differenziazione tra le due unità di misura, bisogna dire che è stata, in molti casi, non solo per i climatizzatori, ma anche per le lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi ed altro, causa di confusione, in quanto per un certo periodo, sempre a catalogo, si faceva riferimento all’una o all’altra misurazione, chiaramente con dati molto diversi.

La pressione sonora è generata da un’onda sonora che crea pressione sull’aria, in buona sostanza ogni climatizzatore, così come ogni elettrodomestico o altro, durante il funzionamento crea un onda d’aria, che si trasforma nel rumore percepito, che a seconda della pressione esercitata è più alto o più basso. La pressione sonora viene misurata da un fonometro ed è indicata in decibel. La scala di interesse per la percezione dell’orecchio umano va dai 10 db, quando si comincia a percepire qualcosa, a salire, superando gli 80 db, limite oltre il quale, a seconda delle circostanze, ci può essere un danneggiamento dell’udito.

Il rilevamento dei decibel di pressione sonora è però soggetto ad alterazioni che possono dipendere da diversi fattori, quali: la distanza tra il climatizzatore e il rilevatore, la presenza di superfici riflettenti, la presenza di ostacoli lungo il percorso dell’onda, se si è in un ambiente chiuso o all’aperto ed altri fattori.

La potenza sonora invece corrisponde a quella quantità di energia che viene emessa da un climatizzatore, o un apparecchio in generale, durante il funzionamento. Viene misurata in decibel e non è soggetta ad alterazioni di nessun tipo, quindi il dato rilevato diventa un valore paragonabile, tra i differenti climatizzatori, senza margine di errore, con il quale si può determinare quale è più silenzioso.

La nuova regolamentazione ha imposto come unità di misura del rumore la potenza sonora in quanto con la pressione sonora, succedeva che il rilevamento del rumore, condizionato da elementi diversi, poteva restituir dei risultati diversi da quanto dichiarato, anche se c’è da dire che i diversi produttori hanno sempre effettuato le misurazioni con criteri molto simili, che in definitiva hanno portato a dichiarare dei dati rispondenti alle reali differenze tra i diversi modelli di climatizzatori.

Attualmente non siamo in grado di fornirvi una scala per identificare i diversi decibel della potenza sonora a quale condizione di rumore reale siano paragonabili.

Sui cataloghi delle diverse aziende, sono indicati sia la pressione sonora che la potenza sonora, quindi il vecchi sistema per regolarsi può essere ancora valido per il momento. I decibel di potenza sonora sono superiori a quelli di pressione sonora, quindi attenzione a non paragonare gli uni agli altri.

 

 
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In linea generale il dimensionamento di un impianto di climatizzazione consiste nell’identificare la potenza termica di cui necessita l’ambiente, in cui deve essere installato, per essere climatizzato.
 
 
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Un impianto di climatizzazione può essere considerato come un insieme di elementi in grado di generare del benessere. Infatti con la sua capacità di variare le condizioni dell’aria nel quale è posizionato, rende l’ambiente confortevole aumentando la sensazione di benessere.
 
 
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L’entrata in vigore della nuova energy label per l’etichettatura energetica dei climatizzatori, ha imposto il cambiamento di parecchi dei metodi, precedentemente utilizzati per valutarne i dati tecnici, ed anche l’obbligo di dichiarare altri dati tecnici precedentemente omessi.
 
 
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Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento delegato (ue) n. 626/2011, sulla catalogazione energetica dei climatizzatori d’aria, cambia il metodo di calcolo delle prestazioni dei climatizzatori d’aria reversibili (fatta eccezione per quelli a singolo e doppio condotto) e solo raffreddamento e solo riscaldamento.
 
 
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Tra le funzioni, che orami sono divenute di base, e quindi presenti in tutti o comunque nella maggior parte dei climatizzatore d’aria, troviamo quella del timer.
 
 
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Una delle componenti più importanti del climatizzatore d’aria è il compressore, che ha la funzione di comprimere e mandare in circolo il gas refrigerante, consentendo il funzionamento del sistema aria condizionata.
 
 

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