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Premessa generale sulla struttura di una lavasciuga, funzionamento e tecnologia

 
In base alla struttura la lavasciuga si può distinguere tra modelli con carica frontale di dimensioni standard, big o con dimensioni ridotte. Pertanto sul mercato possiamo trovarne una varietà tale da poter soddisfare in larga parte le diverse esigenze di spazio. Chiaramente la differenza di dimensioni influisce sulla grandezza del cestello e conseguentemente sulla capacità di carico.

Oltre ai convenzionali modelli con la carica frontale, fino a qualche tempo fa erano commercializzati anche dei modelli con la carica dall’alto, tuttavia non hanno avuto una grande diffusione e la produzione limitata a pochi produttori, e diventata nulla per motivazioni di mercato.

Diversamente dalla lavatrice, la lavasciuga riesce oltre che a lavare gli indumenti ad asciugarli. Il funzionamento di una lavasciuga è scisso in due parti, la prima prevede lo svolgimento del ciclo di lavaggio, quindi si imposta tra i vari programmi disponibili, quello più adatto alle esigenze del caso, proprio come una lavatrice, e solo successivamente ed al termine dello stesso si può impostare il ciclo di asciugatura. Le due fasi sono separate ed indipendenti anche se nei diversi modelli sono disponibili dei programmi consequenziali, che automaticamente al termine del ciclo di lavaggio proseguono con quello di asciugatura.

Le lavasciuga possono disporre di due diverse tecnologie per produrre il calore necessario per consentire l’evaporazione dell’acqua, presente nei tessuti, al termine del ciclo di lavaggio, e consentirne l’asciugatura. Il primo lo potremmo definire con resistenza elettrica mentre il secondo è quello con la pompa di calore.

La resistenza di asciugatura, che non ha niente a che vedere con la resistenza di riscaldamento dell’acqua, è posizionata solitamente sopra la vasca ed inserita in un “contenitore” in alluminio, ermeticamente chiuso, all’interno del quale una ventola ha la funzione di spingere l’aria calda, attraverso un condotto, e farla confluire all’interno del cestello. Qui per effetto dell’aumentare della temperatura l’acqua presente nel tessuti vaporizza, il vapore una volta indirizzato al di fuori del cestello e per poter essere evacuato deve essere condensato in acqua. A tal proposito esistono due differenti sistemi per la condensazione, ovvero quella ad acqua e quella ad aria. Il processo prevede l’immissione di aria o di acqua, che sono ad una temperatura più bassa rispetto al vapore, il loro incontro fa si che il vapore si trasformi in acqua e possa essere eliminata. Il sistema ad acqua è quello più diffuso, impiega meno tempo per terminare il processo e incide sul consumo di acqua complessivo per ciclo, quantità deducibile dall’energy label.

La pompa di calore, è la tecnologia che consente di produrre aria calda tramite un processo di scambio termico, è la tecnologia ampiamente utilizzata nelle asciugatrici e che oramai si è consolidata, togliendo quasi totalmente spazio alle asciugatrici con resistenza elettrica, destinate probabilmente a sparire.

Differenza sostanziale tra le due tecnologie è il consumo energetico, di gran lunga inferiore nella seconda, che attualmente però ha un costo di acquisto superiore. Il sistema della pompa di calore è più costoso, in quanto diversamente dal primo che conta sull’impiego di una resistenza, di una ventola e di un sistema di condensazione dell’umidità, è caratterizzato dall’impiego di un compressore, un circuito refrigerante, il gas refrigerante ed altro.

Lavasciuga a carica frontale

Ha la medesima conformazione estetica di una lavatrice, esternamente non cambia assolutamente nulla fatta eccezione per la presenza o di una manopola aggiuntiva per la programmazione dei cicli di asciugatura o per l’implementazione di tali cicli nella manopola della programmazione classica dei lavaggi, o impostazioni digitali. Anche con la lavasciuga possiamo distinguere differenti dimensioni, che spesso equivalgono ad altrettante capacità di carico. Nello specifico:

1) Lavasciuga standard, il suo ingombro rimane fisso sui 60 cm di larghezza e 85 cm di altezza mentre la profondità solitamente varia dai 52 ai 60 cm. Larghezza ed altezza possono variare da modello a modello in ragione massima di mezzo centimetro in larghezza ed 1 cm per l’altezza;
2) Lavasciuga compatta o slim, ha le stesse dimensioni della standard fatta eccezione per la profondità che varia 40 ai 45 cm;
3) Lavasciuga big, ha le stesse dimensioni della standard fatta eccezione per la profondità che supera i 60 cm.

Lavasciuga a carica frontale

1) Lavasciuga con carica dall’alto, ha la stessa conformazione di una lavatrice, pertanto con 40 cm di larghezza, 60 cm di profondità ed 85 cm di altezza.

Capacità di carico

Per quanto riguarda la capacità di carico bisogna fare una distinzione tra la portata di lavaggio e quella di asciugatura, difatti quando si parla di lavasciuga si assiste a delle indicazioni del tipo 9+6, 8+5, 10+7, 7+5, 6+5, 12+8 ed altro. Tale indicazioni equivale a dire che il cestello può lavare una quantità di bucato pari al primo numero, mentre ha la capacità di asciugarne una quantità pari al secondo numero. Pertanto bisogna considerare che non è possibile asciugare un carico pari alla portata massima del lavaggio, ma bisogna attenersi alla portata in asciugatura indicata ed in particolar modo bisogna attenersi alle indicazioni riportate sul libretto delle istruzioni, che in base al ciclo di lavaggio e asciugatura possono indicare della quantità massime inferiori a quelle che sono indicate come portata massima della lavasciuga in generale.

