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Condizionatori d’aria on off fuori mercato, miglioramenti apportati e loro tappe attuative.
 
Nella scelta di un climatizzatore d’aria, una delle domande che spesso ci si pone è quale sia la scelta migliore tra un climatizzatore on off ed uno con tecnologia inverter. Abbiamo già esposto in altri articoli la chiara ed indiscussa superiorità dei climatizzatori inverter, ed oggi vediamo per l’appunto l’affermarsi di tale tecnologia e la relativa scomparsa dei climatizzatori on off.

L’eliminazione dei climatizzatori con tecnologia on off rientra nell’ambito di attuazione di un progetto europeo definito con il nome 20/20/20 (direttiva  2009/28/CE), volto a diminuire l’impatto ambientale, ovvero riduzione del 20% delle emissioni di CO2, incremento del 20% della produzione di energia rinnovabile ed aumento del 20% dell’efficienza energetica.

Il 1° gennaio 2013 entra in vigore il regolamento UE 206/2013, che stabilisce i criteri di progettazione ecocompatibile per l’immissione sul mercato di condizionatori d’aria alimentati dalla rete elettrica con potenza non superiore ai 12Kw, quindi per intenderci gli split che troviamo nei negozi e destinati alla climatizzazione domestica, anche se dotati di funzioni aggiuntive come la deumidificazione, purificazione, riscaldamento aggiuntivo con resistenza elettrica, quelli che possono impiegare acqua, autoprodotta o proveniente da fonte esterna, per l’evaporazione, a condizione che possano funzionare solo con l’impiego di aria.

Il regolamento stabilisce anche i requisiti di idoneità in modalità attesa e spento per i ventilatori.

Una stima dei consumi stabilisce che nel 2005 nel territorio dell’unione europea i prodotti disciplinati nel presente regolamento abbiano consumato un totale di 30TWh (terawattora) e che nel 2020 senza adottare le specifiche misure indicate, il consumo raggiungerebbe i 74TWh (terawattora) di energia elettrica. L’effetto dell’attuazione delle specifiche riportate nei regolamenti, prevede un risparmio annuale di energia elettrica fino al 2020 di 11TWh (terawattora).

Tale regolamento prende in considerazione per la progettazione: il consumo di energia elettrica e il livello di pressione sonora ed individua nella perdita di gas una importante caratteristica ambientale. Essendo però i refrigeranti disciplinati da altri regolamenti, il presente non ne stabilisce una indicazione specifica ma propone esclusivamente un premio per l’impiego di gas refrigeranti con basso potenziale di riscaldamento globale (GWP), quindi minore impatto ambientale, grazie al quale le specifiche minime di efficienza energetica sono più moderate.

Nello specifico avviene che a partire da giorno 1 gennaio 2013 i condizionatori d’aria, fatta eccezione per quelli a doppio e singolo condotto, che vedremo più avanti, devono rispettare per essere ritenuti commerciabili dei precisi valori SEER e SCOP, riferiti, laddove disponibile, alla stagione media.

Ricordiamo che SEER e SCOP sono calcolati su una serie di variabili, che tengono fondamentalmente in considerazione le diverse temperature in base alla zona geografica e l’assorbimento elettrico del climatizzatore nelle diverse condizioni, ovvero quando è acceso o spento, quando funziona a pieno regime, quando a carico parziale e quando è in stand-by. Valori che non sono definibili per i climatizzatori on-off che mancando di alcuni di questi requisiti, primo fra tutti la modulazione della potenza, lo portano fuori dal mercato.

Nello specifico i climatizzatori commercializzati a partire da questa data devono avere un SEER di 3,60 se il GWP del refrigerante > 150 e di 3,24 se il GWP del refrigerante ≤ 150; mentre per il riscaldamento un SCOP di 3,40 se il GWP del refrigerante > 150 e di 3,06 se il GWP del refrigerante ≤ 150.

Il livello di potenza sonora è invece fissato a 60 per quella interna e 65 per quella esterna per condizionatori fino a 6 kW, mentre è di 65 per quella interna e di 70 per quella esterna se la potenza dell’impianto è compresa tra i 6 kW ed i 12kW.

Da giorno 1 gennaio 2014 invece i rendimenti degli indici di prestazioni vengono migliorati ed è stabilita  una distinzioni tra impianti fino ai 6 kW e quelli compresi tra i 6 kW ed i 12 kW.

