Contributo RAEE per lo smaltimento dell'elettrodomestico: cosa significa e chi lo paga!

contributo raee per smaltimento elettrodomestici
Acquistando un elettrodomestico, bene prezioso per lo svolgimento di tante faccende domestiche, si compra allo stesso tempo un rifiuto! Certamente non istantaneo ma a fine vita diventa un oggetto che deve essere smaltito, si trasforma in un costo da sostenere per disfarsene, oppure no? In realtà per chi non lo sapesse, nel momento dell'acquisto, il consumatore corrisponde il cosiddetto contributo RAEE per lo smaltimento dell'elettrodomestico. Non viene dato un contributo ma deve essere corrisposto. Scopriamo i dettagli e quali sono le regole per lo smaltimento!

Cosa trovi in questo articolo:

Cosa significa RAEE e AEE

Come si è sviluppato il concetto del RAEE

Quali sono i raggruppamenti RAEE

Quando si paga il contributo RAEE

Dove conferire un RAEE

Ritiro 1 contro 1

Ritiro 1 contro 0

Rifiuto AEE perchè è una risorsa

Domande poste dai consumatori

Commenti per chiedere informazioni


Cosa significa RAEE e AEE

Una parola impiegata a partire dal 2014 nel campo degli elettrodomestici è AEE, l'acronimo di apparecchiature elettriche ed elettroniche. In sostanza in tale definizione rientrano tutti gli elettrodomestici, sia essi di grande dimensione come la lavatrice, il frigorifero, il condizionatore, che quelli di piccola misura, come potrebbe essere un frullatore, un tostapane, un asciugacapelli. La dicitura elettriche ed elettroniche allarga la platea dei prodotti alle televisioni, ai monitor, ai telefonini. In definitiva con AEE si intendono tutti i prodotti destinati all'impiego casalingo e non solo che funzionano grazie all'impiego della corrente elettriche ed ovviamente dotati di apparati elettrici. Restando nel settore degli elettrodomestici con tale definizione si intendono tutti, indistintamente. La parola che invece è di uso comune è RAEE, quella di prima alla quale viene aggiunta la R davanti. Essa identifica esattamente i prodotti di cui abbiamo appena detto, ma ne cambia la connotazione, facendoli diventare dei rifiuti. In sostanza, quando compriamo ad esempio una lavatrice è un AEE mentre quando decidiamo di disfarcene diventa un RAEE. Il consumatore è colui che decide il momento in cui l'elettrodomestico si "trasforma" in rifiuto!

Come si è sviluppato il concetto del RAEE

Dopo anni trascorsi senza nessuna direttiva in questo senso, la sempre maggiore attenzione verso l'ambiente che ci circonda, una doverosa tutela del patrimonio naturale nel quale viviamo, ha stimolato la coscienza collettiva e la parola d'ordine è diventata: tutela dell'ambiente. La logica del Raee impone la doverosa regola che chi inquina deve pagarne i costi. In un non lontano passato la non presenza di una regola, ha generato un danno per il nostro patrimonio ambientale, vedendo molto spesso abbandonati i vecchi elettrodomestici dismessi. La raccolta delle vecchie apparecchiature è un costo che nessun commerciante o produttore era disposto ad accollarsi sulle proprie spalle. E’ nata quindi l’esigenza di recuperare i fondi per la strutturazione un processo necessario a  gestire lo smaltimento degli elettrodomestici e delle apparecchiature elettriche dismesse. Considerato che ogni apparecchio acquistato nell’arco di un periodo medio o lungo si trasforma in un prodotto da smaltire (rifiuto), e non potendo recuperare il costo dello smaltimento nella fase specifica della dismissione, è stato introdotto il contributo Raee.

Quali e cosa sono i raggruppamenti RAEE

I raggruppamenti Raee identificano le tipologie di prodotto che appartengono allo stesso gruppo. La divisione comporta a livello logistico lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti in modo separato. Un elettrodomestico che appartiene al raggruppamento R2 ad esempio non può e non deve essere stoccato e successivamente trattato nella stessa filiera di un R1. La divisione in raggruppamenti è dovuta alla differente composizione degli apparecchi che sono composti da materiali o sostanze diverse e per tale ragione necessitano di una cura ed un trattamento diverso. I raggruppamenti R1, R3 ed R5, sono classificati come rifiuti pericolosi.