L'importanza della centrifuga e in che termini incide sul risultato finale dell'asciugatura.

Un aspetto particolarmente importante nella lavasciuga è quello della centrifuga, che influisce in modo considerevole sul ciclo di asciugatura, difatti i tessuti per essere asciugati al meglio devono preventivamente essere centrifugati per eliminare la maggiore quantità di acqua possibile. A differenza della lavatrici per le quali si trovano modelli con velocità di centrifuga di 600 giri, per le lavasciuga di base il numero di giri è dai 1000 giri in su, questo proprio per indicare la necessità di centrifugare prima di asciugare. Pertanto sebbene una lavasciuga è dotata di un selettore per modificare il numero dei giri, quindi portarli al minimo o addirittura eliminarla, tale prassi è preferibile effettuarla quando si intende stendere i tessuti, diversamente bisogna effettuare una centrifuga consistente.

Riportiamo di seguito una tabella che indica in base ai giri di centrifuga, l’acqua che residua al termine di un ciclo di lavaggio in base ai giri impiegati.

Grafico percentuale umidità residua per giri di centrifuga.

Da questo si può dedurre quanto sia importante una minore umidità residua per agevolare il processo di asciugatura, i tempi ed i consumi energetici.

Classe di efficienza energetica

Indipendentemente dalle caratteristiche tecniche che ogni modello di lavasciuga può vantare, quindi programmi specifici per determinati tessuti, opzioni di lavaggio varie, estetica più o meno integrabile con l’ambiente di destinazione, è di basilare importanza nello scegliere il modello da acquistare valutare l’efficienza energetica.
Come ben noto tale efficienza è indicata sull’energy label, che diversamente dagli altri elettrodomestici, non è stata modificata e rimane ancorata a quelli che sono i canoni, che potremmo dire oramai superati, della sua prima stesura normativa. La classe energetica viene identificata dalle lettere che vanno dalla A (alta efficienza) e la G (scarsa efficienza).

Come leggere l’energy label

Divisa in due colonne indica la classe sia nel funzionamento in lavaggio ed asciugatura che nel solo lavaggio. Questo consente una valutazione molto precisa dell'impiego nelle due differenti modalità.

energy label lavasciuga.

Maggiori dettagli per approfondire quella di altri elettrodomestici sono disponibili nella pagina Energy label. Confronto vecchia e nuova Energy Label lavasciuga.

Articolo aggiornato: mercoledì 30 dicembre 2020

 
 
 
 
 
 
Commenti recenti
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Luca da Arluno giorno 30/12/2020
Ciao, innanzitutto grazie per le vostre guide e consigli, sono veramente utili. Volvo chiedere una cosa importante sulle lavasciuga: asciugano con pompa di calore o con la resistenza? Perché sui siti leggo che sono a pompa di calore, poi alla Mediaworld mi hanno detto che non hanno la pompa di calore, altri negozi mi hanno detto di sì... e io non so più cosa credere.
 
Icona elettro-domestici.com
 
Buongiorno Luca, allo stato attuale la maggior parte delle lavasciuga asciugano con la resistenza elettrica; ci sono dei marchi che sono promossi come pompa di calore, ma poi guardando nelle specifiche non se ne fa più riferimento trovando invece indicazioni di tecnologie che non lasciano capire di cosa si tratti. Per capire la tecnologia, a parte aprire la macchina e vedere che c’è dentro, puoi fare riferimento all’energy label guardando il dato del consumo di acqua, che è indicativo.

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Rimasta invariata fin dalla prima stesura, l’Energy Label della lavasciuga viene completamente modificata, resta in linea, ovviamente, con quella degli altri elettrodomestici, ma rispetto alla precedente e altra cosa.
 
 
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Come ben sappiamo la direttiva 92/75/CEE del 22 settembre del 1992, stabilisce i criteri sull’etichettatura energetica degli elettrodomestici. Tra queste vi è anche quella relativa alla lavasciuga, che diversamente da quelle di altri elettrodomestici, non ha subito dei cambiamenti, con l’entrata in vigore della nuova, a partire da giorno 1 gennaio del 2013.
 
 
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La tecnologia di riscaldamento della lavasciuga in pompa di calore ed a resistenza elettrica, sono differenti, così anche i consumi sia di energia elettrica che di acqua. Per valutarne la differenza prima di effettuare l’acquisto basta semplicemente leggere i dati riportati sull’energy label, ed in modo particolare soffermarsi su quello del consumo elettrico e dell’acqua.
 
 
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Capita molto spesso di sentire parlare di sonda nct della lavatrice e questo capita sovente quando siamo in presenza di un malfunzionamento della macchina. Nello specifico, ma non sempre, al cospetto di un difetto associato al riscaldamento dell’acqua.
 
 
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Avevamo già messo a confronto in un precedente articolo, ed evidenziato come a parità di classe energetica e capacità di carico, due lavasciuga in realtà possono avere un consumo differente.
 
 
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Il sistema utilizzato dalla lavasciuga per produrre aria calda è basato sull’impiego di una resistenza elettrica, che una volta surriscaldatasi e con l’ausilio di un sistema di ventilazione immette il flusso di aria calda nel cestello, consentendo all’umidità dei tessuti di essere estratta.
 
 
 
 
 
 
 

 
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