Modifiche apportate dall’attuazione del decreto n° 49 per lo smaltimento dei rifiuti speciali Raee.
 
Il 12 aprile 2014 entra in vigore il decreto legge n° 49 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 marzo del 2014, a conclusione del procedimento di attuazione della direttiva europea sul RAEE.

L’attuale decreto va ad ampliare quanto era stato stabilito precedentemente per la raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, per intenderci tutti gli elettrodomestici piccoli e grandi, riguardo alla regolamentazione “uno contro uno” ed all’espansione verso la disciplina “uno contro zero”.

La regolamentazione Raee, ha lo scopo di ridurre o prevenire l’impatto negativo della progettazione e della produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche e della gestione dei loro rifiuti. Allo stesso tempo ottimizzare l’uso delle risorse per conseguire uno sviluppo sostenibile.

Prima di passare alle novità apportate, ricordiamo che “uno contro uno” è l’obbligo da parte di tutti i rivenditori di ritirare gratuitamente i raee equivalenti, ovvero in concomitanza alla fornitura di un nuovo elettrodomestico l’obbligo del ritiro del vecchio, che ha svolto le stesse funzioni del prodotto venduto. Il ritiro avviene a titolo gratuito ed il rivenditore ha l’obbligo di pubblicizzare tale condizione all’interno del punto di vendita, negozio.

La nuova regolamentazione introduce due aspetti molto importanti a vantaggio del consumatore, ovvero la regolamentazione “uno contro zero” e una novità legata al web.

La prima consiste nell’obbligo di ritiro di un elettrodomestico di piccole dimensioni anche senza l’acquisto di uno nuovo. Il consumatore che vorrà pertanto disfarsi di un apparecchiatura elettrica ed elettronica, potrà farlo portandolo direttamente presso un punto di vendita, senza alcun obbligo di acquisto di una nuova apparecchiatura. Vengono tuttavia fissati dei paletti al fine che tale procedura possa essere effettuata, il primo riguarda le dimensioni dell’oggetto, il secondo quelle del negozio.

Potranno essere resi, a titolo gratuito, i piccoli elettrodomestici con una dimensione esterna inferiore ai 25 cm. Per fare qualche esempio rientrano taluni ferri da stiro, grattugie elettriche, tostiera, bilance elettroniche ed altro.

Potranno essere consegnati esclusivamente nei negozi aventi una superficie di almeno 400 metri quadrati.

Per consentire una rintracciabilità ed una indicazione corretta dell’appartenenza alla categoria Aee (apparecchiature elettriche ed elettroniche), il produttore ha l’obbligo di apporre sulla superficie dell’Aee o su una superficie raggiungibile dopo l’apertura di un coperchio o di una parte dell’apparecchiatura stessa, tutto senza la necessità di utilizzare degli utensili, il proprio marchio ed il simbolo che identifica il prodotto come un rifiuto speciale Raee. In caso di mancanza di spazio tali simbologie devono essere riportate sulla confezione e sulle istruzioni.

Per quanto riguarda i rivenditori sul web, questi hanno gli stessi obblighi del negozio fisico, pertanto devono indicare chiaramente il ritiro gratuito sul sito. Nel caso il rivenditore on-line non risiede nel territorio nazionale, deve effettuare l’iscrizione al Registro nazionale, personalmente o tramite un incaricato, in ogni caso deve esserci il responsabile del circuito di ritiro “uno contro uno” responsabile.

La vendita sul web, rientra nella vendita a distanza, nella quale rientrano anche la vendita effettuata tramite il mezzo televisivo. Per entrambi devono essere dichiarati chiaramente i punti di raccolta presso i quali conferire il Raee equivalente, senza costi aggiuntivi di quelli che ragionevolmente ci si possa aspettare da una vendita sul posto o indicare le modalità di ritiro presso il luogo di consegna, a titolo gratuito e senza costi aggiuntivi di quelli che ragionevolmente ci si possa aspettare da una vendita sul posto. Questo presupposto è fondamentale al fine della regolarità del contratto di vendita.

 

 
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Il 12 aprile 2014 entra in vigore il decreto legge n° 49 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 marzo del 2014, a conclusione del procedimento di attuazione della direttiva europea sul RAEE.
 
 
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Se diventiamo attenti osservatori possiamo notare che su alcuni elettrodomestici, sia della categoria del grande che del piccolo elettrodomestico, è applicato il marchio Imq.
 
 
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Spesso capita di sentirsi dire nel momento in cui si effettua il pagamento di un elettrodomestico, di conservare lo scontrino fiscale comprovante l’acquisto e di conservare la scatola, il tutto per usufruire della garanzia legale.
 
 
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Il decreto legge n° 63/2013, che come data ultima per la conversione in legge vedeva il 4 agosto 2013, è stato convertito definitivamente in legge, dal senato, giorno 1 agosto 2013.
 
 
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Dopo molti anni nei quali il settore delle televisioni non è stato regolamentato da apposite etichette energetiche indicanti il loro consumo, come avviene invece già da una decina di anni per il grande elettrodomestico, con l’entrata in vigore del regolamento comunitario anche loro hanno l’obbligo di esporre l’energy label.
 
 
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Entrata in vigore nel 1992, l’etichetta energetica ha rivoluzionato positivamente il mercato degli elettrodomestici, spingendo le aziende a produrre prodotti di elevata efficienza energetica. Sono oramai lontani i tempi in cui si vedevano nei negozi prodotti come lavabiancheria, frigoriferi o congelatori di classe C, D addirittura E ed F.
 
 
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Con il protocollo di Kyoto entrato in vigore nel 2005 ed il più recente accordo 20-20-20, ovvero riduzione del 20% delle emissioni di CO2, incremento del 20% della produzione di energia rinnovabile ed aumento del 20% dell’efficienza energetica, i governi si sono messi all’opera adottando un comportamento ecosostenibile al fine della salvaguardia del nostro pianeta.
 
 
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Assistiamo da alcuni anni, aggiungerei per fortuna, ed in modo sempre più attivo ed interessato, al tema ambientale. Tutelare l’ambiente che ci circonda è prerogativa inderogabile al fine di garantire la salvaguardia del nostro mondo.
 
 
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Il vecchio elettrodomestico obsoleto può essere rottamato con uno nuovo a basso impatto ambientale e con consumi ridotti. Dal 25 aprile sono infatti disponibili trecento milioni di euro suddivisi in più categorie.
 
 

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