All'interno di questi elettrodomestici sono presenti dei materiali potenzialmente pericolosi direttamente o indirettamente per l'essere umano e per l'ambiente. Ad esempio un frigorifero e tutti gli elettrodomestici del raggruppamento R1 possiedo del gas refrigerante, che non deve essere disperso nell'ambiente. I raggruppamenti R2 ed R4 non sono pericolosi e non contengono sostanze e materiali che possono nuocere direttamente o  indirettamente, nello gestione del rifiuto, alla salute dell'essere umano. Per contro la lavorazione del rifiuto deve avvenire nei centri preposti dove del personale formato e specializzato potrà eseguire il recupero del rifiuto in totale sicurezza. La gestione dei rifiuti in modo non conforme alla normativa espone chi la esercita a conseguenze di natura penale.

raggruppamenti raee elettrodomestici

Quando si paga il contributo RAEE

Il contributo Raee si paga nel momento in cui viene effettuato l’acquisto di una apparecchiatura elettrica. Il prezzo pagato è comprensivo della quota destinata alla filiera responsabile del suo smaltimento. Fino a qualche anno fa, sul tagliando riportante il prezzo complessivo, per l'eco contributo raee veniva riportata una voce atta ad indicare la tassa raee in modo chiaro ed esplicito, mentre allo stato attuale essendo oramai un tassa assodata e consolidata non ne viene più riportato l'ammontare. I contributi raee sono aggiunti direttamente dal produttore che li incassa già nel momento in cui il rivenditore acquista da esso l'apparecchiatura e li trasferisce agli enti preposti, responsabili della bonifica degli apparecchi dismessi. Non è pertanto il commerciante ad essere depositario del contributo in denaro. In definitiva il costo di smaltimento, anche se si potrebbe considerare come anticipato da parte del rivenditore, lo paga il consumatore. Ma quanto costa smaltire la lavatrice? Quanto costa smaltire una lavastoviglie o altri elettrodomestici?

Il costo dello smaltimento non è uguale per tutti gli elettrodomestici, esso varia in funzione di fattori che determinano un maggiore o minore costo per il recupero delle materie prime e dei materiali di costruzione da dover rimettere in circuito per il riciclo. Nel dettaglio vediamo quanto incide il suo costo su ogni singolo apparecchio elettrico ed elettronico.

Costo contributo raee per elettrodomestico

Apparecchio elettrico ed elettronico Costo euro iva esclusa
Frigorifero fino a 35 Kg 4,50
Frigorifero da 36 kg a 55 kg 6,50
Frigorifero da 56 kg a 70 kg 8,50
Frigorifero da 71 kg a 90 kg 11,50
Frigorifero oltre i 90 kg 15,50
Congelatore fino a 35 Kg 4,50
Congelatore da 36 kg a 55 kg 6,50
Congelatore da 56 kg a 70 kg 8,50
Congelatore da 71 kg a 90 kg 11,50
Congelatore oltre i 90 kg 15,50
Condizionatore portatile 3,90
Condizionatore split pompa di calore 4,70
Asciugatrice pompa di calore 8,00
Asciugatrice a condensazione 3,90
Lavatrice 3,90
Lavasciuga senza pompa di calore 3,90
Lavastoviglie 3,90
Stufa 2,80
Forno 2,80
Cucina a gas 3,90
Piano induzione 1,30

Per i piccoli elettrodomestici il costo del contributo raee non è per singola apparecchiatura ma in base al peso con la seguente suddivisione:

Apparecchio elettrico ed elettronico Costo euro senza iva
Fino a 1 kg 0,10
da 1 Kg a 3 Kg 0,20
da 3 Kg a 10 Kg 0,30
oltre i 10 Kg 0,50

Per quanto riguarda il settore dei monitor il costo raee è il seguente:

Apparecchio elettrico ed elettronico Costo euro
Videocamera 0,50
Lettori dvd 0,50
Videoregistratori 0,50
Amplificatori 0,50
Televisori fino a 32 pollici 3,50
Televisori oltre i 32 pollici 7,00

Infine per quanto riguarda l’illuminazione i costi sono di 0,14 centesimi per gli apparecchi di illuminazione e di 0,26 centesimi per le lampadine a scarica.

Dove conferire un Raee

Un rifiuto AEE per essere smaltito può passare a seconda del raggruppamento di appartenenza attraverso tre strade differenti. La prima è il luogo di raggruppamento (LdR), la seconda il centro di raccolta (CdR) e la terza il luogo di ritiro che è percorribile esclusivamente per gli elettrodomestici di piccole dimensioni.

