Icona accesso.
 
 
 
 
 
 

Differenze tra i vari tipi di ventilatori, cosa c’è da valutare per effettuare una scelta consapevole.

Prodotto prettamente estivo è preso d’assalto nei negozi nelle giornate o nei periodi con picchi di calore oltre la media, per generare un po’ di aria e godere del refrigerio per superare giornate e notti afose.

Una vera e propria corsa per accaparrarsene uno….ma quale comprare? Come capire le differenze?

Sostanzialmente l’acquisto non è condizionato dalle caratteristiche tecniche, ma dal prezzo molto accessibile, che nella maggior parte dei casi svia l’attenzione nell’identificare le migliori proprietà di uno rispetto ad un altro, privilegiando la scelta del più economico apparentemente uguale.

Nel panorama della ventilazione distinguiamo ventilatori a piantana, solitamente con un diametro di 40 cm, ventilatori da tavolo con un diametro che va dai 23 cm ai 40 cm, al box caratterizzato da un sistema direzionale capace di diffondere l’aria uniformemente in tutte le direzioni, per terminare con il ventilatore a torre, più silenzioso ed elegante.

Analizzando le differenze tecniche c’è da sottolineare il materiale di costruzione del motore, che sempre più frequentemente è in alluminio e non più in rame. Da un punto di vista sostanziale con il motore in alluminio si assiste ad una perdita di resa ed ad un rallentamento della velocità di ventilazione. Ci si accorge facilmente in fase di acquisto della diversità del motore in base al peso del ventilatore stesso, in rame è molto più pesante e consistente.

Altre due differenze che passano il più delle volte inosservate, ma che sono indice di importanti differenze qualitative tra un ventilatore rispetto ad un altro  sono la base e l’asta, che se osservate attentamente sono diverse tra un economico ed un ventilatore di qualità.

L’asta può essere di altezza diversa e di spessore inferiore nei modelli di importazione e più economici, implicando una minore praticità del funzionamento ed una durata inferiore dell’apparecchio.

La base, formata nei modelli economici, da due aste incrociate, nei prodotti migliori ha una forma circolare che garantisce stabilità, può essere più o meno lunga. Le sue dimensioni contenute genera una stabilità molto bassa durante il funzionamento del ventilatore, soprattutto se posizionato su superfici con una inclinazione superiore ai 10 gradi, mancando del marchio GS, che ne sancisce la stabilità in dette condizioni. Lo stesso marchio stabilisce uno standard delle sua altezza, ovvero di 1,27 metri.

I ventilatori economici provengono molto spesso dall’importazione e non possiedono i marchi di qualità come il precedente citato GS, o il TUV ed ancora IMQ.

Un acquisto consapevole e ponderato impone la verifica della presenza di tali marchi. Il motivo di basi ed aste ridotte consente di mantenere un costo di produzione basso ed allo stesso tempo permette di ridurre i costi del trasporto nei contener, che in questo modo possono stivare circa 3000 pezzi scendendo alla metà con basi ed aste conformi al marchio GS.

Sia a piantana che da tavola il materiale di costruzione è la plastica, che scompare andando su prodotti qualitativamente superiori dove l’acciaio privilegia. La ventola solitamente a tre pale, in alcuni a quattro, presenta forme e grandezze differenti generando un maggiore spostamento d’aria nei ventilatori con pale più grandi ed ergonomiche in grado di tagliare meglio l’aria.

 
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su RedditCondividi su WhathsappCondividi tramite email
 

 
 
 
 
 
 
 

Non hai trovato cosa cercavi? Suggerisci, commenta o aggiungi qualcosa: compila il modulo.

supporto
 
 
Altri articoli che ti potrebbero interessarti:
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Un climatizzatore, nella forma tradizionale si compone di due unità, quella interna e quella esterna.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

In un'altra articolo abbiamo affrontato l’argomento inerente al limite di riscaldamento di un condizionatore durante il periodo invernale. In questa stesura ci occupiamo invece del suo limite nel mandare aria calda nella mezza stagione.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica, per i condizionatori d’aria split, il calcolo della classe di efficienza veniva effettuato senza tenere in considerazioni la modulazione della potenza (climatizzatore inverter) e la temperatura esterna ed interna dell’area geografica di installazione del condizionatore.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Abbiamo già parlato di anomalie di carattere generale che i diversi impianti di condizionatori fissi dei differenti produttori possono manifestare, ma nello specifico di ogni produttore ed addirittura in alcuni casi differenziandosi per modello, ci sono dei codici specifici per ognuno di loro, che vengono restituiti sul display o sul telecomando per comunicarne il difetto.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

In linea generale il dimensionamento di un impianto di climatizzazione consiste nell’identificare la potenza termica di cui necessita l’ambiente, in cui deve essere installato, per essere climatizzato.
 
 
 
 
 
 
 

 
Linea
 
lineaPrivacy Policy lineaCookie Policy lineaDisclaimerlineacanale you tubelineaFan Page FacebooklineaCopiright.linea
Linea