Icona accesso.
 
 
Spazio trasparente.
Spazio trasparente.
 
 
 
 
 
 

Come risparmiare con lo scaldabagno elettrico ponendo attenzione al tempo di funzionamento.

 
Scaldabagno elettrico conviene tenerlo sempre acceso? È un quesito molto ricorrente, che personalmente mi è capitato di discuterlo ascoltando diverse e contrastanti teorie al riguardo. Vediamo quindi di capire il suo funzionamento e se è il caso di tenerlo sempre acceso e i piccoli accorgimenti che dobbiamo osservare per risparmiare energia.

Diversamente da altri elettrodomestici lo scaldabagno non è oggetto di catalogazione energetica, quindi non esistono delle classi che ne stabiliscono le prestazioni. Quello che di certo sappiamo o lo possiamo leggere sulla targhetta dei dati tecnici è il suo assorbimento in watt ed, in base alla grandezza, la capacità in litri.

Lo scaldabagno è composto basilarmente da un serbatoio dove si accumula l’acqua, da una resistenza elettrica che la riscalda e da un termostato che ne regola la temperatura.

Quando lo si accende, entra in funzione la resistenza elettrica, che impiega un certo tempo per elevare la temperatura dell’acqua ad un certa gradazione. L’acqua che si accumula all’interno del serbatoio a seconda della zona e del periodo dell’anno ha una temperatura d’ingresso differente, d’inverno sarà più fredda mentre in estate sarà più calda. Questo dato fa variare il tempo necessario al riscaldamento dell’acqua. Il limite di riscaldamento invece è regolato dal termostato che può essere settato a proprio piacimento.

Raggiunta la temperatura impostata la resistenza cessa il suo funzionamento ed il consumo energetico si azzera. Questo avviene sia nel caso si tenga sempre acceso che nell’ipotesi di accenderlo prima di utilizzarlo. La differenza vera è propria si riscontra dopo, in quanto subentrano delle perdite di calore, generate dallo scambio termico tra l’acqua calda che c’è dentro lo scaldabagno è l’ambiente circostante.

Per fare un esempio e come se riscaldassimo un pentolino di acqua ed una volta fatto bollire, lo lasciassimo nell’ambiente, questo a seconda delle condizioni ambientali, più o meno fredde, cederà il suo calore nel corso del tempo fino a far raggiungere all’acqua la temperatura ambiente. Nello scaldabagno succede la stessa cosa, con la precisazione che la cessione del calore è più lenta e varia a seconda dell’isolamento di cui lo stesso scaldabagno è dotato. In ogni caso questa cessione di calore avviene e comporta una conseguenza sui consumi energetici di chi lo lascia sempre acceso.

In definitiva è consigliabile accendere lo scaldabagno per il tempo necessario al riscaldamento dell’acqua, staccarlo subito dopo ed utilizzare l’acqua calda il prima possibile.

Ipotizzando l’impiego di un 50 litri, nel periodo invernale, con un assorbimento di 1200 watt e riportando il funzionamento sul pratico succede che, appena acceso e per circa 1 ora e mezza lo scaldabagno assorbe 1200 watt l’ora per raggiungere la temperatura, una volta raggiunta se lo stacchiamo possiamo tranquillamente fare una doccia lunga o due veloci ed abbiamo consumato 1800 watt. Se lo scaldabagno rimane acceso di continuo, appena facciamo la doccia, si abbassa la gradazione ed entra in funzione la resistenza, che impiega grosso modo lo stesso tempo per riscaldare nuovamente l’acqua. Certamente questo è normale farlo se c’è la necessità di avere ancora acqua calda nell’immediatezza, ma se ne abbiamo scarsa necessità o la impieghiamo il giorno dopo o due gironi dopo, la cessione di calore, farà in tutto questo tempo attaccare e staccare la resistenza, ogni qualvolta la temperatura scende al di sotto di quella impostata, con un conseguente assorbimento ripetuto di elettricità, che ci farà consumare più corrente e gonfiare la bolletta.