Il luogo di raccolta (LdR) è uno spazio organizzato dal rivenditore presso il proprio punto vendita o presso altro luogo, appositamente strutturato, preposto al deposito preliminare dei rifiuti, in attesa del loro spostamento presso il centro di raccolta o verso l'impianto autorizzato ed indicato dal produttore. In sostanza si tratta di un'area che venditore di elettrodomestici deve possedere ed alla quale si può conferire l'elettrodomestico da dismettere solo nel caso di acquisto di uno nuovo equivalente e con le stesse funzioni. Per essere chiari si può smaltire la lavatrice solo nel caso se ne acquisti una nuova. Non è possibile portare la lavatrice se si acquista un televisore! Questo scambio rientra nel definito ritiro 1 contro 1.

Il centro di raccolta (CdR) è lo spazio comunale che è preposto alla ricezione dei rifiuti Aee, dove il consumatore può portare l'elettrodomestico da smaltire. In questo caso non c'è la necessità dell'acquisto di uno nuovo. Il consumatore munito di documento di riconoscimento e codice fiscale può portare i Raee presso il centro raccolta del proprio comune. Dal centro raccolta come dal luogo di raccolta i rifiuti verranno fatti confluire presso i preposti impianti di smaltimento. Verifica il centro raccolta del tuo comune.

Il luogo di ritiro è un'area preposta presso il rivenditore, dove si può confluire liberamente, senza dover effettuare l'acquisto di un prodotto equivalente, un elettrodomestico di piccole dimensioni. Si tratta del ritiro 1 contro 0.

Ritiro 1 contro 1

A fronte dell'acquisto di un nuovo elettrodomestico di uguale natura a quello posseduto, il distributore ha l'obbligo di ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura. Il decreto ministeriale n° 65 dell'8 marzo 2010 da infatti, definitiva attuazione ai decreti del 2005 e del 2006 istituendo il famoso "uno contro uno". Dopo anni in cui il servizio, laddove effettuato, di ritiro del vecchio elettrodomestico avveniva a pagamento, oggi con la definitiva attuazione del decreto la situazione si è completamente stravolta a favore del consumatore, imponendo il pesante onere economico della gestione del ritiro "uno contro uno" a carico del distributore. Rispetto a qualche anno fa quando la vendita on line era molto limitata o inesistente, oggi con la sua affermazione si apre anche lo scenario dell'acquisto in rete e del ritiro in rete. Vediamo i due scenari e come comportarsi.

L'acquisto in negozio può prevedere due situazioni diverse, la prima nella quale si decide per il ritiro diretto del nuovo elettrodomestico oppure quella della consegna a domicilio. Nel primo caso è il consumatore che deve conferire, pertanto portare fisicamente il vecchio elettrodomestico al rivenditore, che all'atto della vendita del nuovo lo ritira. Nel secondo caso, nel sottoscrivere la consegna a domicilio, deve essere congiuntamente richiesto il ritiro del vecchio elettrodomestico. La consegna a domicilio è un servizio supplementare che ha un costo extra rispetto all'elettrodomestico e varia a seconda del tipo di scelta fatta, ovvero una consegna standard che è a fronte strada oppure una consegna al piano. A seconda del tipo di consegna scelta il ritiro del Raee verrà eseguito di conseguenza. Per fare un esempio non si può decidere di una consegna fronte strada e pretendere il ritiro del Raee al piano. Nel caso di ritiro al piano l'elettrodomestico deve essere pronto al ritiro. Questo significa che se si tratta ad esempio di un forno da incasso o di un frigorifero, deve essere estratto dal mobile, oltre che svuotato e staccato dall'alimentazione elettrica. Il ritiro da parte del rivenditore a domicilio può essere rifiutato qualora non possa essere prelevato agevolmente, ad esempio se un frigo non passa dalla porta o dalle scale per cui è necessario l'impiego di una piattaforma aerea e cose di questo tipo!

