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Quando ci si trova davanti ad un guasto su un elettrodomestico che impiega la tecnologia inverter, non è possibile determinare in modo esatto e rapido se tale anomalia dipenda dal sistema inverter o da altre componenti del prodotto.
 
In presenza di ambienti particolarmente grandi da climatizzare, un solo climatizzatore di potenza elevata può non essere sufficiente.
 
Prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica, per i condizionatori d’aria split, il calcolo della classe di efficienza veniva effettuato senza tenere in considerazioni la modulazione della potenza (climatizzatore inverter) e la temperatura esterna ed interna dell’area geografica di installazione del condizionatore.
 
L’1 gennaio del 2013 è entrata in vigore la normativa che impone l’obbligo di utilizzare una specifica energy label per i climatizzatori domestici fino ad una potenza di 12 Kw.
 
Nella scelta di un climatizzatore d’aria, una delle domande che spesso ci si pone è quale sia la scelta migliore tra un climatizzatore on off ed uno con tecnologia inverter. Abbiamo già esposto in altri articoli la chiara ed indiscussa superiorità dei climatizzatori inverter, ed oggi vediamo per l’appunto l’affermarsi di tale tecnologia e la relativa scomparsa dei climatizzatori on off.
 
In linea generale il dimensionamento di un impianto di climatizzazione consiste nell’identificare la potenza termica di cui necessita l’ambiente, in cui deve essere installato, per essere climatizzato.
 
Un impianto di climatizzazione può essere considerato come un insieme di elementi in grado di generare del benessere. Infatti con la sua capacità di variare le condizioni dell’aria nel quale è posizionato, rende l’ambiente confortevole aumentando la sensazione di benessere.
 
L’entrata in vigore della nuova energy label per l’etichettatura energetica dei climatizzatori, ha imposto il cambiamento di parecchi dei metodi, precedentemente utilizzati per valutarne i dati tecnici, ed anche l’obbligo di dichiarare altri dati tecnici precedentemente omessi.
 
Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento delegato (ue) n. 626/2011, sulla catalogazione energetica dei climatizzatori d’aria, cambia il metodo di calcolo delle prestazioni dei climatizzatori d’aria reversibili (fatta eccezione per quelli a singolo e doppio condotto) e solo raffreddamento e solo riscaldamento.
 
Una forte convergenza, da parte di tutti i produttori di climatizzatori fissi, si è concretizzata nell’impiegare, nella loro produzione, la tecnologia inverter, che invece è poco impiegata nella costruzione di condizionatori portatili.
 
Ancor prima che si assistesse allo sviluppo della rete ed alla diffusione capillare di apparecchiature capaci di collegarsi ed interagire con essa, già qualche azienda stava studiando il modo di poter controllare a distanza il climatizzatore split. Si parlava di una tecnologia che grazia all’invio di un sms, riusciva ad attivare il suo funzionamento.
 
Tra le funzioni, che orami sono divenute di base, e quindi presenti in tutti o comunque nella maggior parte dei climatizzatore d’aria, troviamo quella del timer.
 
Il gas R22 impiegato per i vecchi impianti di climatizzazione, come stabilito da una normativa europea è stato messo al bando già da alcuni anni, a causa della presenza di sostanze gassose lesive per l’ozono.
 
Una delle componenti più importanti del climatizzatore d’aria è il compressore, che ha la funzione di comprimere e mandare in circolo il gas refrigerante, consentendo il funzionamento del sistema aria condizionata.
 
Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.
 
Abbiamo, già, in altri articoli affrontato l’argomento, stabilendo dei parametri utili per la determinazione della potenza termica, di un climatizzatore, necessaria al raffreddamento ed al riscaldamento di un ambienteò.
 
Per contrastare l’elevata concentrazione di umidità in un ambiente domestico, si può utilizzare un deumidificatore, che nasce in modo specifico per questo scopo, o un climatizzatore d’aria, che oltre a deumidificare riesce a rinfrescare o a riscaldare il locale.
 
Una delle valutazioni che bisogna effettuare nella scelta tra un climatizzatore multisplit ed altrettanti monosplit, oltre a quelle che abbiamo già affrontato nell’articolo "climatizzatore mono split o multi split", è il consumo energetico.
 
L’installazione di un climatizzatore, vagliate le condizioni tecniche necessarie per una corretta messa in opera, necessita nei casi in cui si abiti in un condominio o in una condizione di vicinato, del rispetto di alcune leggi e regolamenti che ne disciplinano le condizioni per l’installazione.
 
