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Che differenza comporta una maggiore capacità di portata d’aria nel climatizzatore.
 
Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.

Raramente mi è capitato di vedere sugli scaffali della vendita, un climatizzatore, che oltre alle caratteristiche generalmente riconosciute e ricercate, quali i btu/h, il consumo ed altro, indicasse la sua portata d'aria in metri cubi.

Se si scorre invece nelle schede tecniche di ogni singolo climatizzatore, nelle varie voci si può leggere “portata d’aria unità interna”, ed a seguire il dato numerico che ne indica la capacità.

Ora, migliore è la qualità del climatizzatore, che ci troviamo di fronte, più alta è la quantità di aria che riesce a trattare. In buona sostanza per rendere l’idea più immediata, ci rifacciamo ad un esempio pratico, dove confrontiamo due climatizzatori: il primo con una portata di 400 metri cubi l’ora ed il secondo di 280 metri. Ipotizzando l’impiego in una stanza di 4 X 5 con un’altezza di 3 metri, il volume di 60 metri cubi, nel primo caso viene trattato per 6,6 volte in un’ora, mentre nel secondo per 4,6 volte, quindi 2 volte in meno.

Ai fini pratici il beneficio si concretizza con il raggiungimento di due risultati estremamente utili per la qualità dell’aria, ovvero l’eliminazione di polveri, pollini ed altro, questo poi dipende dalla tipologia di filtri presenti nello split, ed un aria più deumidificata.

A seconda del produttore il dato sulla scheda tecnica può essere indicato come complessivo per un’ora di funzionamento o anche come capacità al minuto, ed espresso su un solo valore indicante il massimo o su due valori espressione anche della capacità minima. Infatti con il diminuire della velocità di ventilazione, diminuisce anche la quantità di aria trattata.

Come detto in precedenza questa caratteristica tende a fare la differenza soprattutto nel periodo più caldo, quando la percentuale di umidità presente nell’aria aumenta in modo considerevole e il calore percepito è superiore alla temperatura reale.

Riuscire a trattare nello stesso arco di tempo più volte l’aria che c’è nella stanza, significa che la stessa viene fatta passare attraverso lo scambiatore per un numero superiore di volte, ne consegue che ad ogni passaggio per effetto della cessione di calore, viene recuperata più umidità dall’aria, migliorando le condizioni del benessere.

Rifacendoci alla tabella in alto, che indica il calore percepito in base alla percentuale di umidità relativa, possiamo notare come a qualsiasi temperatura reale indicata, riuscendo a diminuire la percentuale di umidità relativa ad essa abbinata, scende la temperatura percepita. In questo caso un climatizzatore più prestante, può fare molta differenza.

Articolo aggiornato: sabato 1 agosto 2015

 

 
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Diversamente per quanto avviene in altri elettrodomestici, nei climatizzatori d’aria fissi e portatili la classe non si riferisci strettamente al consumo energetico dell’apparecchio ma alla sua efficienza.
 
 
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Oggi affrontiamo un argomento o meglio una domanda che tante persone si pongono quando devono climatizzare la loro casa. Prima di recarsi da un installatore tante persone nella loro mente concretizzano il pensiero che montando un climatizzatore nel corridoio possono riuscire a climatizzare tutto un appartamento; in realtà la cosa è molto differente dall’idea che ci siamo fatti.
 
 
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Oltre alle anomalie di carattere generico che un po’ tutti i condizionatori fissi (split) dei diversi produttori possono manifestare, ci sono le anomalie o meglio dei difetti di funzionamento che sono tipiche di ogni condizionatore e che vengono indicati con dei codici che compaiono sul display del condizionatore o del telecomando.
 
 
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Ci sono molti impianti di condizionamento più o meno recenti che sono di solo raffreddamento, installati logicamente per soddisfare questa specifica necessità, che però nell’arco del tempo è cambiata, necessitando anche del riscaldamento, e pertanto ci si trova nell’esigenza di avere un impianto capace di assolvere anche a questo compito.
 
 
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Il condizionatore portatile come quello fisso, si differenzia oltre che per le caratteristiche funzionali specifiche , che ogni singolo modello può vantare, per la capacità termica, ovvero, per dirla molto semplicemente, per la quantità di aria che riesce a mandare.
 
 
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L’installazione di un climatizzatore, vagliate le condizioni tecniche necessarie per una corretta messa in opera, necessita nei casi in cui si abiti in un condominio o in una condizione di vicinato, del rispetto di alcune leggi e regolamenti che ne disciplinano le condizioni per l’installazione.
 
 
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Gianluca da Asti giorno 01/08/2015
Ciao, il mio quesito non è strettamente collegato alla portata d'aria ma può esserlo. Se installo uno split sopra ad una porta che divide due camere e praticassi un foro (grandezza di 2 mattoni) tra lo split ed il soffitto potrebbe lo split aspirare l'aria calda anche dell'altra camera e quindi creare un moto convettivo con il risultato che attraverso la porta aperta l'aria fresca entri anche nella camera adiacente? Oppure lo split non riuscirebbe ad aspirare dal foro praticato? (ovvio lo split sarebbe dimensionato per i metri quadri totali) in teoria dovrebbe sicuramente fare qualcosa ma in pratica? Lo so che è una soluzione sicuramente non estetica ma potrebbe risultare più economica che l'acquisto di uno split per ogni ambiente.
 
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Buongiorno Gianluca, assolutamente non la vedo una soluzione adatta, bisogna che metti uno split in ogni ambiente. Considera che nel raffreddamento l’aria fredda che esce da sotto riempie l’ambiente dal basso verso l’alto e man mano che tale processo avviene l’aria calda schiacciata sale in alto ed arriva alla parte superiore dello split impattandovi, l’aria che è nell’altra stanza rimarrebbe sempre li, e la fredda prodotta non passerebbe attraverso tale foro proprio come non passa dalla porta.

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