
L’installazione di un condizionatore d’aria fisso deve essere eseguita da un tecnico professionista abilitato, in possesso di un patentino specifico che autorizza l’operazione e consente di rilasciare la certificazione di installazione con le relative comunicazioni agli enti competenti. Un esperto installatore, una volta sul posto, riesce a valutare il miglior posizionamento del condizionatore in base alle condizioni che trova, anche per quanto riguarda l’unità esterna. Questa fase, in realtà, dovrebbe essere preceduta da un sopralluogo per identificare se esistono le condizioni adatte all’installazione. In molti casi, invece, la verifica preventiva non viene eseguita e il consumatore tende a fare valutazioni autonome, concentrandosi soprattutto sul posizionamento dello split interno, con particolare attenzione all’estetica finale. Tuttavia, la posizione dell’unità esterna non è un dettaglio secondario: influisce direttamente sul corretto funzionamento dell’impianto, sulla sua efficienza energetica, sulla durata dei componenti, sulla rumorosità percepita ed altro. Tutto questo spiega perché è importante scegliere la posizione giusta e perché, ancor prima di acquistare un impianto, sia fondamentale valutare con un tecnico o autonomamente dove collocare l’unità esterna, seguendo le indicazioni fornite in questo articolo.
Prima di analizzare quale sia la migliore collocazione per posizionare l'unità esterna del condizionatore, stabiliamo alcuni aspetti tecnici dell'installazione del motore che riguardano direttamente la posizione dell’unità. In questo paragrafo ci concentreremo solo su questi due aspetti fondamentali, perché sono quelli imprescindibili da considerare, mentre nel paragrafo successivo approfondiremo altri fattori importanti per ottenere il miglior risultato complessivo dell’installazione. Questi due aspetti riguardano la posizione in senso stretto e costituiscono la base su cui valutare correttamente dove collocare il motore del condizionatore. Nello specifico parliamo di distanza dei tubi e dal muro.
Molte installazioni di condizionatori fissi prevedono un posizionamento spalla a spalla, in cui l’unità esterna si trova esattamente allineata con lo split interno. Tuttavia, ci sono numerosi casi in cui questa corrispondenza non è possibile. In tali situazioni, tra i due componenti si crea una distanza che può variare sia in orizzontale sia in verticale. La domanda che sorge spontanea è: quale può essere la lunghezza massima dei tubi che collegano lo split all’unità esterna senza compromettere il funzionamento e l’efficienza dell’impianto?
Per rispondere alla domanda, va detto che l’unità esterna del condizionatore non deve essere necessariamente montata in corrispondenza dello split, ma può essere posizionata sia più in basso sia più in alto, a seconda delle esigenze specifiche dell’installazione. In questi casi si parla di distanza di dislivello e distanza di splittaggio tra unità interna ed esterna. Come determinare allora la distanza massima consentita? Non esiste un valore universale valido per tutti gli impianti, poiché ogni modello ha prestazioni tecniche diverse, riportate sulla scheda tecnica. È proprio qui che entra in gioco l’importanza di valutare attentamente questo aspetto tecnico: in caso di grandi distanze, prima di acquistare un impianto è fondamentale verificare i dati indicati dal produttore. Ad esempio, nella scheda tecnica qui riportata, di un condizionatore Mitsubishi, possiamo leggere, alla voce linee frigorifere, una lunghezza massima dei tubi di 20 metri e un dislivello massimo di 12 metri tra split e unità esterna, dati che offrono un chiaro riferimento pratico per progettare correttamente l’installazione.

Ora che abbiamo delineato come stabilire la distanza massima tra motore e split, passiamo a considerare la posizione dell’unità esterna in senso più generale. Non ci riferiamo ancora al punto ottimale in cui collocarla, che vedremo tra poco, ma piuttosto a come il motore deve essere sistemato per garantire le condizioni ideali di funzionamento dell’impianto.
Una corretta messa in opera, prevede che l'unità esterna del condizionatore venga posizionata su delle staffe perfettamente in bolla. Non si deve creare nessun tipo di pendenza che altrimenti nel corso del tempo potrebbe creare dei malfunzionamenti dell'impianto. Posizionare il motore del condizionatore in bolla consente all'acqua di condensa, di essere raccolta dal vassoio e confluire al centro di esso, dal quale poter uscire verso il condotto di scolo. Oltre al corretto livellamento è necessario che il motore sia anche a piombo, non ci devono essere delle inclinazioni verso avanti o verso dietro. Queste oltre a non consentire la raccolta della condensa, come spiegato, fa lavorare il compressore in una condizione che non è regolare e potrebbe dare origine a dei malfunzionamenti. Il motore del condizionatore fissato sulle staffe deve distare dalla parete per almeno 10 o 15 cm in modo tale da consentire un passaggio dell'aria in modo circolare per un corretto scambio termico.
