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La scelta della cucina e i vari modelli che propone il mercato.
 

La scelta di una cucina oltre ad essere legata all'estetica, ideale ad una ottimale integrazione con l'ambiente, dipende anche dalle caratteristiche tecniche, come il numero di fuochi, la presenza delle piastre elettriche, l'accensione elettronica, la valvola di sicurezza, il forno a gas o elettrico, le dimensioni, da 60 cm o da 90 cm, ed in ultimo con porta bombola o tutto forno. Prima di andare ad analizzare le caratteristiche principali, facciamo una distinzione delle cucine in base alla loro struttura, così da avere un quadro rappresentativo di cosa il mercato propone. La catalogazione delle cucine libere da installazione può essere fatta in base alle dimensioni, distinguiamo cucine con differenti misure, con un’altezza comune intorno ad 85/90 cm, e nello specifico:

1) 45 x 45, ci sono poche cucine con questa dimensione, in realtà è un cucinino solitamente con 4 fuochi a gas e lo spazio per contenere la bombola, non è dotato di forno. Il suo utilizzo è valido per piccoli spazi e per chi non deve preparare grandi pranzi, le dimensioni contenute del piano, rendono l’impiego contemporaneo di due tegami difficoltoso o non fattibile se di grandi dimensioni.

2) 50 x 50/60, è abbastanza diffusa ed è solitamente una cucina economica nelle rifiniture e nel prezzo, il piano ha quattro fuochi a gas, mentre sotto c’è il forno, che a seconda del modello può essere sia a gas che elettrico. Anche in questo caso il piano non è particolarmente grande, di fabbrica è solitamente predisposta per il gas metano, all’interno sono in dotazione gli ugelli per il gpl.

3) 60 x 60/50, su questa fascia si trovano linee economiche, nelle rifiniture e nel prezzo, ma anche linee molto rifinite e più costose. Il piano è decisamente più grande e comodo, con quattro fuochi a gas standard ed in alcuni casi il quarto fuoco è una tripla corona. Il forno nella maggior parte dei casi è elettrico ventilato, si trova comunque anche statico ed a gas. Predisposta a gas metano si può effettuare la trasformazione per il gpl.

4) 80 x 50, sono delle linee economiche di cucine, non particolarmente rifinite, con diverse combinazioni tra piano e forno. Il piano può essere a quattro fuochi a gas più due piastre elettriche, o al posto delle piastre c’è la tripla corona al centro. Il forno può essere piccolo, sia a gas che elettrico con accanto il porta bombola. Le combinazioni solitamente sono: forno elettrico associato alla presenza delle piastre o forno a gas se non ci sono le piastre elettriche. Alcuni modelli sono con forno grande, senza porta bombola, nella versione sia a gas che elettrico.

5) 70 x 60/50, cucine rifinite molto bene da integrarsi con la cucina componibile in modo armonioso ed elegante. Il piano è solitamente a 5 fuochi a gas, di cui il quinto fuoco è la tripla corona, prodotta sia con forno a gas che elettrico statico o ventilato, predisposta a metano e trasformabile a gpl.

6) 90 x 60, è la cucina più diffusa e venduta, con una varietà di modelli di forma e colore differente, si riescono ad integrare perfettamente nella cucina componibile. Anche qui il piano può essere con solo fuochi, quattro più la tripla corona o la pesciera, o le piastre elettriche. Il forno standard con porta bombola o tutto forno, sia a gas che elettrico.

7) 90 x 50, è una misura oramai poco diffusa, che è prodotta sempre meno e da poche industrie. La sua diffusione si riconduce a parecchi anni fa quando la misura delle cucine componibili era di 50 cm in profondità.

8) 100 x 60, solitamente linee professionali con quattro fuochi più tripla corona e maxiforno elettrico multifunzione.

I fuochi di una cucina sono solitamente divisi in: uno piccolo, due medi, il quarto grande ed infine il quinto fuoco, che può essere una pesciera o una tripla corona.

Dotazioni più e meno consolidate con il tempo nella cucina

Fino a qualche anno fa due dotazioni tecniche, considerate optional, quali l’accensione elettronica e la valvola di sicurezza, sono diventate, oggi, caratteristiche insite nel prodotto. Per essere più precisi una normativa abbastanza recente ha introdotto l’obbligo per i produttori di dotare le cucine della valvola di sicurezza gas, non possono essere quindi commercializzate cucine o piani cottura che ne sono sprovvisti. Per l’accensione elettronica non è obbligatoria ma è presente sulla maggior parte delle cucine. L’accensione elettronica può essere integrata alla manopola o ci può essere un apposito pulsante che va premuto per attivarla.

Le piastre elettriche nelle cucine, un tempo molto richieste sono sempre meno presenti, il loro utilizzo è spesso molto limitato, quindi sempre meno proposte.

Tipi di forno e diversità della cottura

A prescindere dalla grandezza, dalla linea e dal colore, le cucine si distinguono in base al tipo di forno, che può essere di quattro tipi: elettrico, elettrico multifunzione, a gas ed a gas ventilato.

Il forno statico è formato dalla cavità all’interno della quale ci sono due resistenze elettriche, una posta al cielo e l’altra alla base del forno. Il programmatore permette di farle funzionare contemporaneamente o in modo singolo e differenziato.

