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Come potrebbe essere la futura energy label del deumidificatore d’aria e quali i vantaggi per il consumatore.
 
Uno degli elettrodomestici di cui si è ampiamente discusso in merito al suo rendimento al variare delle condizioni ambientali in cui è collocato, è il deumidificatore d’aria. Difatti, il suo acquisto dovrebbe essere correlato al tipo di ambiente in cui deve agire e come detto in molte circostanze questo non avviene o meglio le informazioni fornite a carattere generale, tendono a fuorviare la scelta del modello più idoneo.

A tal proposito, potrebbe essere di grande aiuto una regolamentazione energetica, al momento non presente, come quella disponibile per gli altri elettrodomestici, per fornire delle informazioni immediate al consumatore ed aiutarlo nella scelta.

Una energy label per il deumidificatore riuscirebbe a dare immediatamente delle informazioni utilissime per capire le sue prestazioni in funzione delle diverse condizioni dell’ambiente. Tralasciando tutte le informazioni riguardanti, la temperatura ambiente, la percentuale di umidità ed altro, di cui chi è interessato può approfondire l’argomento leggendo gli articoli specifici, vogliamo anticipare quello che potrebbe essere la futura energy label del deumidificatore o meglio quella che riteniamo possa essere impiegata validamente per fornire le informazioni necessarie alla scelta.

Precisiamo che questa energy label è attualmente impiegata in Svizzera a livello facoltativo e non è presente nel nostro paese, per il quale attualmente non è presente una regolamentazione in tal senso.

Attacco lento deumidificatore.

Come si può evincere, ripropone in linea di massima la stessa linea di tutte le altre energy label e presenta una scala di efficienza che va dalla A all G.

Il fattore che riteniamo molto importante a cui viene fatto riferimento, fondamentale per la scelta, è quello relativo al comportamento del deumidificatore in presenza di diverse temperature nell’ambiente e nello specifico a 10°C, 15°C e 20°C.

I 15°C sono quelli per il riferimento di base, con i quali si considera la presenza nell’ambiente di un’umidita relativa del 60%, e la classe energetica indicata in corrispondenza della tabella arcobaleno è riferita a queste condizioni.

Continuando a leggere l’energy label del deumidificatore, troviamo indicati altri quattro dati: l’ambiente per il quale è adatto, quindi i metri quadrati con indicazione dell’altezza dell’ambiente, che è fissata a 2,3 metri; la capacità di deumidificazione, ovvero l’acqua raccolta in 24 ore di impiego; il consumo riferito ad un impiego pari a 1500 ore; la rumorosità ad una distanza di 2,5 metri.

La conoscenza immediata di questi dati indicati su una ipotetica ed obbligatoria dell’energy label, fornirebbero delle informazioni basilari, che incrociate alle condizioni del proprio ambiente, consentirebbero di effettuare una scelta oculata.

Ma l’energy label va ben oltre, a nostro avviso giustamente, fornendo quelle informazioni che spesso vengono trascurate e di cui sempre abbiamo parlato, in riferimento al calo di prestazioni a temperature più basse. Pertanto vengono forniti altri due riferimenti, come dicevamo in apertura, relativi al comportamento a 10° C ed a 20°C.

Riferendoci a questo modello ipotetico, possiamo leggere sulla targhetta, come al diminuire della temperatura, la resa scende a 2,02 litri di acqua raccolta in 24 ore di impiego, pertanto siamo difronte ad una perdita di efficienza dei 2/3 partendo dal dato di base. Anche il consumo diminuisce ma, quello che ci importa di più è la resa, in quanto un consumo inferiore a fronte di un mancato raggiungimento di un risultato, nulla vale.

Allo stesso modo, possiamo notare, come ad una temperatura più alta, 20°C, la resa rispetto a quel primo dato di 6,6 l/24h, sale raggiungendo i 7,68 l/24 h. Notiamo in questo caso anche un aumento di consumo, che è da tenere in considerazione nel confronto tra i vari modelli.

Speranzosi che l’energy label del deumidificatore, possa essere disponibile ed obbligatoria per l’Europa e quindi l’Italia, vi invitiamo al momento a leggere sempre i dati dichiarati dai produttori sulle schede tecniche e sui cataloghi, al fine di acquisire quanti più dati tecnici, utili a comprendere le prestazioni in relazione con le necessità dell’ambiente di destinazione.

Infine precisiamo che sebbene sui cataloghi siano dichiarati molti dati da alcuni produttori e da altri meno, l’energy label renderebbe univoco il metodo di calcolo di tutti i parametri interessati, cosa che ora non avviene.

 

 
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La gamma di deumidificatori portatili dell’azienda italiana Olimpia Splendid, rispetto ai modelli che erano nella sua disponibilità nell’anno 2014, quindi ben 12 modelli, vede nel 2017 ridurne il numero a 10 modelli. Altra novità è quella rappresentata dai nomi dei modelli, che si raggruppano in due serie, quella ad uso abitativo privato e quella professionale, rispettivamente: Aquaria e SeccoProf.
 
 
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Come abbiamo già visto nell’articolo relativo alla pulizia del deumidificatore, tutti sono dotati di un filtro, che ha la funzione di trattenere la polvere presente nell’aria, ed evitare che questa si depositi sul condensatore.
 
 
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La casa è particolarmente umida, vetri che colano, macchie alle pareti e comunque anche se riscaldata una fastidiosa sensazione di freddo e di disagio. Queste ed altre sono le condizioni che si possono palesare quando c’è una eccessiva concentrazione di umidità nell’aria.
 
 
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L’umidità è un problema che affligge molte abitazioni e in modo particolare chi si trova a vivere in quegli spazi, dove si crea una condizione ambientale non confortevole, una condizione che non rientra in quella che sono i parametri per il benessere fisico.
 
 
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La gamma di deumidificatori portatili dell’Ariston, per risolvere i problemi di umidità in casa, si compone di tre modelli, divisi in due linee estetiche differenti, una della quale fa parte il modello con una capacità di 11 litri e l’altra con i modelli da 16 e 20 litri.
 
 
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Rispetto ai modelli in commercio nell’anno 2014, dei quali avevamo parlato nel relativo articolo, i deumidificatori commercializzati nel 2017 sono cambiati. Si presentano con una linea molto più armoniosa e giovanile, almeno per 7 modelli, passando dai precedenti 8 modelli agli attuali 9, che potremmo distinguere in quattro estetiche differenti.
 
 

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