Ipotetiche modifiche all’attuale normativa sulla garanzia dei beni di consumo entro la fine del 2011.
 
Un recentissimo incontro, avvenuto a Roma, organizzato dall’UNC ( Unione Nazionale Consumatori) al quale hanno partecipato esperti della materia, produttori e distributori, ha visto affrontare tematiche sull’attuale regolamentazione della garanzia e le modifiche che potrebbero essere attuate prima della fine dell’anno.

Tra le varie argomentazioni trattate ce ne sono alcune che se approvate, apporteranno un significativo cambiamento a vantaggio dei consumatori, con alcune riserve per alcuni passaggi.

Vediamo di analizzare i punti più importanti, partendo da un aspetto nato per avvantaggiare il cliente ma che in realtà, riteniamo no lo faccia, ovvero la decadenza del difetto di conformità nel momento in cui il bene viene visionato dal cliente all’atto dell’acquisto e sia prevedibile, in modo sommario, la mancanza del difetto.

Attualmente i prodotti vengono acquistati a scatola chiusa, ovvero presi a scaffale e portati alle casse. Questa modifica comporterebbe il diritto del consumatore a visionare il prodotto, con uno svantaggio sia per il rivenditore, obbligato ad organizzarsi per far testare i prodotti, sia per l’acquirente che si troverà ad immedesimarsi nei panni di un tecnico senza o con limitate conoscenze tecniche, per valutare la bontà del prodotto.

A tutto vantaggio del consumatore il probabile passaggio a dodici mesi del periodo entro il quale sarà il rivenditore a dover dimostrare la non esistenza del difetto di conformità. Con il passaggio di tale proposta l’attuale supergaranzia di sei mesi passerebbe a dodici.

Altro tema trattato interessa il periodo entro il quale, il bene in garanzia deve essere riconsegnato al cliente. La proposta prevede la riconsegna in compatibilità alla natura e destinazione finale del bene in tempi idonei e comunque non oltre i trenta giorni.

Anche la regolamentazione della riparazione dell’elettrodomestico è interessata da cambiamenti molto significativi ed importanti, atti a tutelare sempre più il consumatore finale. Due gli aspetti toccati nell’ipotesi di approvazione della proposta, ovvero i pezzi di ricambio utilizzati nella riparazione ed il periodo di garanzia. Il pezzo di ricambio utilizzato viene garantito per un ulteriore periodo di sei mesi, che decorrono dalla scadenza della garanzia del bene, contrariamente all’attuale garanzia che non disciplina in modo chiaro quest’aspetto. Mentre la garanzia stessa del bene si troverà ad essere sospesa per tutto il periodo necessario alla sua riparazione. Quindi il tempo trascorso presso un centro assistenza tecnico specializzato per effettuare le operazione di ripristino dell’elettrodomestico saranno recuperati allungando la data di scadenza naturale del bene.

 

 
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A fronte dell'acquisto di un nuovo elettrodomestico di uguale natura a quello posseduto, il distributore ha l'obbligo di ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura.
 
 
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Il 12 aprile 2014 entra in vigore il decreto legge n° 49 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 marzo del 2014, a conclusione del procedimento di attuazione della direttiva europea sul RAEE.
 
 
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Se diventiamo attenti osservatori possiamo notare che su alcuni elettrodomestici, sia della categoria del grande che del piccolo elettrodomestico, è applicato il marchio Imq.
 
 
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Spesso capita di sentirsi dire nel momento in cui si effettua il pagamento di un elettrodomestico, di conservare lo scontrino fiscale comprovante l’acquisto e di conservare la scatola, il tutto per usufruire della garanzia legale.
 
 
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Il decreto legge n° 63/2013, che come data ultima per la conversione in legge vedeva il 4 agosto 2013, è stato convertito definitivamente in legge, dal senato, giorno 1 agosto 2013.
 
 
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Dopo molti anni nei quali il settore delle televisioni non è stato regolamentato da apposite etichette energetiche indicanti il loro consumo, come avviene invece già da una decina di anni per il grande elettrodomestico, con l’entrata in vigore del regolamento comunitario anche loro hanno l’obbligo di esporre l’energy label.
 
 
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Entrata in vigore nel 1992, l’etichetta energetica ha rivoluzionato positivamente il mercato degli elettrodomestici, spingendo le aziende a produrre prodotti di elevata efficienza energetica. Sono oramai lontani i tempi in cui si vedevano nei negozi prodotti come lavabiancheria, frigoriferi o congelatori di classe C, D addirittura E ed F.
 
 
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Con il protocollo di Kyoto entrato in vigore nel 2005 ed il più recente accordo 20-20-20, ovvero riduzione del 20% delle emissioni di CO2, incremento del 20% della produzione di energia rinnovabile ed aumento del 20% dell’efficienza energetica, i governi si sono messi all’opera adottando un comportamento ecosostenibile al fine della salvaguardia del nostro pianeta.
 
 
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Assistiamo da alcuni anni, aggiungerei per fortuna, ed in modo sempre più attivo ed interessato, al tema ambientale. Tutelare l’ambiente che ci circonda è prerogativa inderogabile al fine di garantire la salvaguardia del nostro mondo.
 
 

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