SEER 4,60 per impianti inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante > 150
SEER 4,14 per impianti inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150
SEER 4,30 per impianti tra i 6 kW ed i 12 kW e con GWP del refrigerante > 150
SEER 3,87 per impianti tra i 6 kW ed i 12 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150

SCOP 3,80 per impianti inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante > 150
SCOP 3,42 per impianti inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150
SCOP 3,80 per impianti tra i 6 kW ed i 12 kW e con GWP del refrigerante > 150
SCOP 3,42 per impianti tra i 6 kW ed i 12 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150

I condizionatori d’aria a singolo e doppio condotto, rientrano in questa categoria i portatili ed alcuni fissi senza unità esterna, a partire dal 1° gennaio del 2013 devono rispettare determinati valori.

Nello specifico per quelli a singolo condotto:

EER 2,40 se GWP del refrigerante > 150
EER 2,16 se GWP del refrigerante ≤ 150
COP 1,80 se GWP del refrigerante > 150
COP 1,62 se GWP del refrigerante ≤ 150

Quelli a doppio condotto:

EER 2,40 se GWP del refrigerante > 150
EER 2,16 se GWP del refrigerante ≤ 150
COP 2,36 se GWP del refrigerante > 150
COP 2,12 se GWP del refrigerante ≤ 150

I condizionatori a singolo e doppio condotto devono essere muniti della modalità spento o attesa o entrambe o di una diversa ma riconducibile a queste sempre che rimanga nei limiti di assorbimento massimi consentiti. Il consumo viene fissato in 1 W per l’assorbimento massimo in modalità spento. In modalità attesa, se dotato di solo spie di riattivazione non deve superare l’assorbimento di 1 W mentre può salire a 2 W se dotato di display con visualizzazione delle informazioni. La potenza sonora interna non deve essere superiore ai 65 dB(A).

A partire dal 1° gennaio del 2014 i valori sono migliorati come segue,

Singolo condotto:

EER 2,60 per condizionatori inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante > 150
EER 2,34 per condizionatori inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150
EER 2,60 per condizionatori tra i 6 kW ed i 12 kW con GWP del refrigerante > 150
EER 2,34 per condizionatori tra i 6 kW ed i 12 kW con GWP del refrigerante ≤ 150

Doppio condotto:

COP 2,04 per condizionatori inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante > 150
COP 1,84 per condizionatori inferiori ai 6 kW e con GWP del refrigerante ≤ 150
COP 2,04 per condizionatori tra i 6 kW ed i 12 kW con GWP del refrigerante > 150
COP 1,84 per condizionatori tra i 6 kW ed i 12 kW con GWP del refrigerante ≤ 150

Rimane la caratteristica di disporre delle modalità acceso o spento o alternativa ed i consumi sono fissati in 0,5 W per l’assorbimento massimo in modalità spento. In modalità attesa, se dotato di solo spie di riattivazione non deve superare l’assorbimento di 0,5 W mentre può salire a 1 W se dotato di display con visualizzazione delle informazioni.

A decorrere dal 1° gennaio 2013 non possono più essere prodotti e commercializzati climatizzatori che non rispecchiano i valori indicati nel regolamento, d’altro canto possono trovarsi nei negozi residui di climatizzatori on off o di portatili, fino al loro smaltimento.

 

 
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Un aspetto molto importante, in relazione al trattamento dell’aria e del benessere fisico è rappresentato dal grado di umidità presente nell’aria. In altri articoli e commenti si è più volte affrontato il tema dell’umidità e della percentuale ideale che ci deve essere in un ambiente per non avvertire disagio.
 
 
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Un aspetto fondamentale quando si effettua la scelta di un climatizzatore è l’identificazione della rumorosità. Ai fini del benessere infatti, oltre ad una gradazione ed un percentuale di umidità ottimale nell’ambiente climatizzato è di basilare importanza non avvertire rumore, soprattutto negli ambienti dedicati al riposo come la camera da letto.
 
 
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Come ben noto i climatizzatori, oramai si può affermare che tutti, sia quelli economici che quelli più costosi, di marca poco note e di brand consolidati, sono dotati di funzionalità di base, parliamo di quelli in pompa di calore, quali il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione e la deumidificazione.
 
 
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Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.
 
 
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Come è risaputo un condizionatore d’aria fisso, quindi parliamo degli split da parete, anche se i concetti che andremo ad esprimere possono riguardare anche altre tipologie di impianti, espellono acqua durante il loro funzionamento. Tale condizione è del tutto normale e deve verificarsi in modo regolare, altrimenti ci può essere qualcosa che non funziona correttamente.
 
 
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Installare un climatizzatore in fai da te non è possibile a meno che non si possiedano attrezzature e competenze tecniche necessarie. L’opera di installazione di un climatizzatore, così in generale e in maniera superficiale consiste nel collegare l’unità interna a quella esterna. Non c’è necessità, come alcune volte si pensa, di dover immettere del gas nel circuito frigorifero in quanto è già di fabbrica caricato del gas necessario per il suo funzionamento.
 
 

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