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Condizionatore portatile, perché la potenza termica in Kw non corrisponde ai btu/h e perché è importante capirlo per la scelta migliore.
 
Il condizionatore portatile come quello fisso,  si differenzia oltre che per le caratteristiche funzionali specifiche , che ogni singolo modello può vantare, per la capacità termica, ovvero, per dirla molto semplicemente, per la quantità di aria che riesce a erogare.

Tale capacità termica è indicata in Kw, la normativa che regolamenta l’energy label prevede questa unità di misura, anche se, più comunemente l’unità di misura  che restituisce immediatamente l’idea della potenza sono i btu/h.

Quindi se leggiamo l’energy label troviamo la potenza indicata in Kw, ma se prendiamo visione dei dati tecnici riportati sui cataloghi, sui siti ufficiali dei diversi produttori o dei rivenditori, troviamo accanto alla potenza in Kw quella in Btu/h.  Allo stesso modo in un negozio fisico nella maggior parte dei casi si fa riferimento ai btu/h ed anche sui prodotti, molte volte, si possono trovare degli adesivi che evidenziano i btu/h. Ricordiamo che per legge sul prodotto deve essere apposta l’energy label.

Fino qui niente di nuovo, se non fosse che da una attenta analisi dei modelli in commercio di molti produttori di condizionatori portatili, il confronto delle due potenze restituisce una dato differente. A tal proposito riportiamo un esempio, di un modello ripreso da un catalogo, dove è dichiarata come capacità nominale  la potenza di 2,85 Kw mentre per si parla di 12000 btu/h. Snocciolando 3,412 btu/h corrispondono ad 1 watt e 1000 watt sono 1 kw. Pertanto effettuando il passaggio abbiamo 12000 btu/h che divisi per 3,412 restituiscono  3516 watt, a loro volta divisi per 1000  otteniamo la potenza termica convertita in 3,5 kw, che non equivale al dato indicato di 2,85 Kw.

Ora effettuando il calcolo al contrario, partendo dalla potenza termica di 2,85 Kw per verificare i btu/h, avremo 2,85 per 1000 otteniamo 2850 watt e sapendo che 1 watt è uguale a 3,412 btu/h, dallo sviluppo dei due dati otteniamo una potenza termica di 9724 bth/h.
Ci troviamo pertanto difronte a due potenze diverse per lo stesso portatile e, si capisce bene, come questo dato, se non correttamente valutato possa essere fuorviante nello scegliere, in base ad un dimensionamento calcolato su un specifico ambiente, il condizionatore più adatto alle esigenze del caso.

Dal nostro punto di vista la potenza che bisogna tenere in considerazione è quella dichiarata in Kw termici sull’energy label, anche perché è lo strumento che il legislatore ha creato per consentire una valutazione dei dati riportati e calcolati secondo uno stesso metodo.

La presenza dei due dati è difatti riferita a due condizioni differenti, infatti la potenza in Kw si basa sul metodo di calcolo riportato nella normativa EN14511, mentre la potenza in btu/h è riferita alle prestazioni massime del gas refrigerante, che si verificano con una temperatura di 35°C ed una umidità relativa dell’80%.

Abbiamo riscontrato queste differenze nei condizionatori della De Longhi, Argo, Olimpia Splendid, differentemente per Qlima il dato è esatto mentre per Trotec è arrotondato quasi sempre per eccesso alla cifra tonda più vicina, ad esempio un 8871 btu/h è dichiarato 9000 btu/h.

 

 
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Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.
 
 
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Come è risaputo un condizionatore d’aria fisso, quindi parliamo degli split da parete, anche se i concetti che andremo ad esprimere possono riguardare anche altre tipologie di impianti, espellono acqua durante il loro funzionamento. Tale condizione è del tutto normale e deve verificarsi in modo regolare, altrimenti ci può essere qualcosa che non funziona correttamente.
 
 
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Installare un climatizzatore in fai da te non è possibile a meno che non si possiedano attrezzature e competenze tecniche necessarie. L’opera di installazione di un climatizzatore, così in generale e in maniera superficiale consiste nel collegare l’unità interna a quella esterna. Non c’è necessità, come alcune volte si pensa, di dover immettere del gas nel circuito frigorifero in quanto è già di fabbrica caricato del gas necessario per il suo funzionamento.
 
 
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Un climatizzatore, nella forma tradizionale si compone di due unità, quella interna e quella esterna.
 
 
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Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.
 
 
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In un'altra articolo abbiamo affrontato l’argomento inerente al limite di riscaldamento di un condizionatore durante il periodo invernale. In questa stesura ci occupiamo invece del suo limite nel mandare aria calda nella mezza stagione.
 
 

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