Cambia il panorama dell’etichettatura energetica dei climatizzatori d’aria e diversamente da quanto avveniva con la vecchia, che uniformava tutti i climatizzatori in modo indistinto senza considerare la tecnologia, la nuova normativa, che entra in vigore giorno 1 gennaio del 2013, distingue le diverse tecnologie.
 
Per i climatizzatori d’aria split, destinati al solo raffreddamento, l’energy label cambia volto a partire dall’1 gennaio del 2013. Il cambio dell’etichettatura è mosso dall’esigenza, da parte del legislatore, di mettere in evidenza i miglioramenti delle prestazioni, riferite al consumo energetico, al fine di rendere il consumatore consapevole delle differenze tra i vari prodotti in commercio, e conseguentemente, su tale spinta, ridurre il consumo globale di energia elettrica.
 
Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.
 
Il climatizzatore può essere considerato come un apparecchio in grado di produrre benessere, ci aiuta nella stagione estiva a raffreddare l’ambiente ed eliminare l’umidità, mentre d’inverno a riscaldare le nostre abitazioni, non tutti però sono uguali e, non tutti possiedono le stesse funzioni.
 
Oltre alle funzione che di base troviamo in un climatizzatore d’aria: raffreddamento, riscaldamento, deumidificazione e ventilazione, ce n’è un’altra che è presente in quasi tutti i climatizzatori, la funzione notturna, conosciuta più comunemente con il nome “sleep”. La funzione è indicata da un tasto con il simbolo di una mezza luna o di stelle o entrambe, o la scritta sul tasto “sleep”.
 
 
Condizionamento in generale, cos'è e come funziona
Contrariamente all'idea generale, il climatizzatore non ha la capacità di produrre aria fredda o calda, ma sfruttando dei principi di fisica riesce a sottrarre calore all’ambiente per veicolarlo in un'altro. Conseguentemente d'estate sottrae calore dall'interno del locale e lo veicola all'esterno (raffreddamento del locale), d'inverno sottrae del calore all'esterno portandolo all'interno (riscaldamento del locale). Il climatizzatore, ha anche la straordinaria caratteristica di riuscire durante la fase del raffreddamento a deumidificare l'ambiente, generando così una condizione di totale benessere. In base alla loro struttura i climatizzatori vengono divisi in due grandi categorie, fissi e portatili, che a loro volta si dividono ulteriormente in altre sotto categorie.

Climatizzatori fissi

A questa categoria appartengono tutti quei climatizzatori che necessitano di essere installati e che una volta collocati in una posizione non si possono spostare, salvo con l’intervento di un tecnico specializzato che ne effettui la disinstallazione e la nuova installazione. I climatizzatori fissi possono essere di due tipi:

1) Split, nella forma base, è composto da due unità, una interna (split) ed una esterna (motore), che unite tra di loro, tramite una apposita tubatura, sono in grado di rinfrescare una ambiente (solo freddo) o rinfrescare e riscaldare un ambiente (pompa di calore). La famiglia dei climatizzatori split, si divide a sua volta in più varianti in funzione di quanti split possono essere collegati al motore in:

Mono split, una unità interna collegata al motore;
Dual split, due unità interne collegate al motore;
Trial split, tre interne collegate al motore;
Quadri split, quattro unità interne collegate al motore;
Multi split, più di quattro unità interne collegate al motore;

L’unità interna del climatizzatore può essere di diversa natura, dalla forma più diffusa a parete, a quella a pavimento, a soffitto e canalizzato.

Climatizzatore a parete solitamente è la soluzione adottata quando no è stata fatta una progettazione preventiva dell’impianto di climatizzazione, si posizione nella parte alta della parete e possibilmente su una parete cha affaccia all’esterno in modo tale da evitare lunghi tragitti della tubatura necessaria per raggiungere il motore. La distribuzione dell’aria è favorevole sia in regime di raffreddamento che di riscaldamento.

Climatizzatore a pavimento, possono essere sistemati sotto la finestra o in una nicchia nella parete, hanno assunto nel corso del tempo delle forme sempre più ergonomiche in misure sempre più compatte. La diffusione dell’aria, nei modelli migliori, è differenziata a seconda del periodo di impiego, in raffreddamento l’aria viene emessa dalla parte superiore, quindi spinta verso l’alto, in riscaldamento il flusso è emesso anche da una fessura posta nella parte inferiore. La differenza di flusso è dovuta alla diversa stratificazione dell’aria, la fredda è più pesante è scende verso il basso, la calda invece è leggere e sale in alto.

