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Il cassetto dell’ammorbidente rimane pieno di acqua al termine del ciclo, ecco perché.

 
Quando impostiamo un ciclo di lavaggio in una lavatrice è necessario inserire il detersivo e l’ammorbidente nei rispettivi scomparti, come descritto nella guida pratica per l’utilizzo.

Nel momento in cui l’abbiamo acquistata o la stiamo utilizzando per la prima volta dopo un lungo periodo, possiamo constatare che lo scomparto destinato a contenere l’ammorbidente oltre ad essere ovviamente vuoto è asciutto. Sono asciutti anche gli altri scomparti, quindi quelli per il prelavaggio, il lavaggio ed anche quello della candeggina nei modelli che ne sono dotati.

Dal primo utilizzo ed al termine del ciclo che impostiamo, che prevede l’impiego dell’ammorbidente, possiamo constatare che nel relativo scomparto al termine del lavaggio, rimane dell’acqua. Cosa sarà successo? Cosa è che non funziona?

In realtà tutto funziona regolarmente, è una conseguenza del tutto normale del sistema che viene impiegato per far confluire l’ammorbidente e nel caso la candeggina, all’interno della vasca, nel momento in cui il ciclo di lavaggio impostato lo richiede.

Per comprendere cosa succede è necessario capire il meccanismo e dare un’occhiata a questo scomparto. Estraendo il cassetto del detersivo, possiamo constatare che mentre gli scomparti I, e II, nella parte di fondo sono  liberi, quello dell’ammorbidente è chiuso.

Lo scomparto è strutturato su tutte le lavatrici in questo modo, in quanto dovendo contenere del liquido, non ne deve consentire il defluire nel momento in cui vi viene versato. Questo rimane al suo interno fino a quando il lavaggio lo richiede. A quel punto viene fatta confluire dell’acqua al suo interno, che si miscela all’ammorbidente. I due elementi aumentano di livello, fino a superare la barriera contenitiva e raggiungere una fessura, che ne consente il deflusso all’interno della vasca e pertanto nel cestello.

L’acqua confluisce nel contenitore dell’ammorbidente con una certa spinta che consente oltre all’aumento del livello per la quantità, anche per la forza in entrata. Queste due condizioni consentono il defluire di una cospicua quantità di liquido, tuttavia al termine del ciclo è normale che ci sia una quantità di acqua che non può defluire e rimane nello scomparto. Questo avviene lo ricordiamo anche per quello della candeggina qualora il modello di lavatrice ne sia provvisto.

In definitiva il ristagno di acqua all’interno dei due scomparti è una cosa del tutto normale, di cui non ci dobbiamo preoccupare. Difatti non c’è nessun bisogno di svuotare gli scomparti. Al ciclo successivo anche se c’è dell’acqua all’interno riusciranno a contenere la quantità di ammorbidente che andremo a versare.

Al termine di questo lavaggio e per tutti gli altri successivi si ripeterà sempre la stessa dinamica.

Al termine del lavaggio comunque potremmo lasciare, non è indispensabile, leggermente aperto il cassetto del detersivo in modo da farlo asciugare negli altri scomparti.

È importante invece di tanto in tanto, estrarre il cassetto e lavarlo per bene, per evitare la permanenza di residui di detersivo e quindi il verificarsi di incrostazioni.
 

 
 
 
 
 
 

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Può capitare, che dopo aver acquistato la lavatrice ed averla portata a casa, nel momento in cui si procede ad aprire l’imballo, ci si accorge che il cestello è bagnato. C’è dell’acqua !! Così come anche aprendo il cassetto dei detersivi possiamo riscontrare che è bagnato. Addirittura potrebbe cadere dell’acqua se dovesse essere piegata.
 
 
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Non si verifica frequentemente, ma è una anomalia che può manifestarsi nel funzionamento di una lavatrice. Stiamo parlando del carico continuo dell’acqua, che normalmente dopo aver selezionato un ciclo e dato l’avvio, dura per qualche minuto, per poi fermarsi e dare inizio al lavaggio.
 
 
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Non capita molto spesso, ma è un guasto che si può presentare improvvisamente alla nostra lavatrice, che fino a poco prima funzionava perfettamente ed improvvisamente quando viene impostata la centrifuga o è il momento che questa entri in funzione, la vediamo rallentata.
 
 
 
 
 
 
 

 
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