Il forno multifunzione è come lo statico con l’aggiunta di una ventola posta sul fondo della cavità del forno, dietro la quale c’è una resistenza circolare. Il programmatore consente di fare diversi abbinamenti con il funzionamento delle resistenze elettriche permettendo di cuocere in modo specifico le varie pietanze.

Il forno a gas ha nella sua cavità un fornello sotto la base del forno e dipende dai modelli la parte superiore può essere elettrica o a gas. Solitamente è elettrica consente di terminare la cottura effettuando la doratura finale. Il calore durante la cottura viene generato dal fuoco a gas.

Il forno a gas ventilato, è di nuova produzione, non commercializzato da molte aziende ed ha la particolarità di avere al suo interno una ventola, posta sul retro della cavità del forno, che consente una circolazione ed una uniformità del calore nel forno.

Con funzionamento a gas o elettrico sono entrambi funzionali, con delle differenze di modalità di cottura e di consumo a vantaggio del forno a gas con il quale si risparmia.

La cottura a gas tradizionale, è una cottura a fiamma viva, molto aggressiva e non uniforme, in quanto il calore giunge dal fondo del forno, l'alimento viene invaso dal calore in maniera diretta dalla parte inferiore, mentre il calore giunge nella parte superiore in modo indiretto e meno forte. Nel ventilato questo problema viene superato.

Il forno elettrico ha invece una cottura uniforme, due resistenze elettriche, una posta sotto la base e l'altra al cielo del forno, funzionano contemporaneamente nella fase di cottura, garantendo così una diffusione del calore omogenea ed un impatto con l'alimento con uguale intensità. Nel ventilato l’uniformità del calore è ancora superiore e la diffusione in circolo continuo permette di cucinare su due ripiano contemporaneamente senza dover spostare le teglie.

Come leggere l’energy label

Nello specifico della tabella, dall'alto verso il basso, la prima lettera indica la classe di appartenenza, poi è indicato il consumo nella funzionalità statica ed a seguire ventilata, la capacità del forno in litri ed infine a quale categoria appartiene il forno come grandezza. La tabella si trova ed è valida solo per le cucine con il forno elettrico, il forno a gas non è soggetto alla catalogazioni dei consumi.

Energy label cucina.

Maggiori dettagli sono disponibili nella pagina Energy label.

Articolo aggiornato: martedì 7 aprile 2020

 

 
articoli sul tema:
 
 
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La perdita di gas nella parte interna di un piano di cottura, di una cucina a libera installazione o nella parte che interessa il forno a gas, è una circostanza che non si verifica frequentemente, ma succede, il più delle volta quando sono trascorsi alcuni anni dall’acquisto.
 
 
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Utilizzando il gas per il loro funzionamento, nel corso del tempo un piano di cottura, una cucina a libera installazione o il forno, potrebbero manifestare una perdita di gas. Ovviamente questo non è scontato che succeda, anzi nella maggior parte dei casi l’elettrodomestico, giunge a fine vita per altri malfunzionamenti senza manifestare difetti di questo tipo.
 
 
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Giorno 1 marzo 2021 è la data che vede l’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica di alcuni elettrodomestici, tra i quali la lavastoviglie, che la vede oggetto di modifiche.
 
 
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La procedura di montaggio di un lavello è uguale per tutte le cucine, quello di cui abbiamo bisogno sono i pezzi e gli accessori che sono in dotazione ed il miscelatore.
 
 
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Abbiamo visto in un articolo precedente come procedere nell’installazione di una cappa filtrante a parete per cucina, ovvero il modello che si aggancia alla parete e nella parte superiore è presente una colonna o tubo puramente estetico.
 
 
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In fase di riparazione o di manutenzione di un elettrodomestico, ci si può trovare in presenza di una o più viti, che cercando di svitarle, a causa di alterazioni della loro condizione, ruggine, sostanze varie ed altro, hanno subito un attaccamento forte che non ci consente di farlo.
 
 
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Abbiamo visto in un articolo precedente, come una o più manopole del piano di cottura possono essere responsabili della mancata generazione della scintilla sul piano di cottura o della cucina a libera installazione.
 
 
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Per eseguire una riparazione del piano di cottura è necessario accedere al suo interno, dove risiedono i componenti che ne consento il funzionamento, così se c’è un guasto ad una candeletta, ad una termocoppia, una perdita, un difetto ad un manopola ed altro dobbiamo necessariamente aprirlo.
 
 
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Abbiamo già affrontato il tema del malfunzionamento del piezoelettrico, relativamente a quando non riesce ad attivare una candeletta in quanto da sostituire oppure, di quando, sebbene non premiamo i pomelli, si attiva da solo su tutti i fornelli.
 
 
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Adalberto da Sesto Calende giorno 07/04/2020
Buongiorno, mentre smontavo l'ugello del gas nella mia cucina l'ho rotto e non sò come estrarlo per metterne un altro. Ha qualche suggerimento?
 
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Buongiorno Adalberto, hai rotto la testa? Dovresti trovare un cacciavite a taglio della misura esatta ad infilarsi ed incastrarsi all’interno del vuoto che è rimasto, in modo che riesce a girarlo, magari metti un po’ di disincrostante.

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