Climatizzatore a soffitto o cassetta, solitamente vengono impiegati per ambienti tipo ufficio o locali commerciali, ma nulla toglie che possono essere impiegati anche in ambiente domestico, se l’impianto viene studiato nella fase di progettazione della casa. Per essere impiantati c’è bisogno di una controsoffittatura, in modo tale da mandare all’interno tutto lo split ad eccezione della mascherina esterna, che viene sistemata a filo con i pannelli del controsoffitto, a vista rimane soltanto la griglia di protezione dello split. Con questo tipo di prodotto si ha una diffusione eccellente del freddo, che dalla posizione più alta si diffonde stratificando verso il basso.

Climatizzatore canalizzato, come per il climatizzatore a soffitto scompare totalmente, fatta eccezione per la mascherina frontale che rimane a vista, integrandosi solitamente all’interno di una nicchia nella parte alta di una parete o in una controsoffittatura appositamente studiata.

L'installazione deve essere effettuata da un tecnico specializzato (necessita di attrezzature specifiche), altrimenti una non corretta messa in opera, comporterà un conseguente mal funzionamento o non funzionamento. Una cattiva installazione non è coperta da garanzia.

2) Monoblocco, è composto da un unico pezzo a forma di split con dimensioni molto più grandi rispetto a quello tradizionale, all’interno del quale c’è anche il motore. La sua peculiarità consiste nel fatto che è senza unità esterna, necessita comunque di una comunicazione con l’esterno, pertanto deve essere posizionato su una parete che affaccia sulla parte esteriore, sulla quale bisogna praticare dei fori per lo scambio d’aria. Il suo costo è superiore ad un climatizzatore di tipo split con potenza equivalente.

Climatizzatori portatili

Come dice la parola stessa il portatile è un climatizzatore che può essere spostato da un ambiente ad un altro. Il climatizzatore portatile può essere di due tipi:

1) Monoblocco, è composto da un unico blocco che grazie a delle rotelle posizionate sotto la parte inferiore, può essere trasportato comodamente. Non ha l’unità esterna ma necessita della vicinanza con l’esterno, in quanto deve espellere l’aria calda tramite un tubo di scarico, che è agganciato nella parte posteriore.

2) Split portatile, è composto da una unità interna collegata al motore tramite la tubatura, ricoperta da una guaina per evitare che si possa danneggiare. Il motore deve essere collocato all’esterno dell’ambiente, quindi la posizione ideale è sempre vicino ad una finestra o ad un terrazzo.

Il climatizzatore monoblocco è solo freddo, mentre lo split portatile può anche essere in pompa di calore.

I climatizzatori portatili monoblocco possono utilizzare due tecnologie differenti per smaltire il calore presente nell’ambiente, e quindi rinfrescarlo. Il sistema aria/aria e quello acqua/aria, per comprendere la differenza, riprendiamo il concetto che il climatizzatore, non produce aria fredda ma elimina il calore presente nell’aria che conseguentemente diventa fredda. Per fare tutto questo, fa passare l’aria attraverso il condensatore, che ha il compito di smaltire il calore, nel sistema aria/aria una ventola soffia aria per raffreddare il condensatore e far cedere il calore, mentre in quello acqua/aria è l’acqua che agisce al posto dell’aria con un risultato molto superiore.

Tra le due tecnologie è superiore quella acqua/aria, che costa di più, ma che garantisce una resa superiore. L’acqua viene messa nel climatizzatore in una vaschetta ed il vapore prodotto durante l’impatto con il calore viene espulsa all’esterno dal tubo di sfiato.

Cosa avviene nel climatizzatore quando spingiamo il pulsante del telecomando per accenderlo

Per capire bene come avviene il raffreddamento o il riscaldamento di un ambiente è necessario seguire le varie fasi del gas presente nel circuito frigorifero. Partendo dal cuore pulsante, ovvero il compressore, assistiamo alla compressione del gas, che in questo processo passa da 4 atmosfere a 20, con un suo conseguente surriscaldamento, giungendo ad una temperatura di circa 80 °C, a questo punto continua nel percorso, raggiungendo il condensatore dove con l'ausilio del ventilatore cede calore all'ambiente esterno, questa cessione di calore comporta un raffreddamento del gas ed un suo cambiamento di stato a liquido, e si dirige verso l'evaporatore, prima di arrivarvi è costretto a passare attraverso un capillare, l'attraversamento fa si che venga nebulizzato raggiungendo una temperatura di circa 5°C e giunge sull'evaporatore dove assorbe calore (presente nell'ambiente) ed il ventilatore tangenziale con la sua azione spinge l'aria fredda ( privata di calore ) nell'ambiente. Il liquido vaporizzato prosegue il suo percorso verso il compressore dove è pronto ad iniziare un nuovo ciclo. Lo stesso processo avviene anche in caso di pompa di calore invertendo il circuito con una valvola a quattro vie.

