Termoconvettori elettrici come funzionano, quanto riscaldano e quanto consumano

di Antonello Careri - pubblicato il 16/12/2022
Con l'arrivo dell'inverno il freddo si fa sentire ed ecco che per quegli ambienti non riscaldati è necessario utilizzare un prodotto per riscaldarli. I termoconvettori elettrici sono delle stufe molto spesso impiegate per farlo, ma quanto sappiamo di questo prodotto? Come sono fatti? Quanto consuma o riscaldano? Insomma una serie di domande alle quali è necessario rispondere prima di acquistarne uno. Scopriamo tutti i dettagli!
termoconvettori elettrici
Tempo di lettura: 8 minuti
Cosa trovi in questo articolo

Cosa sono i termoconvettori elettrici

Come funziona il termoconvettore elettrico

Come far funzionare i termoconvettori

Dove posizionare i termoconvettori

Termoconvettori elettrici a basso consumo

Quando consuma il termoconvettore

Quanti mq riscalda un termoconvettore

Domande poste dai consumatori

Commenti per chiedere informazioni


Cosa sono i termoconvettori elettrici

Uno delle stufe più diffuse per il riscaldamento di casa è il termoconvettore a corrente. Esso è formato da un telaio in lamiera, che assume la forma di un parallelepipedo rettangolo chiuso dai lati e frontalmente, mentre dalla parte superiore e dalla parte inferiore la struttura presenta delle fessure tali da consentire il passaggio dell'aria, ma allo stesso tempo strette al punto che le dita di una mano non possono entrare al suo interno. I termoconvettori a corrente sono facilmente trasportabili, sono molto leggeri, il peso resta al di sotto del kg. Dispongono di maniglie poste lateralmente al telaio o in alcuni modelli un punto di presa nella parte posteriore che ne consentono una comoda presa per lo spostamento in casa.

La sua struttura interna è molto semplice ed è composta da pochi elementi essenziali. Una resistenza elettrica a doppio filamento che a seconda del modello può disporre di una potenza elettrica fino a 2400 watt, anche se nella maggior parte dei casi si limita a 2000 watt. Una ventola (differenza tra convettore e termoconvettore), in pochi modelli ve ne può essere una seconda, che grazie alla sua azione consente al calore prodotto di diffondersi con una maggiore velocità nell'ambiente. Sul mobile l'apparato comandi, agganciato sul lato solitamente destro del telaio, dove sono presenti tre pulsanti per impostare la modalità di funzionamento ed attivare la ventola. Inoltre è presente una manopola che ruota da sinistra verso destra, con un puntatore che nella rotazione va a coincidere con una scala di temperatura passando dalla posizione di spento ad acceso e dal minimo al massimo. Si tratta del termostato. Resistenza, ventola, termostato e pulsanti, sono collegati tramite i fili elettrici ai componenti interni responsabili del funzionamento del termoconvettore. Un termoconvettore elettrico dispone di un cavo di alimentazione e di una presa, da collegarsi alla rete elettrica di casa. La tensione di funzionamento è la tradizionale domestica di 220 Volt.

Come funziona il termoconvettore elettrico

In commercio sono disponibili modelli di differenti produttori, esteticamente più o meno simili, ognuno di essi con la sua particolarità nella linea, ma con caratteristiche di base uguali per tutti. Alcuni modelli dispongono di caratteristiche aggiuntive che apportano una differenza di qualità, ma prima di analizzare questi modelli, soffermiamoci sulle prestazioni comuni a tutti i termoconvettori.

Riprendendo la descrizione del quadro comandi, su di esso ci possono essere pulsanti o manopole o in modo combinato entrambe. In ogni caso la sezione per regolare la potenza di funzionamento, la temperatura ambiente e la scelta di selezione della ventilazione. La potenza può essere regolata su tre livelli differenti, massimo, medio e minimo. A tal proposito sui pulsanti o manopola che la gestisce si può trovare stampato Min, Med, Max oppure la potenza corrispondente alla posizione, come ad esempio 750W, 1250W, 2000W. Nel caso in cui la potenza massima del termoconvettore sia di 2400W o 2600W la ripartizione tra minimo e medio sarà differente. In alcuni modelli i vari livelli di potenza possono essere indicati da un pallino, due pallini, tre pallini, o una lineetta, due lineette, tre lineette.

