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La funzione deumidificatore di un condizionatore e la temperatura che si può impostare.
 
Il condizionatore come ben noto riesce a raffreddare, riscaldare (nel caso della pompa di calore), ventilare ed a deumidificare. Nello specifico ci riferiamo alle modalità di funzionamento cui può essere impostato, precisando che quando è impostato in raffreddamento allo stesso tempo deumidifica.

In questo articolo ci focalizzeremo sulla modalità di deumidificazione in regime estivo, per quella in regime invernale ne abbiamo parlato nell’articolo sul limiti di funzionamento.

La funzione dry, in estate, viene molto spesso impiegata al posto di quella di raffreddamento, che come abbiamo ricordato al contempo deumidifica. Il funzionamento in sola deumidificazione, si concentra nel trattamento dell’aria al fine di privarla dell’acqua contenuta al suo interno, pertanto rendendo l’ ambiente più asciutto. A tale proposito è opportuno ricordare che le condizioni del benessere sono legate, oltre a quelle individuali, alla temperatura ambiente ed all’umidità, ovvero che ci sia un corretto equilibrio tra queste due, ad esempio un ambiente con 26° C e con una percentuale di umidità relativa del 50% restituisce una condizione di benessere, se invece la percentuale di umidità sale oltre il 65%, pur mantenendo la stessa temperatura si avverte disagio. Al contrario una stanza più fredda, ad esempio con 23 o 24 °C ed una umidità relativa intorno al 70% non costituisce una condizione favorevole e quindi di benessere per chi la vive.

I motivi che devono indurre all’utilizzo di una modalità di funzionamento: raffreddamento o deumidificazione, sono da ricondurre allo stato dell’ambiente, ovvero al soddisfacimento delle condizione del benessere che l’impianto è in grado di raggiungere. Di questo ce ne possiamo accorgere durante il regolare funzionamento dello split in raffreddamento, che nel momento in cui non rende l’ambiente particolarmente confortevole, possiamo evincerne un non corretto bilanciamento del rapporto tra aria fredda e eliminazione dell’umidità, che può essere ricondotto ad un non corretto dimensionamento dell’impianto. Se ad esempio la potenza è molto superiore a quella che l’ambiente necessita c’è il rischio che si raffreddi velocemente e non si deumidifichi allo stesso tempo e nella giusta quantità, quindi potremmo trovarci in presenza di una stanza molto fredda e molto umida.

Altra ragione è legata al consumo, che in alcuni modelli di condizionatore è inferiore a quello che si verifica nel regime di solo raffreddamento. Per tale aspetto è opportuno consultare la scheda tecnica del produttore, ove riportato.
Ad ogni modo a prescindere dalle ragioni che portano ad impiegare questa modalità di trattamento dell’aria, è opportuno conoscere alcuni aspetti, di tale funzionamento.

Il primo è legato al limite di funzionamento, che può essere variabile tra i differenti modelli e comunque orientativamente compreso tra i 16° C ed i 18° C, per quanto riguarda la temperatura interna e tra 10° C e 46° per quanto concerne l’esterno. Ciò significa che al di sotto di tale temperatura e questo avviene anche in regime invernale, la deumidificazione non avviene.

Altro aspetto è quello relativo alla temperatura, che mentre in regime di raffreddamento, vede la possibilità di impostarla a proprio piacimento, nell’arco indicato dalle caratteristiche del condizionatore, in tale modalità, non si può scegliere.

Su alcuni split, potremmo evincere la possibilità di abbassare o alzare la temperatura dal telecomando, dopo aver impostato la modalità di deumidificazione, tuttavia, tale regime non consente realmente di impostarla, anche se il telecomando ne consente lo scorrimento. Nella pratica invece, questo succede con tutti i condizionatori, nei quali solitamente è invece impostabile la velocità di ventilazione, solitamente su due livelli, uno basso ed uno più alto, la temperatura ambiente viene abbassata automaticamente di 1 o 2 ° C, creando comunque le condizioni per il benessere, avendo una umidità ridotta. L’abbassamento di solo qualche grado è la ragione di un diverso comportamento di due modelli uguali di condizionatore posizionati in stanze con dimensioni o carico termico differente, potremmo assistere ad al concretizzarsi di una temperatura diversa.

Ci sono dei casi in cui invece non è auspicabile impiegare la sola deumidificazione, in quanto al di sopra di una certa temperatura ambiente, orientativamente possiamo stabilire dai 30° C a salire, la sola deumidificazione non basta, anche se riduce al minimo l’umidità, a creare le condizioni per il benessere. Pensiamo ad esempio ad una abitazione sotto una mansarda, con una esposizione ad ovest, dove la temperatura diventa veramente calda, quindi con la probabilità di raggiungere anche i 40°C. In questa condizione è assolutamente necessario impiegare la modalità di raffreddamento, per abbassare la temperatura ed al contempo togliere l’umidità.

 

 
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