Per quanto riguarda i rivenditori sul web, questi hanno gli stessi obblighi del negozio fisico, pertanto devono indicare chiaramente il ritiro gratuito sul sito. Nel caso il rivenditore on-line non risiede nel territorio nazionale, deve effettuare l’iscrizione al Registro nazionale, personalmente o tramite un incaricato, in ogni caso deve esserci il responsabile del circuito di ritiro “uno contro uno” responsabile. La vendita sul web, rientra nella vendita a distanza, nella quale rientrano anche la vendita effettuata tramite il mezzo televisivo. Per entrambi devono essere dichiarati chiaramente i punti di raccolta presso i quali conferire il Raee equivalente, senza costi aggiuntivi di quelli che ragionevolmente ci si possa aspettare da una vendita sul posto o indicare le modalità di ritiro presso il luogo di consegna, a titolo gratuito e senza costi aggiuntivi di quelli che ragionevolmente ci si possa aspettare da una vendita sul posto. Questo presupposto è fondamentale al fine della regolarità del contratto di vendita.

L'acquisto on line segue fondamentalmente le medesime regole del negozio, ma al posto dichiarare verbalmente la necessità del ritiro, si deve cliccare sulla opzione del ritiro proposta in fase di acquisto del nuovo elettrodomestico. On line è prevista la possibilità di ritiro del bene in negozio o anche la consegna a domicilio ma smaltimento presso il rivenditore. In questi casi è sempre necessario spuntare o confermare le scelte e seguire le procedure indicate. Il ritiro non può essere deciso sul posto, all'ultimo momento, difatti esso deve essere concordato in modo da metter il rivenditore nella condizione di organizzarlo e di preparare la documentazione necessaria ad eseguirlo ed a documentarlo.

Ritiro 1 contro 0

Uno contro zero consiste nell’obbligo di ritiro di un elettrodomestico di piccole dimensioni anche senza l’acquisto di uno nuovo. Il consumatore che vorrà pertanto disfarsi di un apparecchiatura elettrica ed elettronica, potrà farlo portandolo direttamente presso un punto di vendita, senza alcun obbligo di acquisto di una nuova apparecchiatura. Vengono tuttavia fissati dei paletti al fine che tale procedura possa essere effettuata, il primo riguarda le dimensioni dell’oggetto, il secondo quelle del negozio. Potranno essere resi, a titolo gratuito, i piccoli elettrodomestici con una dimensione esterna inferiore ai 25 cm per 25 cm. Ad esempio può essere conferito uno spazzolino elettrico, un rasoio da barba, un asciugacapelli, taluni ferri da stiro, grattugie elettriche, tostiera, bilance elettroniche ed altro. Potranno essere consegnati esclusivamente nei negozi aventi una superficie di almeno 400 metri quadrati. Restano fuori da tale obbligo i piccoli negozi di commercio di elettrodomestici.

Rifiuto AEE perchè è una risorsa

Questo obbligo abbinato ad una maggiore coscienza civica, atti a tutelare e salvaguardare l’ambiente nel quale viviamo, deve spingere sempre più i consumatori a consegnare il vecchio raee ai rivenditori. Il raee considerato un rifiuto è in realtà una risorsa da recuperare. Da ognuno di essi si possono recuperare sostanze come plastica, alluminio, acciaio, rame, componenti elettriche, materiali ferrosi e non, sostanze minerali e tanto altro.

Oggi più che mai è importantissimo il loro riciclo, per la tutela dell’ambiente in primis e per contenere i futuri costi di produzione di apparecchiature elettroniche. Infatti, la richiesta di materie prime per la produzione di apparecchiature tecnologiche, è molto più elevata di quanto sia la capacità di estrazione di tali risorse dall’ambiente naturale. I raee vanno considerati come miniere da cui estrarre materie prime seconde da riutilizzare per la produzione di nuovi prodotti.

A titolo di esempio un frigorifero è formato per il 60% da ferro, il 15% da plastica, per il 2% da rame e per un 3% da alluminio e per il resto da materiali di diversa natura. Dalla sua lavorazione e recupero si riescono ad estrarre intorno a 25 kg di ferro, 1 kg di alluminio, 6 chili di plastica ed 1 kg di rame.

Ultima pubblicazione: 12/11/2022
 
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Simbolo regione della città di Catanzaro
Pasquale da Catanzaro giorno 12/11/2022
Quanto si paga per il raee di un frigorifero da 240 litri?
 
Icona elettro-domestici.com
 
Il costo per i frigoriferi varia in funzione del peso. Nello specifico un 240 litri di qualsiasi marca pesa da un minimo di 38 kg ad un massimo di 45 kg. La fascia indicata prevede un contributo, per il futuro smaltimento, pari a 6,50 più iva.
 
 

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