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L’energy label nel climatizzatore indica il consumo energetico dell’apparecchio, ma la classe identifica la sua efficienza.
 
Diversamente
per quanto avviene in altri elettrodomestici, nei climatizzatori d’aria fissi e portatili la classe non si riferisci strettamente al consumo energetico dell’apparecchio ma alla sua efficienza.

La normativa difatti stabilisce una scala di valore entro i quali un climatizzatore viene catalogato come appartenenza ad una determinata classe energetica. I climatizzatori in pompa di calore vengono giudicati nella loro prestazione in freddo ed in caldo.

L’unita di misura in raffreddamento è l’EER (energy efficiency ratio), per il riscaldamento COP (coefficient of performance). Il calcolo del valore per identificare la classe del climatizzatore, si ottiene dal rapporto tra potenza termica e potenza assorbita, tale dato in base al posizionamento nella tabella, esprime la classe di efficienza. Il dato varia come detto precedentemente tra il freddo e caldo, per il riscaldamento i dati di partenza di calcolo si riferiscono alla potenza termica ed all’assorbimento in caldo.

Per rendere più chiara l’idea facciamo un esempio pratico con un climatizzatore da 2,9 kw (9889 btu/h) in raffreddamento e da 3 kw (10230 btu/h) in riscaldamento. Considerando un assorbimento di 0,8 kw in freddo e di 0,79 kw in caldo, avremo per calcolare l’EER 2,9:0,8 = 3,625, per il COP 3:0,79 = 3,78. Andando a verificare nella tabella, possiamo classificare il prodotto come doppia classe A.

Prima di andare avanti chiariamo la condizione che la potenza in freddo ed in caldo sono quasi sempre differenti, così come l’assorbimento elettrico nelle due diverse condizioni non deve essere necessariamente uguale o essere maggiore necessariamente nell’una o nell’altra condizione, anche se in caldo è spesso inferiore, grazie al recupero di energia termica prodotta durante il funzionamento del climatizzatore.

Acquisito il procedimento per stabilire le classi, possiamo trarne il vantaggio di riuscire a leggere correttamente l’energy label e giudicare quale prodotto a parità di classe e non, sia più performante o indicato per le nostre esigenze.

Riprendendo l’esempio precedente, variando l’assorbimento in freddo ed in caldo a 0,7 kw, ci troviamo davanti ad un climatizzatore sempre in doppia classe A, ad occhio profano uguale, ma in realtà molto più efficiente: EER 4,14 contro 3,625 e COP 4,28 contro 3,78. Ancora variamo il dato della potenza in riscaldamento da 3 kw a 3,59 kw e l’assorbimento ad 1 kw, avremo un COP pari a 3,59 con un inquadramento del climatizzatore nella fascia B in riscaldamento, ma con una potenza in riscaldamento pari a 12241 btu/h. Paragonandolo ad un climatizzatore con una potenza di 3,8 kw ed un assorbimento di 1 kw, COP 3,8 classe A, si può facilmente dedurre che non sempre una classe A consuma meno rispetto ad una classe B.

Nei climatizzatori inverter il calcolo dell’EER e del COP è effettuato sulla potenza nominale del climatizzatore, pertanto impiantandolo in un ambiente per il quale è stato effettuato un dimensionamento corretto, le prestazioni sono superiori a quelle indicate sull’energy label.

Nei climatizzatori portatili il calcolo è effettuato con lo stesso procedimento, ma la tabella di riferimento è quella indicata sotto.

 

 
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Oggi vogliamo mettere in risalto una differenza molto importante tra i climatizzatori inverter, che se ben valutata, ci può garantire una migliore ottimizzazione del consumo energetico.
 
 
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Dopo anni di onorato servizio, magari in pieno caldo quando la sua funzione è più che mai desiderata, il climatizzatore smette di funzionare. Eseguito qualche tentativo per rianimarlo, non c’è proprio niente da fare se non procedere alla sua sostituzione con un modello di nuova generazione.
 
 
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La climatizzazione deve essere intesa ambiente per ambiente, nel senso che se abbiamo necessità di climatizzare un appartamento, dovremmo montare tanti split per quanto sono le stanze che abitiamo e comunque abbiamo necessità di climatizzare.
 
 
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Tutti i climatizzatori d’aria sono forniti di un sistema di filtraggio di base, essenziale per un loro corretto funzionamento, e predisposti per l’inserimento di altri filtri speciali, che hanno la capacità a seconda della loro natura di trattare l’aria ancora più in profondità e renderla ancora più sana e respirabile.
 
 
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Ci sono molti impianti di condizionamento più o meno recenti che sono di solo raffreddamento, installati logicamente per soddisfare questa specifica necessità, che però nell’arco del tempo è cambiata, necessitando anche del riscaldamento, e pertanto ci si trova nell’esigenza di avere un impianto capace di assolvere anche a questo compito.
 
 
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Il condizionatore come noto è composto da una unità interna, definita split, ed una esterna, detta motore. La prima viene posizionata all’interno dell’ambiente da climatizzare, mentre la seconda è posizionata all’esterno, quindi fuori dall’abitazione.
 
 

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