Come capire quando è il caso di usare un deumidificatore.

di Antonello Careri - pubblicato il 07/10/2021
In modo del tutto naturale l’aria assorbe acqua, questo non può avvenire senza limiti, ovvero c’è un punto oltre il quale non è più in grado di farlo. Tecnicamente si parla di umidità assoluta dell’aria, che è indicata nel rapporto grammi per metro cubo. Senza entrare troppo nel tecnico, quello su cui dobbiamo soffermarci è invece l’umidita relativa dell’aria, sigla che troviamo anche indicata quando vengono riportati dei dati tecnici, relativi alla capacità dei deumidificatori di asportare acqua, con la sigla U.R.%.

Questo valore indica, nella percentuale in cui è rilevato, la quantità di acqua che si è dissolta nell’aria rispetto alla quantità assoluta che quell’aria è in grado di contenere. La quantità assoluta varia in funzione della temperatura dell’aria, che più è fredda, meno ne assorbe. Per fare un esempio concreto, consideriamo un ambiente a 25°C che al massimo riesce a contenere una quantità di acqua pari a 23 g/m³ (umidità assoluta) che invece ne sta assorbendo 12 g/m³ (umidità relativa). Tradotto in percentuale avremo una U.R. del 52,17%. Con una temperatura diversa, cambia la capacità massima che l’aria può contenere e conseguentemente la quantità relativa è percentualmente diversa. Ci potremmo trovare in presenza di un ambiente con temperature differenti, che contiene la medesima quantità di acqua, ma che presente una U.R. percentualmente diversa.

Quando è necessario usare un deumidificatore?

Abbiamo visto che il dato che ci interessa è quello dell’umidità relativa, che ci consente di stare bene o male all’interno di un ambiente. L’umidità relativa ideale è del 50%, tuttavia anche in questo caso non può essere un dato assoluto, in quanto c’è la variabile temperatura che può incidere più o meno favorevolmente. In generale l’arco ritenuto valido per una condizione di benessere varia dal 40% al 50%. Ma vediamo ora con l’aiuto della tabella di confort, redatta da Leusden e Freymark, quali sono le aree di benessere in base alla temperatura ed all’umidità.

Nel grafico ci sono tre zone, la rossa, la gialla e la verde, rispettivamente di disagio, di non comodo e di benessere. Possiamo facilmente vedere come in una temperatura compresa tra i 20°C ed i 22°C ed una U.R. tra il 40% ed il 60%, ci si trovi in una condizione di confort. Al di fuori di questa zona, ci sono altre zone di confort ed altre che possono essere al limite, altre non comode ed altre di disagio. Ad ogni modo possiamo stabilire che è necessario usare un deumidificatore nel momento in cui ci troviamo una condizione ambientale che non rientra nella condizione di comodo.

Tabella confort umidità e temperatura.

La tabella ovviamente si riferisce ad una condizione umana, ovvero al benessere del corpo, non tiene invece in considerazione l’effetto dell’umidità su altro. È bene sapere ad esempio che con una umidità relativa del 60%, che può rientrare nel confort per l’uomo, lo stesso non si può dire per i componenti ferrosi, che sono soggetti alla formazione di ruggine. In presenza del 70% di umidità si può dare inizio alla formazione di muffe e con esse la proliferazione di batteri.

È necessario usare un deumidificatore nel momento ci rendiamo conto che i capi di abbigliamento che abbiamo in casa, diventano freddi ed umidi al tatto. Oltre a questo è un indice visibile la formazione di muffa sulle pareti o la presenza di gocce di acqua sui vetri. Un fattore percepibile invece è quello di ambienti con un’aria che sa di muffa, tipicamente si avverte negli ambienti interrati o cantine. Anche il deterioramento veloce di ortaggi o la germinazione di semi, bulbi o tuberi, come può essere la patata sono indici di aria troppo umida. Stazionare in ambienti umidi o addirittura dormire in una stanza umida possono dare origine a dolori reumatici o ad infiammazioni respiratorie e per chi ne soffre accentuarle maggiormente.
Quando usare un deumidificatore

Se non volgiamo affidarci alle nostre sensazioni o percezioni, per capire se è necessario usare un deumidificatore, dobbiamo procurarci o acquistare un igrometro, ovvero un apparecchietto elettronico, in grado di rilevare l’umidità relativa presente nell’ambiente, che incrociata con la lettura della temperatura, avendo a disposizione la tabella del confort, ci consente di valutare se la condizione è ideale oppure necessita del suo impiego.

Stabilito che è necessario utilizzare un deumidificatore è necessario sceglierlo tra i tanti presenti in commercio. Molto importante è identificare la tecnologia che impiega, difatti non sono tutti uguali ed ognuna di essa può essere più indicata per le specifiche condizioni di un ambiente. Per approfondire vi rimandiamo alla lettura dell’articolo come scegliere correttamente un deumidificatore.

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