Per ottimizzare i consumi è opportuno impiegare uno scaldabagno rapportato alle proprie esigenze, più è grande e maggiore è il tempo necessario al riscaldamento dell’acqua. Se in casa si vive da soli o se si è in più persone ma l’utilizzo di acqua calda non è concentrato nello stesso tempo un 50 litri è sufficiente. E’ opportuno impostare il termostato sui 60°C ed è utile impiegare un timer per regolarizzare il tempo di accensione, quindi tarandolo per la durata realmente necessaria al raggiungimento della temperatura. Se compatibile con le necessità è conveniente farlo funzionare nelle ore in cui l’energia costa di meno, la notte ed al mattino presto.

 

 
 
 
 
 
 
Commenti recenti
Icona regione.
Alfio da Santa Maria Capua Vetere giorno 10/01/2015
Vorrei aggiungere a questo interessante discorso un accorgimento sul consumo per l'elemento scaldabagno. Fare la manutenzione all'interno pulendolo dalla formazione di calcare e sostituire la resistenza, in quando dopo circa 6, 8 mesi dal normale funzionamento se state attendi alla spia di funzionamento la vedrete accendersi anche senza consumare acqua e cosi si ha un consumo di corrente inutile e costoso. A mio parere stando attendi a questo importante particolare si può tenere lo scaldabagno acceso 24 ore su 24 senza avere consumi eccessivi al di fuori delle proprie esigenze.
 
Icona elettro-domestici.com
 
Buongiorno Alfio, grazie per aver espresso il tuo punto di vista, che non mi è chiaro in tutto. Concordo sulla manutenzione, ma non mi è chiaro il discorso di tenerlo acceso 24h senza avere consumi eccessivi.

Se non hai trovato quello che cercavi, se vuoi suggerire, commentare o aggiungere qualcosa compila il modulo.

supporto
 
 
Altri articoli che ti potrebbero interessarti:
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Quando arriva l’estate, come se non bastasse dover fare i conti con il caldo e l’umidità, bisogna combattere le zanzare. Si tratta di una vera e propria lotta, le notti diventano teatro di battaglia contro il fastidiosissimo insetto, che disturba il nostro sonno con il suo insopportabile ronzio e le punture subite ci provocano un prurito irrefrenabile.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Per chi in casa non possiede una caldaia per la produzione di acqua calda igienico-sanitaria, la soluzione per averla è quella dell’impiego di uno scaldabagno, che fino a poco tempo fa, si indirizzava esclusivamente verso il classico con funzionamento elettrico, passando attraverso l’individuazione della capacità in relazione alle esigenze familiari, ma oggi ci si può indirizzare all’acquisto di uno scaldabagno in pompa di calore.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Il termoventilatore è composto di una di una resistenza elettrica e da una ventola, che ha la funzione di propagare il calore. Generalmente viene identificato come termoventilatore la stufetta di piccole dimensioni, solitamente con una forma cilindrica o una forma simile ad una palla, destinata a riscaldare piccoli ambienti o il bagno.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Nel panorama vasto e variegato del riscaldamento elettrico il radiatore rimane un articolo sempre molto richiesto e diffuso.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

Una delle stufe più diffuse per il riscaldamento elettrico è il termoconvettore, è composto da un telaio in lamiera, che può variare come consistenza in base al produttore, all’interno del quale è posizionata una resistenza elettrica. In alcuni modelli al suo interno c’è una ventola, che spinge l’aria verso l’esterno, in questo caso può essere chiamato termoventilatore.
 
 
Spazio trasparente.
Immagine rappresentativa articolo.

In zone non raggiunte dal metano o comunque per motivi ed esigenze varie, dipendenti dalle necessità di chi vi abita, in molte abitazioni continua ad essere utilizzato lo scaldacqua elettrico ad accumulo.
 
 
 
 
 
 
 

 
Linea
 
lineaPrivacy Policy lineaCookie Policy lineaPreferenzelineaDisclaimerlineacanale you tubelineaFan Page FacebooklineaCopiright.lineaiubendalinea
Linea