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La stufa al quarzo la più classica del riscaldamento rivista in chiave moderna.
 
Se parliamo di stufa elettrica non può certo mancare la stufa al quarzo, una delle prime stufe ad essere utilizzate per il riscaldamento domestico secondario.

In tempi meno prosperi, era presente in tantissime abitazioni, successivamente con la costruzione di case moderne ed la diffusione di fonti di riscaldamento principali, o anche nel caso del riscaldamento secondario di prodotti più innovativi, e comunque da un panorama di offerte molto più vasto, la sua diffusione ha subito un declino. Tuttavia continua ad essere ricercato dalle persone più anziane e non che ricordano con positività il prodotto.

La stufa tradizionalmente si presenta come un parallelepipedo rettangolo aperto sul davanti. All’interno ci sono le resistenze al quarzo, che a seconda del modello possono essere due o tre, protette da una griglia che ne impedisce il contatto accidentale. Sebbene questa sia la forma classica, il paniere di prodotti propone forme cilindriche, arcuate, arrotondate ed altro. Il modello classico era formato da una struttura in metallo, che sta cedendo sempre più il posto a strutture in plastica, appositamente lavorata per resistere al calore.

Sul lato della stufa troviamo due pulsanti o una manopola selettore per l’impostazione della potenza, nel caso della stufa con due candele, ognuno dei pulsanti comanda una resistenza, nel caso delle tre candele, il primo pulsante fa accendere una sola resistenza, il secondo due resistenze e tutti e due i pulsanti insieme le tre candele. Nel caso in cui c’è la manopola, la sua posizione identifica la potenza di riscaldamento.

Il suo funzionamento è molto semplice, la "candela" accendendosi diventa incandescente ed emana calore. Il riscaldamento avviene per irraggiamento partendo dal basso verso l'alto, la diffusione del calore non è eccessivamente elevata. Solitamente vengono dichiarate idonee per riscaldare volumi fino ai 20 metri cubi, ciò significa che in modo approssimativo possono andar bene per una stanza fino ai 6 metri quadrati.

Chiaramente questo tipo di riscaldamento è da intendersi come fonte secondaria per produrre calore, da utilizzare in abbinamento ad una fonte principale di riscaldamento come i termosifoni, impianti di climatizzazione ed altro. Possono essere considerate un valido riscaldamento da vicino, da posizionare in prossimità delle gambe quando ci si sofferma sul divano, sotto una scrivania, e in una qualsivoglia ragione in cui si necessita di calore immediato e diretto.

È importante tuttavia tenere in considerazione e ricordare di non posizionare la stufa in prossimità di mobili, divani e quant’altro e lasciarla incustodita, perché il calore diretto che produce è molto forte ed il contatto con questi oggetti, potrebbe rovinarli o addirittura farli incendiare.

La stufa al quarzo non è dotata di termostato ambiente, conseguentemente, continua a propagare calore indipendentemente dal raggiungimento di una temperatura.

Attualmente questo tipo di prodotto propone come plus aggiuntivi, a seconda del modello, la ventilazione e l’evaporatore. La ventola è posizionata dietro le candele al quarzo e spinge il calore all’esterno consentendone una migliore distribuzione. Alcuni modelli hanno, posto su un lato del mobile, contenitore d'acqua, che può essere riempito in modo tale che durante il funzionamento l’acqua, surriscaldatasi con il calore, evapori per evitare la formazione di un ambiente eccessivamente secco.

 

 
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Nel panorama vasto e variegato del riscaldamento elettrico il radiatore rimane un articolo sempre molto richiesto e diffuso.
 
 
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Una delle stufe più diffuse per il riscaldamento elettrico è il termoconvettore, è composto da un telaio in lamiera, che può variare come consistenza in base al produttore, all’interno del quale è posizionata una resistenza elettrica. In alcuni modelli al suo interno c’è una ventola, che spinge l’aria verso l’esterno, in questo caso può essere chiamato termoventilatore.
 
 
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A volte capita, è una condizione che si ripete spesso, di riportare il termoventilatore appena comprato in negozio, denunciando il difetto di non funzionamento. In realtà, nella quasi totalità dei casi, è perfettamente funzionante, deve solo essere impostato il timer in modo corretto.
 
 
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La stufa alogena si è diffusa, in modo molto forte, con una presenza ed un assortimento molto ampio nei negozi, intorno all’anno 2005. La sua capacità di inserirsi e di vantare una elevata richiesta da parte del consumatore, è da ricondursi alla sua fama di consumare poca energia elettrica ed anche al costo contenuto, si possono trovare modelli intorno alle 10,00 euro.
 
 
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La stufa alogena è dotata di tre candele per il riscaldamento, che nel corso del tempo sono soggette ad usura e pertanto tendono a fulminarsi. Ognuna delle candele a seconda del modello ha una potenza di 400 watt o di 450 watt, e possono essere accese insieme o singolarmente.
 
 
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Nelle varianti con funzionamento manuale o elettronico sono molto diffuse nei negozi, proponendo una vastità di modelli, caratteristiche e superfici riscaldate. Le case produttrici commercializzano il carburante, derivato del petrolio, necessario al loro funzionamento.
 
 

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