I diversi tipi di tecnologia utilizzate dal climatizzatore

 

A seconda della tecnologia utilizzata i climatizzatori si possono dividere in on off ed inverter. Nel dettaglio analizziamo i due differenti sistemi per comprendere le loro differenze e per poter valutare in modo consapevole quale tecnologia sia più adatta per l’ambiente a cui è destinata:

Climatizzatore on off, come dice la parola stessa dall’inglese acceso spento, significa che il sistema è studiato e concepito, in maniera tale da raggiungere la temperatura impostata e bloccare il suo funzionamento e l’assorbimento elettrico al raggiungimento della stessa. Per rendere l’idea più chiara facciamo un piccolo esempio pratico, di un climatizzatore con un assorbimento elettrico di 900 watt. Dall’accensione, on, fino al raggiungimento della temperatura impostata assorbe 900 watt, poi si spegne, off, ed il consumo è zero. Questo processo, on/off, on/off, è continuo per tutto il periodo che rimane acceso.

Diversamente, l'inverter è una tecnologia che permette di regolare (modulare) automaticamente e continuamente la potenza e la velocità di funzionamento del climatizzatore, in funzione della temperatura esterna e dei valori impostati nell'ambiente. In termini pratici si accende e si spegne come il climatizzatore on/off, con la differenza che durante la fase del funzionamento, l’assorbimento elettrico varia da un picco massimo ad uno minino, passando da fasi intermedie prima di spegnersi.

Per inverter normalmente si intende un apparato elettronico che provvede a convertire la corrente continua (per esempio di una batteria) in corrente alternata (comune di casa). Nei clima il sistema inverter si compone in realtà da due elementi, un raddrizzatore di corrente e l'inverter. Il raddrizzatore di corrente si occupa di trasformare la corrente alternata della rete elettrica di casa, in corrente continua, a questo punto, l'inverter ritrasforma la corrente continua in alternata, variandone la frequenza, a seconda della potenza necessaria a far si che il motore lavori per mandare in circolo, la quantità di gas necessaria a far generare la quantità d’aria giusta per il raggiungimento della temperatura impostata.

La corrente alternata ha una frequenza fissa di 50 Hz. Questo processo determina un abbassamento dei consumi, modulando la rotazione del compressore la richiesta di energia elettrica diminuisce in proporzione alle esigenze, permettendo al climatizzatore di consumare il necessario per raggiungere la temperatura.

Come leggere l’energy label

Nello specifico della tabella, dall'alto verso il basso, la prima lettera indica la classe di appartenenza, poi è indicato il consumo all’anno di energia elettrica, la potenza termica, l'indice di efficienza, il tipo di climatizzatore, il tipo di raffreddamento, la potenza termica in riscaldamento, ed infine la classe di appartenenza in riscaldamento.

energy label climatizzatore

Maggiori dettagli sono disponibili nella pagina Energy label.

Le varie unità di misura e relative conversione per comprendere la potenza termica di un climatizzatore d'aria

Spesso si viene disorientati quando si parla di potenza termica del climatizzatore, vengono utilizzate varie unità di misura, ognuna delle quali esprime con un nome diverso una potenza termica uguale. Si sente parlare di BTU/h (British Termal Unit di origine anglosassone è di uso comune); Frigorie/h e Kcalorie/h (unità di misura appartenente al sistema pratico molto utilizzate dagli installatori, esprimono lo stesso valore per convenzione di segno contrario 1 frigoria = -1 chilocaloria); Watt e Kw (molto diffuse di recente). Questi diversi metri di valutazione, con nomi diversi, non fanno altro che esprimere sempre uno stesso valore di potenza termica.

U. di misura
Valore
Equivalenza
U. di misura
Btu/h 3,413 = 1 watt
Watt 1 = 0,86 Kcal/h
Kw 1 = 1000 watt
Frig/h 0,86 = 3,413 Btu/h
Kcal/h - 0,86 = 0,86 Frig/h
Con questa tabella si potrà passare da un valore all'altro molto facilmente e capire se si parla della stessa potenza.
 
 
Pubblicato: lunedì 05 marzo 2012
 
 
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