Veniamo ora a come identificare la giusta posizione del motore del condizionatore. Per farlo dobbiamo tener presente il suo principio di funzionamento. Il condizionatore funziona a seconda del periodo dell’anno in modo differente: in inverno sottrae calore all’esterno portandolo dentro, mentre in estate cede il calore presente nella stanza verso l’esterno. Nel compiere tale azione, esternamente, la ventola dissipa l'aria. Nella valutazione inoltre va considerato che il suo impiego può coprire tutte le stagioni, conseguentemente è necessario trovare, se possibile, un compromesso di posizione, valido per tutto l'anno. In ogni caso il motore del condizionatore è costruito per stare all'esterno in tutte le condizioni! Ma vediamo uno per uno gli aspetti da considerare:
Come anticipato, il motore può funzionare all’esterno in tutte le condizioni, compresa l’esposizione al sole. Se l’impianto fosse utilizzato solo in inverno, sarebbe preferibile una posizione più calda, mentre per un uso esclusivamente estivo la scelta ideale sarebbe un luogo più fresco. In entrambi i casi, questo comporterebbe un vantaggio nello scambio termico durante il periodo di utilizzo. Tuttavia, l’esposizione ottimale può fare la differenza in termini di efficienza e durata dell’unità. Evitare i raggi solari diretti riduce lo stress termico sui componenti e, quando possibile, conviene sfruttare ombre naturali come balconi o alberi, oppure installare piccole protezioni come tettoie leggere, senza ostacolare la circolazione dell’aria. In questo modo il motore opera in condizioni più stabili, consumando meno energia e mantenendo prestazioni migliori nel tempo. In definitiva, se possibile, è preferibile scegliere una posizione che non lo esponga direttamente al sole, pur ricordando che anche con esposizione diretta l’unità è progettata per funzionare correttamente.
Altro fattore che è necessario considerare è il flusso dell'aria. Se il motore si trova in una zona soggetta a vento costante, è importante che esso non colpisca direttamente il ventilatore, perché potrebbe rallentarlo o, in casi estremi, se spinge in direzione contraria alla sua normale direzione, provocare malfunzionamenti o danni. Inoltre l’unità deve poter aspirare e scaricare aria liberamente, senza ostacoli, per dissipare efficacemente il calore prodotto. Barriere naturali o strutturali devono essere evitate fin quanto possibile, per evitare di ridurre l'efficienza dell'impianto.
Per garantire il corretto funzionamento e facilitare la manutenzione ordinaria, l’unità esterna dovrebbe idealmente avere un accesso comodo, ma se ciò non fosse possibile, è fondamentale assicurare almeno uno spazio libero sufficiente intorno. In generale, si consiglia di lasciare dai 30 ai 50 cm di distanza davanti e lateralmente. Questo spazio permette una corretta ventilazione, evita ristagni d’aria calda e facilita gli interventi tecnici e la pulizia periodica. Una posizione troppo angusta, oltre a poter compromettere l’efficienza dell’impianto, rende difficoltosi gli interventi di manutenzione e scoraggia la pulizia ordinaria.
La posizione dell’unità influisce anche sul livello di rumorosità percepita. È sconsigliato installarla in ambienti chiusi, vicino a spazi abitati dai vicini, accanto a materiali infiammabili o in zone anguste che amplificherebbero il rumore. L’uso di supporti antivibranti può ridurre la trasmissione delle vibrazioni al muro o al pavimento, migliorando il comfort acustico e proteggendo la struttura e i componenti meccanici dell’unità, garantendo un funzionamento più silenzioso e duraturo.
Ora che abbiamo analizzato tutti gli aspetti e siamo in grado di stabilire come scegliere dove posizionare l'unità esterna della pompa di calore, vediamo dei casi pratici negativi che si verificano nella realtà. Condizioni che vengono fuori da una posizione non corretta, sottovalutata in fase di installazione.
