Analisi del funzionamento dello scaldabagno in pompa di calore e risvolti sul risparmio in bolletta

di Antonello Careri - pubblicato il 08/02/2016 - aggiornato - lettura in minuti

Per chi in casa non possiede una caldaia per la produzione di acqua calda igienico-sanitaria, la soluzione per averla è quella dell’impiego di uno scaldabagno, che fino a poco tempo fa, si indirizzava esclusivamente verso il classico con funzionamento elettrico, passando attraverso l’individuazione della capacità in relazione alle esigenze familiari, ma oggi ci si può indirizzare all’acquisto di uno scaldabagno in pompa di calore.

Lo ricordiamo la pompa di calore riesce, attraverso la circolazione di un gas refrigerante in un circuito frigorifero, pompato al suo interno da un motore (compressore), a recuperare calore e veicolarlo, nel caso dello scaldabagno al suo interno per consentire il riscaldamento dell’acqua fino a 60°C ed a mantenerla costante per permettere di avere acqua calda tutto il giorno. Questa tecnologia, che come sappiamo è consolidatissima ed è di conclamata funzionalità nei condizionatori d’aria, dai quali si distingue per il campo di funzionamento e di utilizzo, rendendola una tecnologia a sé stante, si è affermata anche in questo settore, che oggi propone una scelta di prodotto molto ampia.

Gli scaldabagni a pompa di calore si possono distinguere in due tipologie, i monoblocchi e gli split, i primi sono costituiti da un unico pezzo, all’interno del quale troviamo la caldaia e tutto il sistema della pompa di calore, quindi il compressore, il circuito frigorifero, lo scambiatore, il gas e la ventola, mentre il secondo è composto da due pezzi, quindi quello da posizionare all’interno, ovvero la caldaia che contiene l’acqua, ed il motore che si posiziona all’esterno, che contiene gli altri componenti ed in particolare, il compressore, la ventola, insomma tutto il gruppo frigorifero.

Nei due sistemi possiamo riscontrare delle differenze in termini di installazione, proprio come avviene per i condizionatori monoblocco e split, nel prima caso non c’è necessità di un tecnico per effettuare l’installazione, c’è solo bisogno di semplici griglie di espulsione e ricambio dell’aria, mentre nel secondo c’è da effettuare anche il collegamento del circuito frigorifero tra le due unità.

Il vero vantaggio della tecnologia a pompa di calore è quello del consumo energetico, difatti diversamente dallo scaldabagno elettrico, dove viene assorbita molta corrente al fine di far riscaldare la resistenza elettrica e questa conseguentemente l’acqua, nella pompa di calore la corrente elettrica assorbita è solo quella necessaria a far funzionare il compressore. Nello specifico possiamo stabilire che se in uno scaldabagno elettrico viene utilizzato il 1005 di energia elettrica per fare riscaldare l’acqua, in uno a pompa di calore per raggiungere lo stesso risultato viene impiegata il 25% di energia elettrica ed il 75% di energia viene recuperata dal calore dell’aria. Da questo si deduce facilmente che il risparmio in termini energetici ed allo stesso tempo in termini economici è pari al 75%, chiaramente il dato può variare a seconda del modello di scaldabagno, ma in linea di massima è questo.

Volendo fare un calcolo per renderci conto delle differenze economiche e tenendo in considerazione anche il costo d’acquisto, che è notevolmente diverso tra i due, proponiamo la seguente tabella, che abbiamo estrapolato dal sito dell’Ariston, dove sono messi a confronto due modelli da 80 litri. L’esempio tiene in considerazione il fabbisogno annuale in kw/h pari a 1550, per una famiglia di tre persone ed un costo per il kw/h di 0,22 centesimi di euro:

Tipologia scaldabagno Consumo kw/h € per kw/h Costo annuo €
Tradizionale 1836 0,22 406,00
Pompa di calore 484 0,22 106,00

Considerando ulteriormente il costo di acquisto orientativo, che nel primo caso è di 130 euro, mentre nel secondo è di 790 euro, vediamo quali sono le differenze nel corso degli anni:

1° anno Costo d'acquisto € Costo energia € Totale €
Tradizionale 130,00 406,00 536,00
Pompa di calore 790,00 106,00 896,00
Differenza     360,00
2 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
536,00
406,00
942,00
Pompa di calore
896,00
106,00
1002,00

3 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
942,00
406,00
1348,00
Pompa di calore
1002,00
106,00
1108,00

4 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
1348,00
406,00
1754,00
Pompa di calore
1108,00
106,00
1214,00

5 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
1754,00
406,00
2160,00
Pompa di calore
1214,00
106,00
1320,00

6 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
2160,00
406,00
2566,00
Pompa di calore
1320,00
106,00
1426,00

7 ° anno
Totale anno precedente
Costo energia €
Totale €
Tradizionale
2566,00
406,00
2972,00
Pompa di calore
1426,00
106,00
1532,00


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Davide da Campione d'Italia
Vorrei installare uno scaldacqua a pompa di calore, in particolare il modello Ariston NUOS SPLIT 110, ma consultando le note di installazione è riportato che è possibile una distanza massima lineare tra accumulo e unità esterna di 8 metri, mentre nel mio caso avrei bisogno di circa 16 metri. Guardando altri modelli di altre marche sembrano invece possibili distanze anche di 20 metri (Daikin). La mia domanda è: da cosa dipende questa distanza? E' possibile fare qualche intervento per consentire una distanza maggiore? E' possibile utilizzare insieme apparati di marche diverse? Ad esempio, nel mio caso, scaldacqua Ariston e unità esterna Daikin? Grazie mille!
Icona elettro-domestici.com
Non è possibile utilizzare apparati diversi, ognuno di loro è costruito con una tecnologia ed elettronica specifica per quell’impianto. La distanza dichiarata dipende per l’appunto dalla tecnologia con la quale è costruito, diciamo che tale tecnologia può dare prestazioni migliori o inferiori. L’insieme delle componenti, dei materiali etc etc, genera queste differenze. Ad ogni modo dovresti approfondire la scheda tecnica con il tuo installatore/venditore, in quanto la distanza indicata può essere intesa, solitamente lo è, quella massima per la quale non è necessario effettuare operazioni aggiuntive. Mi spiego: potrebbe darsi che l’Ariston è dati per 8 metri, con il gas che c’è nell’impianto, però con l’aggiunta della quantità necessaria (scheda tecnica) può arrivare a distanze superiori.

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