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La nuova frontiera per l’efficienza ed il rispetto dei limiti nel riscaldamento globale per i condizionatori è l’impiego del gas R 32.
 
Il gas refrigerante impiegato nei condizionatori d’aria, nel corso del tempo è stato oggetto di valutazioni in  merito al suo impatto ambientale, che hanno portato all’abbandono, per legge, di alcuni tipi di gas verso altri con meno impatto di immissioni di HFC nell’ambiente.

I refrigeranti di vecchia generazione, parliamo del gas R 22 aveva un effetto nocivo sull’ozono in quanto al suo interno presente la molecola del cloro, difatti nel 2004 tale gas è stato vietato nella produzione di nuovi impianti di condizionamento e, lo ricordiamo, a partire da gennaio 2015 è vietato eseguire interventi di manutenzione su impianti a gas R 22, che dovrebbero essere smaltiti e nel caso sostituiti con impianti di nuova generazione.

Il passaggio successivo è stato l’impiego di una gas definito di passaggio, l’R407C, privo della molecola del cloro, composto per il 23% di R 32, per il 25% da R 125 e per il restante 52% da R134A. Questo gas è stato utilizzato in quanto ha permesso di non apportare modifiche sostanziali ai condizionatori in produzione, per via della sue similari proprietà fisiche con il gas R 22, tuttavia un gas meno performante, che ha ceduto nel breve periodo, necessario per effettuare le dovute modifiche ai condizionatori, il passo al gas R410A, molto più performante e anch’esso privo della molecola del cloro, composto al 50% di gas R 32 e per il 50% di gas R 125.

Quindi in definitiva l’R410A è un refrigerante a bassa tossicità, che rispetta l’attuale regolamento UE sui gas fluorurati, regolamento che però è in evoluzione e revisione costante, per effetto della salvaguardia dell’ambiente e del mantenimento del riscaldamento globale, e che pertanto prevede, a partire dal 2025, che i gas refrigeranti con un GWP superiore a 750 nei climatizzatori mono split con una carica di refrigerante inferiore a 3 kg non possono più essere impiegati.

Il GWP corrisponde all’indice di riscaldamento globale, ovvero un indice che esprime l’impatto che avrebbe sul riscaldamento globale del refrigerante disperso nell’ambiente e prende in considerazione il valore relativo al confronto tra la dispersione di 1 Kg di gas refrigerante con 1 Kg di CO2 in un periodo di 100 anni. Chiaramente l’impatto è in maggior misura teorico, in quanto impianti funzionanti e controllati non disperdono gas nell’ambiente, e se a fine ciclo vitale il gas viene correttamente recuperato non avviene nessuna dispersione, ma anche reale nei casi di rotture accidentali o altro.

Per via di questo nuovo parametro da tenere in considerazione per la costruzione di impianti di condizionamento, lo ricordiamo a partire dal 2025, il gas R410A, non potrà più essere utilizzato. Il gas ad esso alternativo sarà il gas R 32, che allo stato attuale è impiegato solo in pochi modelli di condizionatori d’aria Daikin, ma che nel medio/lungo periodo sarà impiegato sempre da più produttori di condizionatori d’aria.

Come abbiamo detto prima, il responsabile di questo cambiamento è l’indice GWP, che vede quello del gas R410A essere pari a 1975 mentre quello del gas R 32 pari a 675, quindi al di sotto della soglia minima fissata a 750.

Il gas R 32, che abbiamo visto essere stato impiegato in percentuali diverse per la creazione dei gas R407C ed R410A, viene in questo caso utilizzato puro, da solo. Oltre, chiaramente ad essere in linea con il regolamento UE, è vantaggioso sotto l’aspetto del quantitativo necessario per far funzionare un impianto, inferiore al gas R410A, ed essendo un solo gas, non crea problemi in caso di rabbocchi di gas, più difficile nel caso dell’R410A, in quanto non determinabile in quale percentuale farlo per l’uno o l’altro dei sui componenti.

Un impianto a gas R 32 segue in linea generale le medesime regole per quanto riguarda la procedura di installazione, possedendo il gas pressione di esercizio molto simili, mentre per quanto riguarda la carica di gas e ancora più facile in quanto può essere praticata sia allo stato liquido che gassoso. La strumentazione per quanto riguarda l’installazione, quindi gli attrezzi per la lavorazione dei tubi e la cartellatura possono essere utilizzati quelli usati per il gas R410A, mentre per quanto riguarda  manometro, rilevatore di fughe e la pompa di recupero gas, devono essere per questo tipo di gas, anche se ne esistono valide per entrambi.

I condizionatori a gas R 32, sono ancora più performanti rispetto a quelli a gas R410A, riuscendo a restituire dati tecnici di elevata efficienza. Il gas R 32 nei condizionatori d’aria è utilizzato già da alcuni anni nei modelli commercializzati in Giappone.

Articolo aggiornato: lunedì 18 gennaio 2016

 

 
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Antonio da Lamezia Terme giorno 18/01/2016
Buongiorno, ho un impianto a gas R22 posso farlo riparare? Posso sostituire il gas direttamente con l’R32?
 
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Buongiorno Marco, dal 1° gennaio del 2015 i condizionatori a gas R22 non possono più essere oggetto di riparazione/manutenzione, è vietato dalla legge e pertanto devono essere smaltiti, quindi il gas recuperato e sostituiti. Purtroppo anche se recuperato il gas, avessi intenzione di caricarlo a R32, non puoi farlo, in quanto la pressione ed il tipo di olio che porta con se l’R32, non sono compatibili con le caratteristiche di quegli split. In buona sostanza spaccheresti tutto, devi purtroppo acquistare un nuovo impianto.

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