1) Ci troviamo in una zona ventosa ed il motore viene posizionato con la ventola frontalmente alla direzione naturale del vento, in questo caso lo scambio termico, per il cedimento di aria del climatizzatore, può essere rallentato per via della difficoltà della ventola di girare regolarmente, con una conseguente perdita di efficienza ed un aumento dei consumi. Una ventilazione molto forte e contraria al verso di rotazione della ventola può far usurare molto più velocemente del normale il motoventilatore;
2) Su un balcone il motore viene poggiato a terra senza utilizzare nessun tipo di supporto. I condizionatori a terra devono essere distanziati impiegando appositi supporti di fissaggio al pavimento. La distanza del condizionatore da terra deve essere tale da consentire anche di eseguire dei lavori di manutenzione, primo tra essi il controllo dello scolo della condensa. Inoltre il posizionamento a terra genera una maggiore rumorosità in quanto non adeguatamente isolati rispetto alla superficie dove poggiati, verso la quale scaricano delle vibrazioni. In ogni caso anche se si stabilisce un posizionamento a pavimento è necessario montarlo sulle staffe ad un altezza che ne possa garantire una pratica manutenzione;
3) Il motore del condizionatore viene fissato su un balcone senza inferriate ma con un parapetto in cemento al centro dello stesso. Viene installato correttamente su delle staffe, in basso, ovvero in una posizione che lo centra al centro della parapetto in muratura completamente chiuso. Una posizione dell'unità esterna certamente buona da un punto di vista estetico, da fuori non si vede niente! Ma questa condizione soprattutto se tra la ventola ed il muretto non c’è un’adeguata distanza impedisce una corretta espulsione dell’aria, che si trova una barriera davanti, riducendo lo scambio termico del motore. In pratica si può verificare una difficoltà o un rallentamento della cessione del calore all'esterno, che conseguentemente diminuisce la resa di raffreddamento dello split;
4) Ci troviamo in una circostanza uguale a quella precedente, fatta eccezione per la posizione non più centrale, ma all’angolo del balcone. In questo caso può capitare che si creino dei vortici d’aria che raccolgono nell’angolo rifiuti come foglie, carte e polveri, che possono essere risucchiate dalla ventola durante il funzionamento e danneggiarla o possono attaccarsi al condensatore creando una diminuzione di scambio termico.
In tutti questi casi si è verificata una predisposizione errata dell’unità esterna, che può compromettere il corretto funzionamento dell’impianto. Per ripristinare prestazioni ottimali, è necessario procedere con lo spostamento del motore del condizionatore.
Quando si tratta di rendere la casa più confortevole, la collocazione dell'unità esterna è un aspetto che non va trascurato. Vedremo quali fattori influenzano questa decisione e come puoi assicurarti di massimizzare il comfort e l'efficienza del sistema di climatizzazione. Nel video esploreremo cinque aspetti fondamentali per scegliere la posizione migliore per il motore del condizionatore d'aria.

Dopo aver analizzato i principali aspetti tecnici e le buone pratiche per posizionare correttamente l’unità esterna del condizionatore, è naturale che possano sorgere alcune domande frequenti. Qui rispondiamo alle più comuni.
Il motore non deve essere collocato in spazi chiusi o angusti che limitino il flusso d’aria, vicino a materiali infiammabili o fonti di calore, né in posizioni che possano ostacolare passaggi o compromettere la sicurezza.
L’unità esterna non deve essere installata direttamente sotto il balcone o la finestra del vicino per un’altezza di almeno 3 metri e deve mantenere una distanza di almeno 1,5 metri dai lati. In questo modo si evita di creare disturbo visivo o acustico e si rispetta il decoro architettonico dell’edificio, come previsto dal codice civile. È inoltre obbligatorio verificare eventuali divieti nel regolamento condominiale e le norme comunali, soprattutto negli edifici situati in centri storici.
La posizione ottimale è in un’area ben ventilata, parzialmente ombreggiata per ridurre lo stress termico, lontano da vento diretto e ostacoli naturali o strutturali. È importante mantenere spazio libero intorno per la ventilazione e la manutenzione, evitando zone che possano amplificare rumore o vibrazioni.
No, l’unità esterna non deve ostacolare percorsi pedonali o passaggi obbligati. Anche se tecnicamente può funzionare, una collocazione in un’area di passaggio può creare problemi di sicurezza, complicare la manutenzione e favorire danni accidentali all’apparecchio.
Sì, posizionare il motore in un’area ventilata e ombreggiata migliora lo scambio termico e riduce lo sforzo del compressore, diminuendo i consumi. Al contrario, esposizioni dirette al sole possono far lavorare l’unità più intensamente, aumentando il consumo energetico.
Sì, esistono indicazioni di legge. In generale, se l’unità esterna viene installata sotto il balcone o la finestra del vicino, deve evitare di ostacolare la visuale: è necessario lasciare almeno 3 metri di distanza verticale e 1,5 metri lateralmente. In questo modo si riducono disturbi visivi e acustici, rispettando anche il decoro architettonico previsto dal codice civile. Rimane comunque obbligatorio verificare eventuali divieti presenti nel regolamento condominiale o nelle norme comunali.
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