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L’evoluzione della tecnologia 3 D attraverso la differenza di occhiali e le previsioni per il futuro.

L’idea di guardare il televisore con una dimensione in più risale già a tempi molto lontani, ed esattamente intorno all’anno 1920 cominciavano le prime sperimentazioni, riprese successivamente intorno agli anni ’70 quando si cominciarono ad usare degli occhiali con lenti bicolore, in grado di generare un effetto tridimensionale, naturalmente molto lontano da quello attuale.

Quello che rimane in comune rispetto ai primi televisori 3D, è l’utilizzo degli occhialini, che oggi passa attraverso due forme distinte dalla tecnologia, che può essere attiva e passiva.

Gli occhiali 3D con tecnologia passiva, definiti anche polarizzati, sono caratterizzati da lenti in grado di bloccare la luce percepita dall’occhio sinistro e dall’occhio destro. L’immagine proiettata sullo schermo è caratterizzata da due fotogrammi, visto che le riprese vengono effettuate da due diversi obbiettivi con diversa angolazione, per generare l’effetto di profondità. Gli occhi vedono due immagini diverse, con luce diverse ed il cervello istantaneamente genera una sola immagine che ci va vedere l’effetto tridimensionale. Questo tipo di occhiale è utilizzato esclusivamente nelle sale cinematografiche ed il loro costo è molto economico in confronto ad un occhiale a tecnologia attiva.

Gli occhiali 3D con tecnologia attiva, sono quelli utilizzati nei salotti di casa nostra e funzionato in sincronia con un trasmettitore che si trova nel televisore o nel lettore Blu-ray. In questo caso, in base all’effetto che l’immagine deve generare, il trasmettitore manda il segnale agli occhiali che bloccano alternativamente l’occhio sinistro e quello destro, così da sdoppiare l’immagine e generare l’effetto tridimensionale. In buona sostanza accade che vengono destinati fotogrammi diversi per l’occhio destro e l’occhio sinistro, e le lenti tendono ad oscurarsi evitando la visione da un occhio piuttosto che da un altro del video, tutto ciò in ad una velocità a noi impercettibile.

Il loro costo è parecchio elevato e funzionano con l’ausilio di batterie o in alcuni casi ricaricabili da una porta usb. I primi occhiali avevano un problema di sincronizzazione, tra le immagine e la chiusura delle lenti, provocando una visione disturbata e non perfetta dello schermo con sovrapposizione di  immagini, che comunque con gli attuali modelli è stata risolta.

La visualizzazione migliore del televisore con occhialini 3D è consigliata da seduto e non in posizione eretta per evitare il rischio del manifestarsi di vertigini. Una volta terminata la visione non bisogna più indossarli e il Ministero della Salute dichiara che la visione di film in formato tridimensionale non è indicata per bambini con età inferiore a sei anni.

La diffusione del 3D è avvenuta in pochissima tempo sull’onda di grandi successi cinematografici in tridimensionale, che ha spinto i grandi produttori ad accostarsi alle richieste dei consumatori entusiasmati da questo modo di visualizzare le immagini. Nell’arco di pochissimo tempo la tecnologia si è perfezionata facendo passi da giganti ed ancora in questo canale sono rivolti tanti investimenti che porteranno tante novità. Su alcuni piccoli, si sta cominciando a testare, aumentando la percezione della profondità l’effetto 3D, che al momento ha dei limiti di visualizzazione, chissà che in futuro non si possano avere televisori che non necessitano di occhiali.
 
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