Nel caso dei pulsanti, essendocene solo due, che regolano la potenza, mentre queste sono tre, la selezione avviene per effetto della loro combinazione. Schiacciano solo il pulsante del minimo o equivalente si ottiene la selezione equivalente, lo stesso avviene se si schiaccia il solo pulsante del medio, mentre premendo entrambi viene selezionata la potenza massima. Questo avviene in quanto come abbiamo spiegato all'inizio la resistenza è a doppio filamento, il che significa che ci sono due resistenze indipendenti, di diversa potenza, che sono attivate dal singolo pulsante.

La manopola del termostato ha il compito di regolare la temperatura ambiente, ovvero spostandolo nell'arco della sua rotazione, in ogni punto c'è una corrispondenza ad una gradazione, che tuttavia non è indicata e non è dato conoscere, se non attraverso una logica di deduzione, che dopo vedremo, raggiunta la quale il termoconvettore si spegne. Su alcuni modelli di termoconvettori può esserci anche il timer, un utile strumento che consente di impostare l’accensione e lo spegnimento automatico. Ha la forma di un orologio con tanti piccoli pioli con i quali si possono impostare fasi di accensione e spegnimento che possono ripetersi per un periodo di tempo illimitato.

Ricapitolando e sintetizzando il funzionamento del termoconvettore, abbiamo detto che si imposta la potenza, si regola il termostato e si attiva la ventola, in alcuni modelli non è disattivabile e manca il tasto di esclusione, ed il calore esce continuamente fino a quando non è stata raggiuta la temperatura impostata. In tal momento si stacca per restare inattivo fino a quando non viene rilevato un abbassamento di temperatura dal termostato, che attiva nuovamente il funzionamento, riproponendo in modo continuato e ciclico tale comportamento. 

Come far funzionare i termoconvettori

Ora che abbiamo visto come funziona il termoconvettore, vediamo invece come farlo funzionare, difatti è una cosa un pò diversa dal funzionamento. Per capire come farlo funzionare è necessario distinguere che tipo di riscaldamento si vuole ottenere:

1) Riscaldamento del punto di stazionamento;
2) Riscaldamento della stanza.

Per punto di stazionamento si intendo quando il termoconvettore è usato per riscaldare nelle immediate vicinanze di chi stazione in un punto. Ad esempio pensiamo al caso in cui si passi del tempo della giornata in un punto preciso, ad esempio alla scrivania, magari di un ambiente grande. In questo caso è necessario regolare il termoconvettore sulla potenza più bassa, il calore prodotto darà in grado di riscaldare chi si trova nella posizione. Una potenza massima può essere controproducente sia in termini di consumi che di eccessivo calore che impatta su chi vi è accanto.

Per riscaldare la stanza ed ottimizzare la sua resa è necessario impostare la potenza al massimo, impostarlo al minimo al fine di avere meno consumo è controproducente per il riscaldamento dell'ambiente che non raggiungerà mai il calore desiderato, e posizionare il termostato sulla posizione tra medio e massimo. Con la ventilazione attiva è necessario lasciarlo lavorare ininterrottamente, in questo modo il calore avrà modo di diffondere e coprire l'intero volume dell'ambiente, portando beneficio ad ampio raggio.

flusso calore termoconvettore

Una volta che la temperatura ambiente viene raggiunta si spegne. Tuttavia abbiamo visto prima che non sappiamo dal termostato esattamente a quanti gradi è stato impostato e se sono tanti, cosa che abbiamo fatto di proposito posizionandolo tra medio e massimo, potrebbe non raggiungere facilmente quei gradi. Ragion per cui, per farlo funzionare al meglio, quando si ritiene che l'ambiente abbia raggiunto una temperatura buona, in questo ci potrebbe aiutare l'impiego di un termostato digitale, è necessario ruotare molto lentamente la manopola del termostato verso la posizione di minor calore. Ad un certo punto si sentirà un click ed il termoconvettore si spegne. Tale posizione del termostato corrisponde a quella dell'ambiente. A questo punto abbiamo settato il termostato per la temperatura corretta ed il termoconvettore continuerà a fare il suo lavoro, attaccando e staccando in funzione della temperatura obiettivo. Se l'ambiente in cui è posizionato è ben coibentato, i momenti di funzionamento e di fermo saranno lunghi a favore del fermo, altrimenti sarà al contrario. Nella prima ipotesi si può dopo un pò diminuire la potenza sul livello medio, e successivamente sul minimo. Seguendo tale modalità di impiego avremo anche adempiuto alla regola per come risparmiare con il termoconvettore.

