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Quando, come è perché il deumidificatore deve essere pulito per garantire la piena efficienza.
 
L’utilizzo del deumidificatore è concentrato in modo particolare nel periodo autunnale ed invernale, in presenza di una maggiore manifestazione delle conseguenze dell’umidità, tuttavia il suo effetto è benefico anche nel periodo primaverile ed in modo particolare in estate.

Che sia utilizzato per brevi periodi o tutto l’anno, il deumidificatore ha necessità di essere tenuto in un perfetto stato di efficienza e quindi pulito.

Le componenti che necessitano di detta pulizia sono fondamentalmente di tre tipi, ovvero il corpo esterno, il filtro o i filtri, in caso di modelli con più di uno, e la tanica.

Le operazioni di pulizia devono essere eseguite dopo averlo preventivamente staccato dalla corrente elettrica.

Il mobile si pulisce con un panno morbido e senza pelucchi,  inumidito in acqua tiepida, sui 40°C e, ed anche se non è per forza necessario, si può utilizzare un detergente neutro, mai sostanze a base di alcool o abrasivi, questi potrebbero danneggiare la plastica del mobile. Una volta passato lo straccio umido, procedere con il passaggio di uno asciutto,  ripercorrendo le zone interessate ed asciugarle. Questa operazione, eseguibile ogni qualvolta lo si ritiene necessario, ma almeno una volta all’anno, è chiaramente intenta al mantenimento di un buono stato della struttura, ma non è legata al mantenimento della buona efficienza.

Il secondo componente da pulire è la tanica, destinata a contenere l’acqua di condensa, deve essere svuotata quando piena e necessita una volta ogni due o tre settimane di essere lavata con l’impiego di detergenti non aggressivi. Per pulirla è necessario riempirla a metà d’acqua e aggiungere un po’ di detergente ed utilizzando uno di quelle spazzole usate per la pulizia delle bottiglie, strofinare le pareti, successivamente scuotere la tanica e risciacquarla accuratamente. Questo previene la formazione di muffe e batteri, all’interno della tanica.

Terzo elemento da pulire è il filtro dell'aria , che è presente in tutti i deumidificatori; la posizione può essere differente a seconda del modello, ma in ogni caso si trova dietro una griglia, che una volta rimossa ne consente lo sganciamento. Il filtro si trova prima del condensatore ed evita, trattenendola, che la polvere lo raggiunga. La pulizia deve essere effettuata in quanto un accumulo di polvere, crea una barriera che impedisce in parte il passaggio dell’aria e pertanto diminuisce le prestazioni del deumidificatore o in casi estremi rende la sua azione nulla. Non c’è un tempistica per la pulizia, che dipende molto dalla concentrazione di polveri nell’aria e dal tempo di utilizzo, ma è opportuno effettuarla almeno una volta ogni 15 giorni o addirittura 1 volta a settimana. Ci si rende conto della condizione di sporco, visivamente, una volta estratto. Il filtro va pulito con l’ausilio di una aspirapolvere o in alternativa può essere anche lavato con acqua tiepida non superiore ai 40° C e l’impiego di un detergente neutro. Prima di rimetterlo nel suo alloggio deve essere lasciato asciugare per bene, non va esposto comunque al sole. Il filtro dell’aria va comunque sostituito in caso di necessità.

Non rientra nella pulizia ordinaria, ma è opportuno una volta rimosso il filtro, verificare, magari aiutandosi con una torcia per generare più luce, se il condensatore è pulito, potrebbe capitare che dei pelucchi di polvere si formino al suo interno, in questo caso è necessario rivolgersi ad un centro riparazioni per una pulizia più profonda.

A seconda del modello di deumidificatore, possono esserci dei filtri aggiuntivi, ognuno dei quali deve essere pulito secondo le specifiche riportate sul libretto di istruzioni del modello interessato o sostituiti in base alla tempistica indicata.

È opportuno verificare, di tanto in tanto, con un controllo visivo l’interno, per evadere la possibilità della presenza di sporcizia o oggetti.

Queste operazioni vanno eseguite sia nel caso di un impiego continuo (tutto l’anno), sia nel caso di un impiego periodico. In quest’ultimo caso, quando si ha intenzione di interrompere l’impiego, oltre al consueto è opportuno lasciare asciugare completamente la tanica di raccolta dell’acqua. Il deumidificatore deve essere riposto in un posto asciutto e ben aerato e coperto per evitare il deposito di polvere.

 

 
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Dopo diverse domande a riguardo, poste dai lettori, abbiamo voluto dare maggiore risalto a questo aspetto, che molte volte viene trascurato, non preso in considerazione quando si valuta un deumidificatore, la sua capacità di raccolta dell’acqua, il risultato finale che si vuole raggiungere con il suo impiego.
 
 
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La presenza di umidità all’interno di un ambiente al cui interno si vive, crea delle condizioni di malessere a chi vi soggiorna. Di base dobbiamo considerare che la condizione ideale è regolamentata da due fattori: la temperatura e la percentuale di umidità relativa presente nell’aria.
 
 
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Sei in tutto i modelli di deumidificatori commercializzati dall’azienda giapponese Mitsubishi Electric. La linea si divide in tre distinte tipologie, la prima con un modello con tecnologia a zeolite (lo troviamo nel catalogo 2014, ma non presente sul sito istituzionale come avveniva per l’anno 2013), la seconda con quattro modelli tradizionali con controllo elettronico e la terza con un modello multifunzione con Spot Cool & Warm.
 
 
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Una funzione di cui non sono tanto dotati i deumidificatori d’aria è quella che consente di programmare l’accensione e lo spegnimento. Stiamo parlando del timer, che è molto diffuso in altri elettrodomestici, ad esempio il condizionatore, e che ha indubbiamente dei vantaggi.
 
 
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Azienda italiana, la Cuoghi, con sede ad Albignasego in provincia di Padova, caratterizzata da una gestione familiare, produce tre linee di deumidificatori, una per uso domestico, una professionale ed una per piscine. In questo articolo ci soffermeremo sulle prime due linee andando ad analizzare singolarmente i modelli, in modo da evincere le qualità di questi deumidificatori.
 
 
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La gamma di deumidificatori portatili dell’azienda italiana Olimpia Splendid, rispetto ai modelli che erano nella sua disponibilità nell’anno 2014, quindi ben 12 modelli, vede nel 2017 ridurne il numero a 10 modelli. Altra novità è quella rappresentata dai nomi dei modelli, che si raggruppano in due serie, quella ad uso abitativo privato e quella professionale, rispettivamente: Aquaria e SeccoProf.
 
 

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