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Cosa succede durante la fase del raffreddamento e del riscaldamento nel climatizzatore, quando si imposta la funzione sleep.
 
Oltre alle funzione che di base troviamo in un climatizzatore d’aria: raffreddamento, riscaldamento, deumidificazione e ventilazione, ce n’è un’altra che è presente in quasi tutti i climatizzatori, la funzione notturna, conosciuta più comunemente con il nome “sleep”. La funzione è indicata da un tasto con il simbolo di una mezza luna o di stelle o entrambe, o la scritta sul tasto “sleep”.

Abbiamo riscontrato la sua presenza sulla quasi totalità dei climatizzatori, anche quelli di importazione, con marche non conosciute e notato allo stesso tempo che alcuni brand noti non la utilizzano su tutta la loro produzione, quindi in fase d’acquisto è opportuno stare attenti alla sua presenza.

Vediamo ora di capire a cosa serve esattamente, e come la sua funzione possa giovare al nostro riposo, si perché il suo impiego è indicato per le ore notturne quando ci si dedica a dormire (sleep).

A tutti sarà capitato di stendersi sul divano per riposare, non sentire l’esigenza di coprirsi e dopo un po’ di tempo, nel momento in cui ci si comincia ad assopire di avvertire un po’ di freddo ed aver bisogno di una coperta. Beh questo avviene in quanto il sonno ha diverse fasi durante le quali la temperatura del corpo varia.

Tralasciando le fasi NON REM e REM, nelle quali si susseguono degli intensi processi celebrali, ci soffermiamo sul cambiamento della temperatura corporea durante la notte e come nelle due diverse impostazioni del climatizzatore, raffreddamento e riscaldamento, il climatizzatore si comporta.

Per analizzare il processo della funzione sleep, abbiamo preso come riferimento un grafico fornito da Samsung, nel quale viene spiegato cosa avviene. Chiaramente, in linea di massima questo tipo di funzionamento può essere simile per gli altri produttori, ma può differire anche in modo sostanziale, quindi è bene documentarsi sulle specifiche di ogni climatizzatore.

Come si può notare, vengono prese in considerazioni tre fasi distinte, quella dell’assopimento, del sonno profondo e del risveglio, sia per il raffreddamento che per il riscaldamento.

In raffreddamento possiamo notare che nella prima fase (assopimento), della durata di circa 1 ora, la temperatura corporea diminuisce di circa 2°C, recuperandoli nell’ora successiva (fase del sonno profondo) ed aumentando ancora di 2°C fino alla fine della terza ora. Successivamente si intervallano altre 4 ore dove la temperatura diminuisce ed aumenta ogni ora di circa 2°C. L’ultima fase (risveglio) è caratterizzata da un aumento della temperatura corporea di circa 3°C.

In riscaldamento, la fase di assopimento è caratterizzata dall’abbassamento della temperatura di circa 2°C nell’arco della prima ora, di un ulteriore abbassamento per le tre ore successive, un graduale innalzamento durante la parte restante della fase del sonno, che termina con un ulteriore aumento di circa 2°C nella fase del risveglio.

In tutto questo periodo di cambio di temperatura del corpo, la funzione sleep o notturna del climatizzatore, regola con ad intervalli calcolati l’aumentare o il diminuire della temperatura ambiente per riprodurre la curva della temperatura corporea.

 

 
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Non appena arriva la stagione calda e lo stesso si fa insopportabile, nasce l’esigenza di acquistare un condizionatore portatile per rinfrescarsi.
 
 
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Una forte convergenza, da parte di tutti i produttori di climatizzatori fissi, si è concretizzata nell’impiegare, nella loro produzione, la tecnologia inverter, che invece è poco impiegata nella costruzione di condizionatori portatili.
 
 
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A seconda delle caratteristiche il telecomando del climatizzatore può mostrare una quantità di simboli variabile a seconda delle varie funzioni, di base però troveremo su tutti i telecomandi i simboli che identificano le funzioni basilari del climatizzatore.
 
 
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In un precedente articolo ci eravamo già occupati dei passaggi che erano avvenuti nel tempo, tra i diversi gas del condizionatore, quindi del vecchissimo R 22, al passaggio al gas R407C, per poi arrivare in tempi non molto lontani al più performante e meno inquinante (in caso di dispersione), del gas R410A.
 
 
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Ci siamo soffermati in altre occasioni sull’impiego della modalità di deumidificazione del condizionatore d’aria, che riesce ad asportare l’umidità presente in un ambiente. Abbiamo visto quali sono i limiti del suo utilizzo nel periodo invernale e sancito come essa possa essere impiegata favorevolmente nel periodo estivo.
 
 
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Il gas refrigerante impiegato nei condizionatori d’aria, nel corso del tempo è stato oggetto di valutazioni in merito al suo impatto ambientale, che hanno portato all’abbandono, per legge, di alcuni tipi di gas verso altri con meno impatto di immissioni di HFC nell’ambiente.
 
 

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