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Come è strutturata e come funziona un’asciugatrice con pompa di calore.

Abbiamo già distinto le tipologie di asciugatrice tra i modelli con la resistenza elettrica e quelle con la pompa di calore, ed abbiamo scritto degli articoli di approfondimento in merito a delle specifiche tecniche generali su questo prodotto.

In questo articolo ci occuperemo invece di capire come funziona nella pratica una asciugatrice con la pompa di calore, in modo da poter comprendere anche eventuali anomalie che si possono verificare nel processo di asciugatura e pertanto durante tutto il ciclo.

Per capirne il funzionamento dobbiamo conoscere cosa c’è all’interno del mobile, dal quale come prima cosa possiamo notare aprendo l’oblò il tamburo, ovvero il cestello, che come in una lavatrice, anche se ha una struttura leggermente diversa, è collegato tramite una cinghia ad un motore.

Nella parte basse è sistemata la pompa di calore, ovvero un sistema formato da uno scambiatore, un compressore, un circuito frigorifero all’interno del quale c’è il gas refrigerante.

L’asciugatrice fondamentalmente funziona come un condizionatore d’aria, dove il calore viene veicolato a seconda delle esigenze dall’interno all’esterno della casa. Nell’asciugatrice potremmo considerare il cesto come la stanza, all’interno della quale viene immesso del calore per riscaldare.

Il meccanismo di funzionamento prevede che attraverso il filtro, che possiamo notare aprendo l’oblò, passi l’aria carica di umidità, il filtro che è amovibile e pulibile ha anche la funzione di trattenere della parti di lanuggine dei tessuti. L’aria raggiunge il condensatore, che è come se fosse lo split del condizionatore, da qui impatta contro la sua superficie fredda, che fa condensare l’umidità in acqua, la stessa, viene raccolta in basso e da una pompa viene spinta nel serbatoio che si trova solitamente nella parte alta del mobile. Normalmente è un cassetto estraibile ma in alcuni casi possiamo trovarlo nella parte interna dell’oblò ed in alcuni modelli si trova anche in basso, in corrispondenza dello zoccolo.

Dal condensatore per effetto dei gas refrigeranti, all’aria viene sottratto il calore, quindi in buona sostanza c’è un processo che, anche se non è corretto tecnicamente definirlo così, produce aria calda, che attraverso un condotto collegato al cestello dell’asciugatrice, vi viene immessa, riscaldando i tessuti.

A questo punto il ciclo si ripete e l’aria entrata nel cesto, viene convogliata nuovamente verso il condensatore, che la priva dell’umidità e reimmette nuovamente aria calda secca nel cestello. Nel durante il cestello mosso dal motore compie delle rotazioni in modo da consentire agli indumenti di potersi asciugare in tutte le loro parti.

La durata di questo processo è legata al tipo di programma selezionato, che in linea di massima ha una durata stabilita, anche se la presenza di una sonda di rilevamento dell’umidità, può su alcuni modelli automatici variarne la durata fino al raggiungimento dell’asciutto.

Pertanto il ciclo continua seguendo questa ciclicità fino al termine, quando una volta estratti i tessuti, bisogna svuotare l’acqua raccolta nel contenitore, pulire il filtro ed il condensatore sul quale potrebbe essersi depositata della lanuggine. Tali operazioni sono semplici da eseguire in quanto entrambi i componenti sono estraibili.

È fondamentale effettuare le operazioni di pulizia, in quanto se non eseguite generano l’accumulo di lanuggine su queste parti, che provocano la mancanza di scambio e quindi l’inefficienza dell’apparecchio.

Sul mercato sono commercializzati modelli di asciugatrice con il sistema di autopulizia del condensatore.
 
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Nella scelta di un’asciugatrice molte volte prima di effettuare l’acquisto, viene preso in seria considerazione, oltre ai consumi energetici, i tipi di programmi svolti e la durata del ciclo di asciugatura, che può variare nei diversi modelli, anche se non di molto. A dire il vero non sempre si riesce a trovare un riferimento specifico per la durata di ogni singolo ciclo, ma dalla scheda prodotto si può conoscere quella del ciclo standard.
 
 
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Durante il funzionamento del ciclo di asciugatura se tutto funziona regolarmente, l’acqua presente negli indumenti viene assorbita dall’aria calda immessa nel cestello e successivamente fatta condensare sull’evaporatore, che erroneamente viene chiamato condensatore. In realtà il gruppo di scambio che è un tutt’uno si divide in due parti, l’evaporatore, immediatamente dietro il filtro posizionato sotto lo zoccolo ed il condensatore, che è la parte che si trova nel retro.
 
 
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Due elementi da non trascurare, quindi molto importanti per tenere in perfetta efficienza l’asciugatrice sono i filtri. In realtà c’è un terzo elemento, anch’esso non trascurabile, che passa però per una manutenzione straordinaria: il condensatore, parliamo dei modelli con la pompa di calore, i modelli a condensazione non hanno il condensatore.
 
 
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Se nel processo di funzionamento di una asciugatrice si verifica un guasto relativamente ad un componente, una problematica che innesca una anomalia, in linea di massima questa viene indicata con un codice di errore riportato sul display della macchina.
 
 
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Se al termine di un programma l'asciugatrice non asciuga o non asciuga bene è una bella seccatura! Se questo avviene sostanzialmente significa che il flusso di aria calda all'interno del cestello non è sufficiente ad asciugare il carico di biancheria anche se potremmo comunque constatare che l'aria è calda ma l'asciugatrice lascia i panni umidi. 
 
 
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Prima di entrare nel dettaglio di come utilizzare correttamente l’asciugatrice è necessario fare due premesse in merito ai capi da asciugare. La prima riguarda il loro stato di asciugatura nel momento in cui vengono inseriti all’interno del cesto, difatti non devono essere gocciolanti. Questo significa che è necessario possedere una lavatrice che deve strizzarli ad almeno 800 o ancora meglio a 1000 giri.
 
 
 
 
 
 
 

 
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