Dove posizionare i termoconvettori

Per il riscaldamento di un ambiente, la posizione migliore è quella che lo vede posizionato in un punto centrale, in modo da essere equidistante da tutti gli angoli dell'ambiente. Nel caso in cui la posizione centrale risulti scomoda si può optare per una posizione più vicino alla parete, lasciandolo distanziato da essa, e preferendo la parete più vicina al posto in cui si trova chi soggiorna nell'ambiente.

Termoconvettori elettrici a basso consumo

Qual è il termoconvettore che consuma di meno? Quali sono i modelli di termoconvettore elettrico a basso consumo? Queste ed altre domande su questo argomento ci vengono rivolte spesso e da una osservazione delle propagande sui prodotti, spesso ci siamo anche imbattuti in descrizioni tipo termoconvettori classe a e cose del genere. Nella realtà dei fatti non ci sono modelli di termoconvettori a basso consumo in quanto la produzione di calore abbiamo visto avvenire tramite una resistenza elettrica che assorbe energia elettrica. Più è alta la potenza, maggiore è il calore prodotto ed allo stesso tempo il consumo elettrico. Il rapporto tra consumo e riscaldamento è alla pari, per una parte di energia consumata viene restituita sotto forma di calore la stessa potenza. Per essere più espliciti quando si parla di 2000 watt di potenza, che in definitiva corrispondono ad una quantità di calore, allo stesso tempo corrispondo all'assorbimento elettrico.

Quando consuma il termoconvettore

Diversamente dagli elettrodomestici dove il consumo è classificato con delle classi energetiche il termoconvettore non possiede una valutazione energetica regolamentate per legge. Per stabilire il consumo abbiamo a disposizione il dato dell'assorbimento elettrico in watt. Esso ci dice quanto assorbe e conseguentemente anche quanto consuma nel momento in cui è acceso. Per acceso tuttavia deve intendersi che la resistenza elettrica è attiva, pertanto dal termoconvettore fuoriesce calore. Se invece la luce di accensione è attiva ma il termostato ha staccato la resistenza, non esce aria calda ed il consumo elettrico è irrisorio.

Traducendo il dato nella sostanza, significa che se il termoconvettore è acceso sulla potenza di 2000 Watt, in un'ora dovrebbe assorbire 2 Kwh. Diciamo dovrebbe, in quanto, tale è il consumo se la resistenza rimane attiva per tutto il tempo, cosa che non sempre avviene, anzi, spesso in questo arco di tempo, il termostato, rilevato il raggiungimento della temperatura, interrompe il riscaldamento. Dunque quanta elettricità consuma un termoconvettore in un'ora? Sulla scia di quanto appreso per poter calcolare un consumo esatto dovremmo controllare quanto tempo resta attiva e quanto invece no in un'ora o comunque nel tempo che vogliamo stabilire, altrimenti quello che possiamo calcolare è il consumo massimo che può avere in un'ora. Con la tabella sottostante dove abbiamo considerato il costo del kwh di 0,30 centesimi abbiamo svilupapto il consumo massimo per un'ora di utilizzo.

Conumo termoconvettore
Potenza kwh
2000 2 0,6
1250 1,25 0,375
750 0,75 0,225

Per calcolare in modo più preciso, tenendo in considerazione quanto detto sul tempo reale di attività della resistenza, quanto consuma un termoconvettore, questo calcolatore consente di eseguire immediatamente il calcolo, inserendo i dati del caso specifico.

Calcolo consumo termoconvettore in euro
 
 
 
 
 
 
 
 

Quanti mq riscalda un termoconvettore

Un termoconvettore è in grado di riscaldare volumi fino ad un massimo di 72 metri cubi quando la sua potenza massima raggiunge i 2400 watt e fino a 60 metri cubi quando la potenza è di 2000 watt. Il dato del riscaldamento massimo tuttavia deve tenere in considerazioni le condizioni specifiche dell'ambiente, ovvero della temperatura che c'è mediamente e di che tipo di isolamento dispone. Nel caso di un isolamento eccellente la temperatura di partenza è un limite che viene superato facilmente, visto che lo scambio con l'esterno e la cessione (perdita) di calore diventa inesistente. Nel caso di ambienti non isolati, lo scambio termico con l'esterno è continuo ed il termoconvettore può non riuscire a raggiungere la temperatura e non riscaldare a sufficienza l'ambiente. Restando in una condizione di normalità la tabella indica il volume riscaldato in base alla potenza selezionata.

Metri riscaldati in base alla potenza
Kw m3
2,4 72
2 60
1,25 37,5
0,75 22,5
Kw - potenza espressa im Kilowatt
m3 - volume riscaldato

tags: dimensionamento consumi

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